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Lombardi (Ance): Serve un patto banche-Stato per pagare le aziende

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Il Mezzogiorno sarebbe stato oggetto di attenzioni particolari da parte del Governo.

Foto: trasparenzaelegalita.net

di Barbara Ruggiero
Foto: trasparenzaelegalita.net

Il Mezzogiorno sarebbe stato oggetto di attenzioni particolari da parte del Governo. Lo sostiene Monti che, con forza, lo ha ribadito anche nel corso del suo discorso alla Fiera del Levante di Bari.
Il premier ha parlato di misure differenziali per il Sud nel decreto Salva-Italia: sgravi Irap, deroghe al patto di stabilità interno, misure a favore dell’imprenditoria, stimolo all’occupazione…
Ma è davvero così per chi quotidianamente si trova nel mondo dell’imprenditoria?
Ne abbiamo parlato con Antonio Lombardi (foto), presidente dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Salerno.
Presidente Lombardi, Mario Monti, nel suo discorso alla Fiera del Levante di Bari, dice che il Mezzogiorno sarebbe stato oggetto di attenzioni particolari da parte del Governo. Lei come commenta la notizia?
Dico che noi, come imprese del settore edile, non ci siamo accorti degli sgravi e dei provvedimenti in favore delle imprese. Il Governo sta lavorando bene per la credibilità dell’Italia a livello internazionale, questo non si nega. Ma noi chiediamo che ci sia maggiore attenzione anche per le imprese.
Che tipo di attenzione chiedete?
In Italia abbiamo una Costituzione che per trentuno volte ripete le parole “lavoratori” e “sindacati” ma non ha al suo interno la parola “impresa”. Dobbiamo rinnovare anche l’architettura costituzionale del nostro Stato. L’impresa, volenti o nolenti, è al centro di ogni sviluppo. E poi io a Monti vorrei fare una domanda: quando decide di pagare le imprese? Le aziende edili vantano centinaia di milioni di euro di credito nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
Lei è presidente dell’Ance Salerno. Com’è la situazione delle imprese di costruzione in provincia?
In provincia di Salerno abbiamo centinaia di milioni di euro che le nostre imprese vantano di credito nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Io credo che in un paese civile sia fondamentale rispettare i termini e liquidare entro sessanta giorni le imprese a cui sono commissionati i lavori. Gli imprenditori oggi sono vessati, anche giustamente, dall’Agenzia delle entrate, dalla Guardia di Finanza, da Equitalia… Io dico che è giusto pagare quanto è dovuto, sia chiaro; ma se si lavora per lo Stato occorre essere pagati entro i termini. E’ grave questa mancanza di puntualità da parte dello Stato.
Quali sono, secondo lei, le priorità assolute per il Sud?
Io propongo una soluzione al problema. Monti, dopo i tanti favori fatti alle banche, potrebbe pensare a un provvedimento a costo minimo per lo Stato. Penso a una sorta di accordo tra Enti pubblici, Stato e banche. Le banche si impegnano a pagare entro 60 giorni alle imprese i lavori fatti per conto dello Stato o delle pubbliche amministrazioni. Poi si risolve tutto con un accordo tra banche e Stato. Credo che un provvedimento del genere avrebbe una grande valenza per il Mezzogiorno soprattutto.
Il quadro è drammatico: le imprese non falliscono più per debiti, ma per crediti. In 18 mesi abbiamo perso 6mila posti di lavoro…Alla mancanza di commesse si somma la mancanza di chiarezza sui termini di pagamento: le imprese non solo non vengono pagate attualmente, ma non si sa neppure quando verranno pagate.

 

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