Mar. Ago 20th, 2019

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L’ombra cupa di Cesaro sul Pdl che aveva promesso trasparenza

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Le ultime elezioni non hanno sequestrato il campo al fenomeno del voto di scambio. Anzi…

www.dagospia.com

di Davide Cerullo
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Le elezioni in Campania, ma non solo qui, hanno visto una netta vittoria del Pdl e l’elezione, nella circoscrizione Campania 1, di Luigi Cesaro. Ex presidente della Provincia di Napoli, detto “giggino ‘a purpetta”, noto per il suo italiano maccheronico, per non parlare del suo inglese, e per un curriculum di pendenze giudiziarie decennale legate a presunte vicinanze a clan camorristici, Giggino è stato eletto, secondo nella lista del Pdl campano, e sarà deputato del Parlamento. Viene il sospetto che il testimone sia passato da Cosentino a Cesaro. Un sospetto, certo, in un Paese che di sospetti e ambiguità, di vicinanze e collusioni tra malavita organizzata e Stato ne ha avuti fin troppi. Non se ne sentiva il bisogno, insomma.
Mi chiedo se chi ha votato Pdl si sia chiesto se era il caso di mandare in Parlamento l’ennesima figura molto discussa, non solo per come parla, ma per i suoi precedenti. Mi chiedo quale qualità di Cesaro abbia potuto convincere l’elettorato a votarlo. Una radicale lotta ai voti di scambio, e qui il nostro riferimento riguarda tutti i politici adusi a pratiche non trasparenti, avrebbe dovuto indurre a tenere lontani dalle urne alcuni collettori elettorali non sempre distintisi per olimpica impermeabilità a interessi e collegamenti con ambienti limitrofi alla politica e poco chiari.
Si parla di Cesaro ma si potrebbe parlare di tanti altri, a cominciare da Berlusconi, sicuramente.
Se così fosse, se cioè il problema del voto di scambio esiste per davvero così come si insinua, allora davvero ci meritiamo questo schifo. Vendere un voto, farsi comprare per un qualunque favore o privilegio, dalla ricarica telefonica gratuita alla possibilità di accensione di un muto, è un atteggiamento indegno di un popolo civile. Perché il lavoro, la casa, stipendi dignitosi, contratti di lavoro dignitosi, sono diritti da garantire a tutti e non merce di scambio elettorale per alcuni.

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