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L’ombra dello scambio di persona dietro l’omicidio del 30enne

L’ombra dello scambio di persona dietro l’omicidio del 30enne

Incensurato e da tutti definito un bravo ragazzo. Potrebbe essere stato un errore di persona? E’ una delle piste che seguono gli investigatori i quali però, al momento, mantengono un comprensibile riserbo. Nella tarda serata di ieri Pasquale Romano, 30 anni, residente a Cardito, un comune della provincia di Napoli, appartenente ad una famiglia che tutti dicono perbene, è stato massacrato con 14 colpi di pistola dinanzi la casa della sua fidanzata, a Marianella, un quartiere che confina con Scampia, scenario della faida per il controllo dello spaccio della droga. Pasquale ieri sera da Cardito è andato a Marianella per salutare la sua fidanzata, Rosanna, che non vedeva da qualche giorno. Ha posteggiato la macchina. In casa della ragazza si è intrattenuto perchè doveva andare a giocare a calcetto con gli amici ma appena è sceso è stato crivellato di colpi dai sicari. Per il giovane non c’è stato scampo. Sul posto sono giunti i soccorritori e i carabinieri che hanno iniziato a scavare nel passato della vittima. Nessun precedente guaio con la giustizia, nessun legame attuale pericoloso. A Cardito, nel paese all’estrema periferia di Napoli, in tanti sono sicuri che Pasquale sia stato ucciso un errore. Viene ricordato come un bravo ragazzo, e non solo dai suoi familiari. «La gente è sconvolta. La sua famiglia è distrutta. E’ gente perbene, tranquilla. Conoscevo personalmente Pasquale ed era un ragazzo senza grilli per la testa», dice Giuseppe Cirillo, primo cittadino di Cardito. E sulla stessa lunghezza d’onda anche l’ex sindaco, Giuseppe Barra: «Cardito non è una metropoli e qui ci conosciamo tutti e finiamo per sapere anche se uno prende una contravvenzione stradale di troppo. Quella di Pasquale Romano è una famiglia tranquilla, gente onesta». La vittima lavorava in un’azienda di Pozzuoli e a breve, come assicurano alcuni conoscenti, avrebbe avuto un contratto a tempo indeterminato. Lui e la fidanzata già stavano progettando il matrimonio. Dinanzi alla palazzina di via Benedetto Croce, dove abita la famiglia Romano, oggi si sono ritrovati parenti ed amici. Un continuo via vai di persone. «Pasquale è capitato al posto sbagliato nel momento sbagliato – dice il cugino Giovanni Di Cicco – Noi vogliamo che sia fatta chiarezza al più presto e che sia fatta giustizia. Non è possibile morire in questo modo».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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