Mar. Lug 16th, 2019

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Inserto di SalernoSera

Londra 2012 / A fondo i maschi del nuoto, Federica salvaci tu

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Niente da fare per Filippo Magnini subito eliminato nelle batterie dei 100 stile libero ai Giochi di Londra. Il campione europeo ha chiuso penultimo la sua frazione con 49"18. Male anche l'altro azzurro Luca Dotto, settimo nella sua batteria in 49"43. Il titolo europeo gli aveva fatto ritirare fuori il petto. Lui tornato campione dopo anni di backstage in piscina. A Londra, due mesi dopo l'oro di Debrecen, Filippo Magnini affonda nelle batterie dei 100 stile: 19/o tempo, niente finale e la pancia che non trattiene la rabbia. Lo sfogo è un copione già visto altre volte, ma ora la mano è pesante e tira giù tutta l'Italia. «Abbiamo completamente 'cannato' la preparazione, non si arriva così a un'Olimpiade - l'ira di 'Re Magno' - non stiamo facendo dei Giochi impressionanti. La velocità ha sbagliato tutto: io mi sono impegnato al cento per cento, ho dato il massimo, ma in gara non ho mai reso come in allenamento». Stesso refrain già sentito anche da Federica Pellegrini, la star piombata nel gruppo degli sprinter agli ordini di Claudio Rossetto dopo l'ennesimo cambio di allenatore e di vita per la regina dell'acqua. «Adesso serve parlare e ci sarà una resa dei conti - aggiunge Magnini - ho 30 anni, nuoto da 22: so quando sto da Dio e quando sto di m... Non voglio criticare nessuno, tanto meno il mio allenatore, ma non è stato fatto tutto per correggere queste mancanze. Ho sbagliato anch'io a non calcare di più la mano sentendo che non andavamo. E qui siamo arrivati non in condizione. E' un peccato perchè si buttano via quattro anni così». Fa strano sentirlo parlare così: a maggio nella vasca continentale ungherese il suo successo lo aveva salutato con il piglio di chi era tornato e avrebbe dato filo da torcere anche ai ventenni più agguerriti. Certo al quarto di giorno di gare all'Acquatic Center il nuoto ha poco da raccontare, se non fallimenti: quello della Pellegrini nei 400 stile, attesa ora al riscatto nella sua gara, il tonfo dei velocisti, staffette compresa: l'ultima in ordine di tempo a naufragare la 4X200 sl, con i poveri Maglia, Di Giorgio, Maestri e Belotti che non sono andati oltre l'undicesimo tempo (7'12''69) ben lontani dall'accesso in finale. E con Magnini nella gara individuale ha fatto fiasco anche Luca Dotto, una delle facce più gettonate della meglio gioventù del nuoto italiano: dopo l'argento mondiale nei 50 lo scorso anno a Shanghai, Dotto era una delle punte della nazionale. «Dobbiamo capire le responsabilità di questo fallimento, ricominciare tutto con serietà». Sul fatto che l'arrivo di Federica abbia alterato gli equilibri del gruppo nessuno si sbilancia:«Siamo uniti, certo è normale che Federica voglia le attenzioni su di se'. Quanto a Filippo lo sappiamo: quando le cose vanno male è critico, è un agonista puro e tira fuori tutto, anche problemi superiori alla loro reale portata». Il j'accuse del due volte campione mondiale dei 100 piomba dritto nel cuore dell'Italnuoto: Magnini ha detto chiaramente che si portano a esempio gli Usa «ma lì non contano solo gli atleti, ma lo staff. Noi abbiamo fatto, ma non è venuto fuori nulla». «Qualcosa non ha funzionato - esordisce Rossetto, chiamato a giustificare le prestazioni soprattutto dei suoi atleti - i ragazzi non sono in condizione. Penso di aver capito perchè: abbiamo rischiato molto per tirare fuori tutto quello che avevano, e siamo finiti oltre, mettendo il piede nel posto sbagliato. Rischiare significa spingere al massimo e portarli al limite. Non ho rimpianti sul lavoro, ma su come è finita. Filippo? Si sa parla un po’ troppo a caldo: da dieci anni seguo la velocità e i risultati sono sempre arrivati». Quanto a Fede tra le righe Rossetto fa capire che il suo arrivo «è stato un aggravio di lavoro per me: lei necessita di attenzione e concentrazione e questo può aver inciso». Il sipario sui Giochi dell'acqua non è ancora calato, questa sera c’è la finale dei 200 metri stile libero e speriamo che la Pellegrini sia protagonista, ma l’Italia del nuoto sembra già alla resa dei conti.

Niente da fare per Filippo Magnini (nella foto con la Pellegrini) subito eliminato nelle batterie dei 100 stile libero ai Giochi di Londra. Il campione europeo ha chiuso penultimo la sua frazione con 49″18. Male anche l’altro azzurro Luca Dotto, settimo nella sua batteria in 49″43. Il titolo europeo gli aveva fatto ritirare fuori il petto. Lui tornato campione dopo anni di backstage in piscina. A Londra, due mesi dopo l’oro di Debrecen, Filippo Magnini affonda nelle batterie dei 100 stile: 19/o tempo, niente finale e la pancia che non trattiene la rabbia. Lo sfogo è un copione già visto altre volte, ma ora la mano è pesante e tira giù tutta l’Italia. «Abbiamo completamente ‘cannato’ la preparazione, non si arriva così a un’Olimpiade – l’ira di ‘Re Magno’ – non stiamo facendo dei Giochi impressionanti. La velocità ha sbagliato tutto: io mi sono impegnato al cento per cento, ho dato il massimo, ma in gara non ho mai reso come in allenamento». Stesso refrain già sentito anche da Federica Pellegrini, la star piombata nel gruppo degli sprinter agli ordini di Claudio Rossetto dopo l’ennesimo cambio di allenatore e di vita per la regina dell’acqua. «Adesso serve parlare e ci sarà una resa dei conti – aggiunge Magnini – ho 30 anni, nuoto da 22: so quando sto da Dio e quando sto di m… Non voglio criticare nessuno, tanto meno il mio allenatore, ma non è stato fatto tutto per correggere queste mancanze. Ho sbagliato anch’io a non calcare di più la mano sentendo che non andavamo. E qui siamo arrivati non in condizione. E’ un peccato perchè si buttano via quattro anni così». Fa strano sentirlo parlare così: a maggio nella vasca continentale ungherese il suo successo lo aveva salutato con il piglio di chi era tornato e avrebbe dato filo da torcere anche ai ventenni più agguerriti. Certo al quarto di giorno di gare all’Acquatic Center il nuoto ha poco da raccontare, se non fallimenti: quello della Pellegrini nei 400 stile, attesa ora al riscatto nella sua gara, il tonfo dei velocisti, staffette compresa: l’ultima in ordine di tempo a naufragare la 4X200 sl, con i poveri Maglia, Di Giorgio, Maestri e Belotti che non sono andati oltre l’undicesimo tempo (7’12”69) ben lontani dall’accesso in finale. E con Magnini nella gara individuale ha fatto fiasco anche Luca Dotto, una delle facce più gettonate della meglio gioventù del nuoto italiano: dopo l’argento mondiale nei 50 lo scorso anno a Shanghai, Dotto era una delle punte della nazionale. «Dobbiamo capire le responsabilità di questo fallimento, ricominciare tutto con serietà». Sul fatto che l’arrivo di Federica abbia alterato gli equilibri del gruppo nessuno si sbilancia:«Siamo uniti, certo è normale che Federica voglia le attenzioni su di se’. Quanto a Filippo lo sappiamo: quando le cose vanno male è critico, è un agonista puro e tira fuori tutto, anche problemi superiori alla loro reale portata». Il j’accuse del due volte campione mondiale dei 100 piomba dritto nel cuore dell’Italnuoto: Magnini ha detto chiaramente che si portano a esempio gli Usa «ma lì non contano solo gli atleti, ma lo staff. Noi abbiamo fatto, ma non è venuto fuori nulla». «Qualcosa non ha funzionato – esordisce Rossetto, chiamato a giustificare le prestazioni soprattutto dei suoi atleti – i ragazzi non sono in condizione. Penso di aver capito perchè: abbiamo rischiato molto per tirare fuori tutto quello che avevano, e siamo finiti oltre, mettendo il piede nel posto sbagliato. Rischiare significa spingere al massimo e portarli al limite. Non ho rimpianti sul lavoro, ma su come è finita. Filippo? Si sa parla un po’ troppo a caldo: da dieci anni seguo la velocità e i risultati sono sempre arrivati». Quanto a Fede tra le righe Rossetto fa capire che il suo arrivo «è stato un aggravio di lavoro per me: lei necessita di attenzione e concentrazione e questo può aver inciso». Il sipario sui Giochi dell’acqua non è ancora calato, questa sera c’è la finale dei 200 metri stile libero e speriamo che la Pellegrini sia protagonista, ma l’Italia del nuoto sembra già alla resa dei conti.

Gli altri risultati: scherma. Ottavi di finale del torneo di fioretto maschile con tre italiani: Andrea Cassarà, dopo Apromonte e Baldini, ha superato i sedicesimi, battendo il tunisino M. samandi 15-7.

14.27 Canottaggio. Il 4 senza ripescato in semifinale. Col terzo posto ottenuto nei ripescaggi, il quattro senza del canottaggio composto da Venier Paonessa, Agamennoni e Capelli ha guadagnato l’accesso alla semifinale in programma giovedì. Gli azzurri al traguardo sono stati preceduti dagli equipaggi di Serbia e Neo Zelanda.
Fioretto. Andrea Baldini raggiunge Valerio Aspromonte negli ottavi di finale del torneo di fioretto maschile a Londra 2012. L’azzurro ha superato 15-6 il giapponese R. Miyake.

13.30 Tiro a volo. L’azzurro Luigi Agostino Lodde, 32enne sassarese, si è qualificato per la finale dello skeet, in programma oggi alle ore 14 di Londra, piazzandosi al quinto posto delle eliminatorie, con 120/125. Al comando c’è il campione olimpico in carica, l’americano Vincent Hancock, con 123, seguito dal danese Golding con 122 e dal rappresentante del Qatar Al-Attiya e dal russo Shomin con 121. Sia Golding e che Al-Attiya hanno un ct italiano, rispettivamente Pietro Genga e Roberto Scalzone. Eliminati l’altro azzurro Ennio Falco e lo Sceicco del Dubai Saeed Al-Maktoum, che hanno chiuso entrambi all’11/o posto con 118.
Arco. Dopo Marco Galiazzo anche Michele Frangilli, l’arciere oro nella prova a squadre, esce di scena dalla gara individuale al primo turno delle eliminatorie. L’olimpionico è stato battuto dall’ucraino Dmytro Hrackov.
Scherma. Inizia bene l’avventura olimpica di Valerio Aspromonte nel fioretto maschile a Londra 2012: 15-11 al romeno R. Daraban. passa agli ottavi di finale.
Judo. Dopo Antonio Ciano nella categoria 81 kg nel torneo olimpico di judo femminile è stata eliminata anche Edwige Gwend. Nei 63 kg l’azzurra è stata battuta dalla cinese Lili Xu.
Tennis. L’Italia sarà presente nel tabellone olimpico del doppio misto di tennis con due coppie. Oltre a Daniele Bracciali e Roberta Vinci, oggi sono stati ammessi a partecipare anche Sara Errani e Andreas Seppi che giocheranno in coppia. Gli incontri si svolgono sull’erba di Wimbledon.

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