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Londra 2012 / Cammarelle avverte l’idolo di casa: voglio l’oro

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«Sono vecchio e stanco, ma voglio difendere il mio titolo, e soprattutto non voglio tornare a casa senza medaglia d’oro». Roberto Cammarelle è pronto, dopo aver battuto il campione del mondo Medzhidov con la coda polemica del ricorso degli azeri respinto dall'Aiba, e ora lo attende la sfida più difficile. Per lui quella di domani (ore 15.15 di Londra) sarà una replica della finale di Pechino, nel senso che deve affrontare l’idolo di casa. Nel 2008 archiviò la pratica Zhilei Zhang sconfiggendo il cinese prima del limite, ora dovrebbe fare altrettanto con il britannico Anthony Joshua, perchè altrimenti rischia di non doversi battere non solo con l'avversario ma anche contro il fattore giuria. Joshua, del quale i tabloid scrivono da giorni descrivendolo come una specie di fenomeno, finora ha goduto di qualche “aiutino” che lo ha portato dritto in finale. Obbligatorio dunque per Cammarelle tenerne conto, e cerare di vincere anche questa volta prima del limite, evitando il rischio di un verdetto ai punti che potrebbe sempre riservare sorprese. «Finora sono sempre stato un po’ penalizzato dai verdetti, il britannico invece è stato favorito - dice il gigante azzurro -, ma va bene così. Intanto mi godo il successo in semifinale. Questo che vedete a Londra non è il miglior Cammarelle, convivo con i miei acciacchi ma va bene così, se continuo a vincere. E poi vedo che qui più vado avanti, meglio combatto. Quindi sono fiducioso: Joshua lo conosco già, e per questo sono convinto di fare una bella prestazione e di prendermi un’altra grande soddisfazione». Vorrebbe dire riuscire a fare la doppietta olimpica. Intanto il supermassimo di Cinisello Balsamo ha già eguagliato l'immenso Teofilo Stevenson: non nel senso delle tre medaglie d'oro ai Giochi, ma per la terza presenza consecutiva sul podio olimpico del pugilato. «Non fate certi paragoni, io sono solo Cammarelle». Un campione vero anche di semplicità e modestia.

«Sono vecchio e stanco, ma voglio difendere il mio titolo, e soprattutto non voglio tornare a casa senza medaglia d’oro». Roberto Cammarelle (foto) è pronto, dopo aver battuto il campione del mondo Medzhidov con la coda polemica del ricorso degli azeri respinto dall’Aiba, e ora lo attende la sfida più difficile. Per lui quella di domani (ore 15.15 di Londra) sarà una replica della finale di Pechino, nel senso che deve affrontare l’idolo di casa. Nel 2008 archiviò la pratica Zhilei Zhang sconfiggendo il cinese prima del limite, ora dovrebbe fare altrettanto con il britannico Anthony Joshua, perchè altrimenti rischia di non doversi battere non solo con l’avversario ma anche contro il fattore giuria. Joshua, del quale i tabloid scrivono da giorni descrivendolo come una specie di fenomeno, finora ha goduto di qualche “aiutino” che lo ha portato dritto in finale. Obbligatorio dunque per Cammarelle tenerne conto, e cerare di vincere anche questa volta prima del limite, evitando il rischio di un verdetto ai punti che potrebbe sempre riservare sorprese. «Finora sono sempre stato un po’ penalizzato dai verdetti, il britannico invece è stato favorito – dice il gigante azzurro -, ma va bene così. Intanto mi godo il successo in semifinale. Questo che vedete a Londra non è il miglior Cammarelle, convivo con i miei acciacchi ma va bene così, se continuo a vincere. E poi vedo che qui più vado avanti, meglio combatto. Quindi sono fiducioso: Joshua lo conosco già, e per questo sono convinto di fare una bella prestazione e di prendermi un’altra grande soddisfazione». Vorrebbe dire riuscire a fare la doppietta olimpica. Intanto il supermassimo di Cinisello Balsamo ha già eguagliato l’immenso Teofilo Stevenson: non nel senso delle tre medaglie d’oro ai Giochi, ma per la terza presenza consecutiva sul podio olimpico del pugilato. «Non fate certi paragoni, io sono solo Cammarelle». Un campione vero anche di semplicità e modestia.

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