Londra 2012 / Delusione Schwazer, a Pechino ‘detestava’ il doping

Londra 2012 / Delusione Schwazer, a Pechino ‘detestava’ il doping

In un’altra grande giornata per lo sport italiano alle Olimpiadi di Londra 2012, arriva la tegola che non ti aspetti. Alex Schwazer (foto), olimpionico in carica della 50 chilometri, atteso sabato sulle strade inglesi per confermare lo splendido oro di Pechino, è stato escluso dal Coni, nella persona del presidente Gianni Petrucci, per doping. Il 27enne marciatore altoatesino è risultato positivo all’Eritropoietina (Epo). Uno choc per la spedizione azzurra, che si stava godendo l’ennesima giornata di grande sport con l’oro di Campriani nella carabina, l’argento di Fabbrizi nel trap e il bronzo di Morandi agli anelli. Inizialmente il Coni aveva diffuso un comunicato in cui si leggeva che «il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Petrucci, sentito il capo delegazione, Raffaele Pagnozzi, ha disposto l’esclusione immediata dalla squadra olimpica di un atleta che non è ancora giunto a Londra. Per tale atleta infatti il Coni ha ricevuto nel primo pomeriggio di oggi una notifica di esito avverso per un controllo antidoping disposto precedentemente dalla Wada. Il capogruppo della disciplina interessata è stato prontamente informato dal Coni per gli adempimenti di conseguenza». Il toto-nome si rincorre sul web: prima si parla di un altoatesino, poi viene fuori il nome di Schwazer. Non c’è l’ufficialità, che arriverà in seguito. «In molti mi chiedono come ci si prepara ai Giochi Olimpici: semplice, allenandosi, allenandosi e allenandosi ancora», scrive il carabiniere di Vipiteno sul proprio sito.
Il Comando generale dell’Arma dei Carabinieri ha già avviato contatti con la presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni) in merito alla vicenda della positività all’Epo del marciatore Alex Schwazer, carabiniere scelto del Centro Sportivo dell’Arma con sede a Bologna. Si parla della possibile adozione dei «provvedimenti conseguenti». Lo stesso allenatore di Schwazer, Michele Didoni, aveva condannato doppiamente il fatto perchè «Alex è un carabiniere» e contestualmente si auspicava provvedimenti urgenti da parte del Centro Sportivo
«Quando atleti, anche nella marcia, non hanno talento e fanno uso del doping questo mi fa incazzare. L’unica scorrettezza nello sport è chi usa sostante dopanti. Ho sempre disprezzato chi si dopa. Bisogna fare sport con la convinti che anche senza doping si vince». Parlava così fino a due anni fa Alex Schwazer in merito al doping. Lui, proprio lui, che nell’agosto 2008 vinse la 50 chilometri delle Olimpiadi di Pechino. Oggi, il marciatore altoatesino originario di Calice di Racines, un paesino tra le montagne sopra Vipiteno, difficilmente potrà confermare queste frasi. La squalifica per due anni sembra essere alle porte, va detto che nell’ultimo biennio, l’atleta azzurro si era spesso isolato, era apparso ostile. Aveva lasciato la sua sede abituale di Saluzzo, quella della scuola dei Damilano, perchè, a dir suo, voleva restare più vicino a casa e alla sua fidanzata Carolina Kostner. Con Sandro Damilano era entrato in polemica e anche con Giorgio Rubino il rapporto si era guastato. Alla fine si era trasferito a Settimo Milanese, ma molto spesso si allenava a Celerina in Svizzera e a Oberstdorf. Il nome di Schwazer si aggiunge alla lista di altri marciatori che hanno fatto uso di doping. Nell’estate 2008 erano finiti nella bufera, anch’essi per Epo, i marciatori Alexei Voyevodin, Vladimir Kanaykin e Viktor Buraev tutti e tre allenati da Viktor Chegin. Tra i recenti casi di doping nella marcia anche quello dello spagnolo Francisco Javier Fernandez.

m.amelia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *