Mar. Lug 16th, 2019

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Federica torna, delude Quintavalle, argento per la Carabina

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Federica Pellegrini entra nella finale dei 200 metri stile libero femminili alle Olimpiadi di Londra vincendo la batteria della seconda semifinale con il tempo di 1'56"67; è il quarto tempo migliore delle batterie. Dovrà vedersela fra l’altro con Bronte Barratt, Allison Schmitt e la francese Camille Muffat.

Federica Pellegrini (foto) entra nella finale dei 200 metri stile libero femminili alle Olimpiadi di Londra vincendo la batteria della seconda semifinale con il tempo di 1’56″67; è il quarto tempo migliore delle batterie. Dovrà vedersela fra l’altro con Bronte Barratt, Allison Schmitt e la francese Camille Muffat. Intervistata a proposito delle polemiche dopo la sconfitta nei 400 metri la Pellegrini ha detto: «A me sinceramente delle critiche non interessa, una volta che so di aver fatto tutto il possibile. Io voglio giocarmi fino alla fine tutto quanto» ha aggiunto pensando alla finale di domani. La Pellegrini, detentrice del record mondiale nei 200 e imbattuta da cinque anni nella specialità, potrà quindi difendere l’oro vinto a Pechino nel 2008. La finale è in programma domani sera alle 20.41.
Pallanuoto femminile. A Londra il Setterosa della pallanuoto stecca l’esordio contro l’Australia ma il commissario tecnico Fabio Conti assolve le sue ragazze e stigmatizza l’arbitraggio. Primi due quarti equilibrati, con le azzurre però sempre costrette a rincorrere, black-out nella terza frazione, sussulto d’orgoglio nel finale che rende meno amara la sconfitta. Questo il film del debutto olimpico della nazionale femminile di pallanuoto, sopraffatta dal furore agonistico delle oceaniche. Un predominio fisico che – accusano le azzurre – spesso e volentieri ha oltrepassato i limiti del regolamento. «Questa non è più pallanuoto, ma lotta greco-romana. Fino a cinque anni fa la pallanuoto era un gioco, oggi è una rissa in piscina», la rabbia a fine incontro del capitano Elena Casanova.
Delusione judo. E la responsabilità di dover difendere il titolo olimpico del 2008 a Pechino ha giocato un brutto scherzo anche a Giulia Quintavalle, che a Londra ha dovuto dire addio al sogno di tornare sul podio venendo sconfitta nella finale per il bronzo dall’americana Marti Malloy, una giornalista di 32 anni giunta per la prima volta a una medaglia che conta a livello mondiale. «Ero troppo tesa, inutile recriminare, cercare scuse, la colpa è mia», dice quasi con le lacrime agli occhi Giulia mentre esce dal tatami dell’Excel. L’amarezza è troppo forte per permetterle di dilungarsi in spiegazioni tecniche. E del resto da spiegare sembra esserci ben poco, dopo quell’Ippon dell’americana che ha chiuso la gara quando mancavano 2 minuti e 9 secondi alla fine del tempo regolamentare di cinque minuti e l’azzurra aveva già a suo carico un’ammonizione per comportamento passivo. In sostanza, si sottraeva al combattimento. La discesa verso l’amaro quinto posto dal gradino più alto del podio era cominciato il mattino, quando la Quintavalle aveva dovuto arrendersi nei quarti di finale alla giapponese Kaori Matsumoto, che nel pomeriggio avrebbe conquistato la prima medaglia d’oro per il suo Paese.
Argento per l’ingegnere della carabina. Alla fine è sempre una questione di millimetri. Ed anche di testa, sangue freddo e concentrazione assoluta, che nel tiro a segno fanno la differenza. La medaglia d’argento di Niccolò Campriani(foto) nella carabina 10 metri arriva grazie a tutti questi ingredienti, mischiati a quella voglia di rivincita che il ragazzo toscano si portava dietro da Pechino 2008. A Londra 2012 è d’argento, dopo un testa a testa emozionante con il romeno Moldoveanu, risoltosi al penultimo colpo, quando l’azzurro ha fatto solo 9.4 «e volendo quantificare diciamo che ho perso l’oro per due millimetri. Ma sono ugualmente felicissimo, perchè ho riscattato Pechino: con l’Olimpiade avevo un conto in sospeso. E poi sono contento anche per chi ha vinto: Moldoveanu è un bravissimo ragazzo». Ancora più felice sarebbe se la laurea in ingegneria conseguita in Usa e il master che sta per terminare lo aiutassero a trovare lavoro in Italia: «Dicono che il nostro non sia un paese per giovani – spiega il 25enne azzurro – Io voglio tornare in Italia per lavorare, sarebbe brutto se per trovare un posto dovessi rimanere all’estero».
Altri risultati. Nel Tennis Sara Errani out in due set contro Serena Williams. Delusione per Sarita alle Olimpiadi di Londra 2012. Serena Williams si è imposta con immane facilità grazie ad un perentorio 6-3, 6-1, dimostrando di essere tornata la macchina da guerra ammirata dal circuito tennistico fino a un paio di stagioni fa. Nel Tiro con l’Arco Lionetti va agli ottavi di Finale, Italia sconfitta nel volley maschile, mentre nel Beach volley Nicolai e Lupo passano al tabellone principale superando il turno preliminare del torneo maschile di beach volley.

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