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Londra 2012 / Doping, Schwazer si pente ma non basta: addio giochi

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Alex Schwazer è stato escluso dal Coni per le Olimpiadi di Londra a causa della positività ad un controllo di doping. A confermare le indiscrezioni è stato Michele Didoni, tecnico della marcia: «Meno di un’ora fa Schwazer mi ha chiamato e mi ha detto che aveva una notizia brutta, il fermato per doping è lui». L’altoatesino, campione olimpico a Pechino 2008 e fidanzato con la pattinatrice Carolina Kostner, avrebbe dovuto disputare la 50 km marcia sabato mattina alle 10 mentre aveva già rinunciato alla 20 km per un principio di influenza. Schwazer sarebbe stato trovato positivo ad un controllo del 30 luglio scorso: per l’azzurro si parla di marker o metaboliti dell'Epo. La Federazione Atletica Leggera per il momento non conferma. «Non confermiamo nè smentiamo, per il momento per noi sono solo illazioni», dice il portavoce della Fidal. Cauto anche il presidente Arese: «Alex Schwazer positivo all'Epo? Non so niente di questa storia, non sono stato informato di niente ed è anche meglio così...". L’atleta azzurro però ha confermato tutto: «Meglio che non mi chieda come sto, ho sbagliato...». Al telefono Schwazer trasmette la disperazione dell’atleta che nel volgere di metà pomeriggio è passato dalla gloria sportiva alla vergogna. Infatti spiega in una dichiarazione «Volevo essere più forte per questa Olimpiade, ho sbagliato». «Ho fatto tutto da solo e di testa mia - prosegue nella sua dichiarazione l’atleta azzurro - e dunque mi assumo tutte le responsabilità per quello che è successo». Poi, la conclusione: «La mia vita nell'atletica è finita oggi». «Non ho neppure voluto chiedergli perché l’ha fatto: non ci sono giustificazioni. A 28 anni si è uomini, non più ragazzi. Alex deve crescere e cambiare vita». E’ durissimo il commento del tecnico della marcia, Michele Didoni, alla notizia della positività al doping di Schwazer. «Mi ha telefonato continuava a ripetere puerilmente ‘mi prendo tutte le responsabilità’, senza capire che il suo gesto individuale ricadrà su tanti. La madre stava per essere ricoverata al pronto soccorso per la tensione» Il doping non ha risparmiato nemmeno le Olimpiadi di Londra, la 30esima edizione dei Giochi. Anche l'Italia è coinvolta visto che il Coni ha deciso di escludere il marciatore Alex Schwazer, ma si segnalano diversi altri casi. Lo statunitense Nicholas Delpopolo, subito dopo l'esordio nella categoria 73 Kg del judo, è stato sottoposto ad un esame delle urine che ha rivelato la presenza di tetraidrocannabinolo, metabolita della cannabis. Il 20enne albanese Hysen Pulaku, che in gara nel sollevamento pesi nella categoria dei 77 kg, è stato trovato positivo allo stanazololo, un anabolizzante. Luiza Galiulina, 20enne uzbeka impegnata nella ginnastica artistica, è risultata positiva al furosemide, un diuretico. Tameka Williams, 22enne velocista antillana di St Kitts e Nevis, positiva a una sostanza 'che non è consentita dal Codice' antidoping. A questi si aggiungono poi il colombiano Diego Palomeque Echevarria, la brasiliana Kissya Cataldo, l'ucraina Nataliya Tobias, il marocchino Abderrahim Goumri, il greco Irini Kokkinariou, il turco Meryem Erdogan, e tre russe, Svetlana Klyuka, Yevgenina Zinurova e Nailiya Yulamanova, più la marocchina Mariem Alaoui Selsouli e il francese Nordine Gezzar.

Alex Schwazer è stato escluso dal Coni per le Olimpiadi di Londra a causa della positività ad un controllo di doping. A confermare le indiscrezioni è stato Michele Didoni, tecnico della marcia: «Meno di un’ora fa Schwazer mi ha chiamato e mi ha detto che aveva una notizia brutta, il fermato per doping è lui». L’altoatesino, campione olimpico a Pechino 2008 e fidanzato con la pattinatrice Carolina Kostner, avrebbe dovuto disputare la 50 km marcia sabato mattina alle 10 mentre aveva già rinunciato alla 20 km per un principio di influenza. Schwazer sarebbe stato trovato positivo ad un controllo del 30 luglio scorso: per l’azzurro si parla di marker o metaboliti dell’Epos. «Profonda delusione e disappunto» per la positività di Alex Schwazer: è la posizione della Federatletica, che in una nota diffusa dal capoufficio stampa Marco Sicari ricorda che nella linea della fermezza contro il doping la Fidal «non ha mai ammesso, e mai ammetterà deviazioni di alcun tipo».
Al telefono Schwazer trasmette la disperazione dell’atleta che nel volgere di metà pomeriggio è passato dalla gloria sportiva alla vergogna. Infatti spiega in una dichiarazione «Volevo essere più forte per questa Olimpiade, ho sbagliato». «Ho fatto tutto da solo e di testa mia – prosegue nella sua dichiarazione l’atleta azzurro – e dunque mi assumo tutte le responsabilità per quello che è successo». Poi, la conclusione: «La mia vita nell’atletica è finita oggi». «Non ho neppure voluto chiedergli perché l’ha fatto: non ci sono giustificazioni. A 28 anni si è uomini, non più ragazzi. Alex deve crescere e cambiare vita». E’ durissimo il commento del tecnico della marcia, Michele Didoni, alla notizia della positività al doping di Schwazer. «Mi ha telefonato continuava a ripetere puerilmente ‘mi prendo tutte le responsabilità’, senza capire che il suo gesto individuale ricadrà su tanti. La madre stava per essere ricoverata al pronto soccorso per la tensione». Schwazer, nato il giorno della vigilia di Natale del 1984, aveva deciso di rinunciare all’impegno sulla 20 chilometri di sabato scorso. A seguito di un raffreddore non voleva rischiare di compromettere l’impegno sulla 50 km. Il marciatore di Calice di Racines, nei pressi di Vipiteno, negli ultimi anni si è isolato. Ha cambiato allenatore lasciando il ‘guru’ Sandro Damilano che lo aveva portato a un oro a cinque cerchi e a due bronzi iridati. Gia’ nel gennaio di due anni fa si era infortunato un po’ ‘misteriosamente’ sulle nevi di casa mentre stava effettuando una gita sci alpinistica. La stessa sua federazione, la Fidal, sempre molto attiva e che cerca di seguire al meglio i suoi atleti, negli ultimi anni difficilmente riusciva a mettersi in contatto con lui. Forse anche mal consigliato, si e’ chiuso nel suo mondo, come del resto aveva tuonato nei giorni scorsi da Londra il suo ex compagno di allenamento Giorgio Rubino, aveva assunto quell’atteggiamento di snob nei confronti di tutto e tutti. Adesso Alex Schwazer è stato ‘beccato’ (ovviamente si attendono le controanalisi e le dichiarazioni ufficiali da parte dell’atleta) e sulla lettera consegnata al Coni da parte della Wada nel pomeriggio parla di marker dell’Epo o metaboliti dell’Epo.
Il doping, dunque, non ha risparmiato nemmeno le Olimpiadi di Londra, la 30esima edizione dei Giochi. Anche l’Italia è coinvolta visto che il Coni ha deciso di escludere il marciatore Alex Schwazer, ma si segnalano diversi altri casi. Lo statunitense Nicholas Delpopolo, subito dopo l’esordio nella categoria 73 Kg del judo, è stato sottoposto ad un esame delle urine che ha rivelato la presenza di tetraidrocannabinolo, metabolita della cannabis. Il 20enne albanese Hysen Pulaku, che in gara nel sollevamento pesi nella categoria dei 77 kg, è stato trovato positivo allo stanazololo, un anabolizzante. Luiza Galiulina, 20enne uzbeka impegnata nella ginnastica artistica, è risultata positiva al furosemide, un diuretico. Tameka Williams, 22enne velocista antillana di St Kitts e Nevis, positiva a una sostanza ‘che non è consentita dal Codice’ antidoping. A questi si aggiungono poi il colombiano Diego Palomeque Echevarria, la brasiliana Kissya Cataldo, l’ucraina Nataliya Tobias, il marocchino Abderrahim Goumri, il greco Irini Kokkinariou, il turco Meryem Erdogan, e tre russe, Svetlana Klyuka, Yevgenina Zinurova e Nailiya Yulamanova, più la marocchina Mariem Alaoui Selsouli e il francese Nordine Gezzar.

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