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Londra 2012 / La Idem sfiora il podio a 48 anni, grazie lo stesso

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Josefa Idem ha sfiorato il podio, e ha chiuso al quinto posto la finale del K1 500 ai Giochi olimpici di Londra. La gara è stata vinta dall’ungherese Danuta Kozak con il tempo di 1'51"456, argento all'ucraina Osypenko-Radomska, bronzo alla sudafricana Hartley. Dopo una partenza lenta, a metà gara la Idem ha iniziato una progressione che l’ha portata a lottare per il bronzo negli ultimi 200 metri, ma nel finale l'azzurra ha pagato lo sforzo: la canoista 47enne ha chiuso con il tempo di 1'53"223, a soli sette decimi dal terzo posto. La Idem resta così giù dal podio del K1 500 per la prima volta dai Giochi di Barcellona '92: nella specialità ha vinto un oro, due argenti e un bronzo nelle ultime quattro edizioni delle Olimpiadi. Soddisfatta, nonostante tutto, ha detto «Abbiamo fatto tutto bene, è mancata solo la medaglia», e ha ribadito l'intenzione di ritirarsi: a Rio non ci sarà, «adesso basta». «Peccato, solo 3 decimi dal podio: adesso basta, smetto. A Rio racconterò le storie delle altre. Ho iniziato oltre 30 anni fa: da juniores in Germania. E' stata una bella carriera. Ed è stato bello sognare insieme». «Ho guardato con la coda dell’occhio cosa succedeva e ho perso un po’ di terreno. Peccato, ripeto, solo 3 decimi dal podio», ha detto la Idem dopo la finale. Ripensando alla sua carriera ha continuato: «E' stato comunque bello partecipare e lottare per una medaglia. E’ sempre difficile azzeccare la gara. Chi è arrivata al bronzo ha indovinato i dettagli, io probabilmente no. E' stata la mia ultima gara. Ho avuto problemi d'infortuni vari nell’ultimo anno; ma sono arrivata qui a Londra, fortunatamente, al top e ho lottato alla pari con tutte. Tante altre volte non ho nemmeno lottato per medaglia. Sono contenta lo stesso», ha concluso. «Josefa Idem ha vinto per sè, per la famiglia, e per l’Italia: lei è la nostra medaglia d’oro». Gianni Petrucci, presidente del Coni, ha assistito all'ultima gara olimpica della canoista azzurra, quinta nella finale della canoa k1 500, e mentre lei esprimeva il rammarico per non aver raggiunto il bronzo, Petrucci la premiava virtualmente, per le sue otto partecipazioni ai Giochi, e per la sua ennesima finale a 48 anni: «E’ lei la vera novità di questi giochi».

Josefa Idem (foto) ha sfiorato il podio, e ha chiuso al quinto posto la finale del K1 500 ai Giochi olimpici di Londra. La gara è stata vinta dall’ungherese Danuta Kozak con il tempo di 1’51″456, argento all’ucraina Osypenko-Radomska, bronzo alla sudafricana Hartley. Dopo una partenza lenta, a metà gara la Idem ha iniziato una progressione che l’ha portata a lottare per il bronzo negli ultimi 200 metri, ma nel finale l’azzurra ha pagato lo sforzo: la canoista 47enne ha chiuso con il tempo di 1’53″223, a soli sette decimi dal terzo posto. La Idem resta così giù dal podio del K1 500 per la prima volta dai Giochi di Barcellona ’92: nella specialità ha vinto un oro, due argenti e un bronzo nelle ultime quattro edizioni delle Olimpiadi. Soddisfatta, nonostante tutto, ha detto «Abbiamo fatto tutto bene, è mancata solo la medaglia», e ha ribadito l’intenzione di ritirarsi: a Rio non ci sarà, «adesso basta». «Peccato, solo 3 decimi dal podio: adesso basta, smetto. A Rio racconterò le storie delle altre. Ho iniziato oltre 30 anni fa: da juniores in Germania. E’ stata una bella carriera. Ed è stato bello sognare insieme». «Ho guardato con la coda dell’occhio cosa succedeva e ho perso un po’ di terreno. Peccato, ripeto, solo 3 decimi dal podio», ha detto la Idem dopo la finale. Ripensando alla sua carriera ha continuato: «E’ stato comunque bello partecipare e lottare per una medaglia. E’ sempre difficile azzeccare la gara. Chi è arrivata al bronzo ha indovinato i dettagli, io probabilmente no. E’ stata la mia ultima gara. Ho avuto problemi d’infortuni vari nell’ultimo anno; ma sono arrivata qui a Londra, fortunatamente, al top e ho lottato alla pari con tutte. Tante altre volte non ho nemmeno lottato per medaglia. Sono contenta lo stesso», ha concluso. Tra passato e futuro la Idem lancia il suo messaggio: «Spero di aver ispirato i giovani, ma spero soprattutto di essere stata fonte di ispirazione per la mia generazione: non è mai troppo tardi per sognare, non è mai troppo tardi per mettersi in moto. Questo è il messaggio che mando a chi ha la mia età». «Tanti hanno tifato per me, voglio ringraziare tutti per il loro sostegno. Anche quando non ho ottenuto risultati, ho sempre trovato persone che mi hanno supportato», dice ancora Josefa.
«Josefa Idem ha vinto per sè, per la famiglia, e per l’Italia: lei è la nostra medaglia d’oro». Gianni Petrucci, presidente del Coni, ha assistito all’ultima gara olimpica della canoista azzurra, quinta nella finale della canoa k1 500, e mentre lei esprimeva il rammarico per non aver raggiunto il bronzo, Petrucci la premiava virtualmente, per le sue otto partecipazioni ai Giochi, e per la sua ennesima finale a 48 anni: «E’ lei la vera novità di questi giochi».

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