Londra 2012 / L’Italia s’è desta. Mangiacapre nella boxe è medaglia

Londra 2012 / L’Italia s’è desta. Mangiacapre nella boxe è medaglia

L’Italia ritrova il suo Settebello nel momento più importante a Londra e vola in semifinale al torneo olimpico. E contribuisce a migliorare il risultati di Pechino con due squadre in semifinale (c’è anche la pallavolo maschile). Il Settebello torna a girare come un’orchestra e i giganti ungheresi finiscono al tappeto. Dopo alcune prove opache e i quarti conquistati con qualche sofferenza di troppo, la squadra di Sandro Campagna finalmente si esprime sui livelli di Shanghai. Il Mondiale non è stato vinto per caso e la prestazione di ieri, contro i tre volte campioni olimpici, lo dimostra. Anche gli azzurri della pallavolo si svegliano, ritrovano se stessi e dando lezione di volley infliggono agli Usa, campioni olimpici in carica, una sconfitta per 3-0 che li fa volare in semifinale, dove domani ritroveranno il Brasile degli amari ricordi.
Per quanto riguarda il settebello, l’Ungheria capitola per 11-9 dopo un finale-thrilling in cui si è portata per due volte a -1 con i gol di Denes Vargas e Norbert Madaras. Per due volte, però, è stata ricacciata a distanza di sicurezza da Maurizio Felugo e Christian Presciutti. Reti importantissime, soprattutto quella di Felugo nel momento più difficile del match. Ora la sfida con la Serbia, incontrata e battuta in finale ai Mondiali di un anno fa. «Abbiamo fatto una grandissima partita sotto tutti i punti di vista», dice, quasi già senza voce, il ct azzurro Campagna. «Adesso siamo in semifinale ma la storia la fanno i vincenti e non ci accontentiamo», aggiunge. «Sul piano fisico li abbiamo messi sotto, sul piano mentale anche. Ma la differenza l’abbiamo fatta soprattutto a livello tattico», spiega ancora il ct. «Nel gioco d’attacco siamo stati pazienti, abbiamo fatto tre-quattro gol negli ultimi secondi di possesso palla e non ci siamo fatti prendere dalla frenesia nemmeno quando loro erano in fase di recupero». «La partita forse poteva essere più sciolta nel finale se quella palla che si è fermata sulla linea fosse entrata», dice alludendo a un’occasione fallita dall’azzurro Danijel Premus. Questione di millimetri, ma tant’è. «Saremmo andati a più quattro, invece sono tornati a meno uno. Ma al time out ho detto ai ragazzi di stare tranquilli e siamo tornati ad avere il controllo del gioco, è una vittoria meritata». Qualche strigliata è servita, ma il ct non ha mai dubitato del valore del gruppo: «I rimproveri servono al momento opportuno, loro mi rispettano perchè mi hanno anche visto rompere qualche sedia e hanno timore a rispondere fisicamente…», scherza Campagna. Il vero obiettivo, comunque, non è stato ancora centrato: «Prima dicevo che serviva un’impresa per entrare nella storia e battere i campioni olimpici, ma la storia la fanno i vincenti. Se perdiamo la prossima partita ci si dimentica di tutto, dobbiamo pensare a vincere con la Serbia».
E per quanto riguarda la pallavolo, in attesa di studiare il match con i sudamericani che a Pechino eliminarono l’Italia proprio in semifinale, il ct azzurro Mauro Berruto si gode tutta la gioia di avere ritrovato la squadra che voleva, dopo un girone eliminatorio dalle prestazioni incerte e altalenanti, chiuso con lo 0-3 subito dalla Bulgaria solo due giorni fa. «Finalmente ho visto la squadra che ho immaginato dal momento in cui ho cominciato a costruirla», ha detto il tecnico, sottolineando ancora qualche imperfezione. «Nel muro possiamo migliorare», sottolinea. Ma la battuta e l’attacco hanno funzionato ieri quasi alla perfezione, e Savani e Zaytsev (19 e 16 punti rispettivamente) hanno brillato contro una compagine americana che non ha saputo reagire e nella quale e’ mancato in particolare l’apporto sotto rete di Anderson e Priddy, quest’ultimo sostituito nel terzo set. «Siamo rimasti sorpresi dal gioco dell’Italia, davvero complimenti e in bocca al lupo per il Brasile», ha detto il capitano Usa Clayton Stanley, che con i suoi 16 punti si è rivelato il migliore della sua squadra. Ora ad aspettare gli azzurri c’è un Brasile che oggi ha anch’esso eliminato con un 3-0 l’Argentina. Uno scoglio certo difficilissimo, ammette Berruto, senza dimenticare però che in dicembre alla World Cup in Giappone l’Italia ha battuto per la prima volta dopo otto anni i sudamericani. «Cosa mi viene in mente se penso al Brasile? I 3 gol di Paolo Rossi a Spagna 82», dice il tecnico in tono di sfida.
Insomma, chissà che non arrivi un doppio miracolo.
Mentre una buona notizia c’è già dalla boxe: Vincenzo Mangiacapre è approdato con grande sicurezza alla semifinale del torneo di pugilato, ai giochi di Londra e si è assicurato almeno il bronzo. Nei quarti il superleggero di Marcianise, 23 anni, ha battuto nettamente il kazako Daniyar Yeleussinov, aggiudicandosi tutti e tre i round. Il punteggio finale a favore dell’azzurro è stato di 16-12. Mangiacapre ha prevalso 5-4 nel primo, grazie al grande movimento del tronco che ha mandato spesso a vuoto l’avversario. I colpi di rimessa hanno lasciato il segno e nel secondo round (vinto da Mangiacapre 4-3) il kazako ha cercato il tutto per tutto. Il pugile italiano ha però controllato continuando a schivare e colpire. Nel terzo Mangiacapre ha dato il meglio di sè, colpendo ripetutamente Yeleussinov, apparso in netta difficoltà (punteggio 7-5). In semifinale, domani, affronterà il forte cubano Iglesias Sotolongo. «Io punto dritto all’oro, non mi accontento» ha assicurato Mangiacapre dopo l’incontro vittorioso.
«Mai dare l’Italia per morta». E’ un Gianni Petrucci al settimo cielo quello che ha assistito all’emozionante quarto di finale del torneo olimpico di pallanuoto maschile, col Settebello vittorioso per 11-9 sull’Ungheria, da tre edizioni sempre sul gradino più alto del podio. Il successo della squadra di Campagna si aggiunge a quello dell’Italvolley di Berruto, attesa dalla semifinale col Brasile dopo la schiacchiante vittoria sugli Stati Uniti. «Sono due squadre dalla grande personalità – commenta il presidente del Coni – Ora niente è impossibile, non sarà facile per noi ma sarà ancora più difficile per gli altri».

m.amelia

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