Gio. Giu 20th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Londra 2012 / Staffetta nuoto, il riscatto di Federica non arriva

3 min read
Nessun risveglio per Federica Pellegrini e le altre italiane della staffetta 400 metri stile libero. Il nuoto italiano rimane dietro a molti. Dietro soprattutto agli Usa, che si riprendono il trono olimpico, poi Australia e terza Francia. Azzurre solo settime, nonostante la break dance che hanno fatto vedere al momento dell’uscita dagli spogliatoi. Finora ci sono state le coccole via web degli amici, le critiche violente via social network di quell’Italia che proprio non la ama. E poi i falsi profili, da cui millantatori si fingono lei.
di Mario Amelia

Nessun risveglio per Federica Pellegrini (nella foto) e le altre italiane della staffetta 400 metri stile libero. Il nuoto italiano rimane dietro a molti. Dietro soprattutto agli Usa, che si riprendono il trono olimpico, poi Australia e terza Francia. Azzurre solo settime, nonostante la break dance che hanno fatto vedere al momento dell’uscita. Ma le azzurre in coro dicono di essersi divertite dopo la finale della 4X200 stile libero a Londra. Nonostante il settimo posto le ragazze hanno detto di avere raggiunto il proprio obiettivo che era quello di centrare la finale e divertirsi. Tra una battuta e il racconto della prima esperienza all’antidoping olimpico per la più piccola del gruppo, la sedicenne Diletta Carli, la Pellegrini ha fatto da portavoce. «Il nostro obiettivo era divertirci – ha detto – cercare di creare una staffetta forte, come non lo è mai stato, e infatti abbiamo vinto un titolo europeo a Debrecen e abbiamo raggiunto la finale di oggi». «Purtroppo non abbiamo riserve – continua Pellegrini – gareggiamo tutte la mattina e al pomeriggio e per chi non è abituato è dura. E’ difficile anche guardare uno stadio così pieno per chi è alle prime esperienze, infatti ho detto loro di non guardare gli spalti, di non guardare in alto».
Finora ci sono state le coccole via web degli amici, le critiche violente via social network di quell’Italia che proprio non la ama. E poi i falsi profili, da cui millantatori si fingono lei. Il tifo al contrario che ha “goduto” nel flop di Federica Pellegrini alle Olimpiadi di Londra scorre via web e scatena un processo all’atleta, ma anche al personaggio, e senza esclusioni di colpi: e mentre si accavallano account finti a nome della campionessa («lei non è su twitter e ci stiamo muovendo sul piano legale, perché è grave che si attribuiscano frasi non sue» fanno sapere dal suo entourage) è sceso in campo di nuovo Filippo Magnini, da fidanzato e compagno di nazionale. Che ora, dopo aver cinguettato a lungo, ha deciso che è il momento di ritirarsi a “vita privata”. «Il mondo dei social network è pieno di gente cattiva – scrive l’azzurro, anche lui reduce dal tonfo nei 100 stile -. Ragazzi non rispondete a tutti quelli che sono felici se l’Italia sportiva va male, probabilmente nella loro vita non sanno fare altro che stare seduti e criticare. Che brutte persone. A tutti voi che criticate auguro di avere figli che si realizzeranno nella vita». Un intervento per zittire le tante critiche, anche pesanti, piovute sulle teste della coppia bella e stavolta perdente dello sport italiano. Un tiro al bersaglio adesso facile, che in molti aspettavano. «Ora abbandono il mondo di Twitter – taglia corto Magnini – è pieno di gente cattiva. Ciao a tutti i grandi fans, anche a quelli che ci criticano in maniera costruttiva ed educata. Quelli Sì, gli imbecilli non li saluto». Del resto una come Federica ha sempre fatto parlare molto di s, e non solo per i quattro ori mondiali vinti, quello olimpico, l’argento a soli 15 anni, il primo in rosa per il nuoto italiano: la sua faccia è finita subito sotto i riflettori, lei che vanta copertine patinate e feste da star, un passaggio sul red carpet di Venezia, un duetto con Gianni Morandi al festival di Sanremo, una griffe che la veste da sera e non, e poi spot, e sponsor pronti a ricoprirla d’oro. Un’esposizione mediatica che a molti non è mai andata giù; e così quando vinceva era difficile attaccarla. Perch[ la ragazza di Spinea avrà anche fatto i capricci, cambiato quattro allenatori in due anni, deciso di volare a Parigi salvo poi ripensarci, approdare a Roma per amore e piscina, ma è arrivata dove nessun’altra nel nuoto azzurro era riuscita: e lo ha fatto, questo i suoi difensori lo hanno sempre sostenuto, allenandosi come e più dei suoi colleghi maschi. Anzi insieme a loro. A macinare chilometri, facendo i conti con le medaglie che arrivano e l’ansia da tenere fuori la porta. Nemici, ombre tunnel da cui uscire. E stavolta che il tonfo ha spostato più acqua del solito, il processo diventa furente: con una domanda. Dopo la pausa tornerà e vincerà come in passato? Scettico perfino uno dei suoi tecnici-meteora, quel Philippe Lucas con cui ha vinto due ori mondiali prima del seriale ‘arrivederci e grazie’.

2 thoughts on “Londra 2012 / Staffetta nuoto, il riscatto di Federica non arriva

  1. Come al solito in Italia si ergono tribunali subito, come del resto si assolve anche troppo facilmente, le vie di mezzo mai… certo non deve essere facile gareggiare in un’Olimpiade a così alto livello ed avere il circo mediatico intorno…

  2. c’è un solo nuotatore azzurro che sia arrivato almeno a un passo di ciò che era nelle sue possibilità?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *