Gio. Giu 20th, 2019

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Londra 2012 / Tutto il pop inglese per rivedersi a Rio 2016

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E' terminata, con la cerimonia di chiusura di ieri sera, l’Olimpiade di Usain Bolt, l’atleta giamaicano entrato nella storia con l'oro nei 100, 200 e nella staffetta 4x100. L’Italia chiude all'ottavo posto con 28 medaglie, una in più rispetto a Pechino 2008. «Siamo nel G8 dello sport» ha commentato con soddisfazione il presidente del Coni, Giovanni Petrucci, ricordando allo stesso tempo però la “macchia” di Alex Schwazer squalificato per doping, «un’ombra - ha detto Petrucci - sulla nostra spedizione che non dimenticherò mai». Nella classifica finale gli Usa si confermano la nazione regina dell'Olimpiade. La più medagliata in assoluto. A Londra gli atleti statunitensi hanno vinto 104 medaglie in tutto di cui 46 d'oro. Secondo posto per la Cina che ha chiuso con 87 medaglie di cui 38 d’oro. La cerimonia di chiusura pur fra giochi di luce, musica e colori è stata molto meno rigida rispetto a quella inaugurale dello scorso 27 luglio. La città britannica, dopo sedici giorni di gare, ha ufficialmente passato il testimone a Rio de Janeiro, la città brasiliana che nel 2016 ospiterà la 31esima edizione delle Olimpiadi. Sotto lo sguardo attento del principe Harry e del presidente del Cio Jacques Rogge, l’atto finale dei Giochi londinesi ha coinvolto gli 80mila dello stadio olimpico a suon di musica. Assente la Regina, che ha comunque mandato un messaggio agli atleti. Presente il sindaco di Londra Boris Johnson che ha passato la bandiera al sindaco di Rio Edoardo paes. Meno nutrita, ovviamente, la sfilata rispetto alla cerimonia di inaugurazione: molti sono già tornati a casa e a godersi l’ultimo giorno dei 30esimi Giochi dell'era moderna sono solo una parte degli atleti. Entrano all'Olympic Stadium in ordine sparso, preceduti dalla sfilata delle bandiere guidata come sempre da quella della Grecia, la culla delle Olimpiadi. Ai Paesi è stata data facoltà di cambiare il portabandiera rispetto alla cerimonia inaugurale: il 27 luglio l’alfiere azzurro era stato Valentina Vezzali, stavolta tocca a Daniele Molmenti, oro nella canoa slalom K1. Tra i momenti da ricordare, in questa ultima serata di Londra 2012, c’è senza dubbio la premiazione della maratona maschile, la gara olimpica per eccellenza. Jacques Rogge ha premiato il kenyano Wilson Kipsang Kiprotich con il bronzo, il kenyano Abel Kirui con l’argento e l’ugandese Stephen Kiprotich con l’oro. E' lui l'ultimo atleta premiato ai Giochi 2012, ed è quello ugandese l'ultimo inno a essere eseguito all'Olympic Stadium. Commovente anche l'ovazione tributata ai 70mila volontari che hanno reso possibili le Olimpiadi londinesi. L’ultima ora è stata dedicata alla musica britannica: inizio con Bohemian Rhapsody dei Queen e Imagine di John Lennon. Si va avanti con uno scatenato George Michael, sullo schermo scorrono alcune immagini e spezzoni di brani di David Bowie. Il pubblico è in delirio. Nell'arco di una mezz’ora scarsa scarica di adrenalina con Annie Lennox, Take That, Muse, Fatboy Slim, Bryan May e Roger Taylor dei Queen, My Generation degli Who, una riedizione di “Wish you were here” dei Pink Floyd e l'irruzione con taxi colorati delle Spice Girls, che mandano in visibilio lo stadio. Con i pezzi dei Beatles, naturalmente, pronti a emergere in qualsiasi momento, e una scenografia costruita sull'Union Jack, la bandiera britannica. In mezzo tutti incantati ad ammirare la bellezza di Naomi Campbell e Kate Moss. Poi è davvero finita. Londra 2012 è già storia, il futuro è Rio 2016.

E’ terminata, con la cerimonia di chiusura di ieri sera, l’Olimpiade di Usain Bolt, l’atleta giamaicano entrato nella storia con l’oro nei 100, 200 e nella staffetta 4×100. L’Italia chiude all’ottavo posto con 28 medaglie, una in più rispetto a Pechino 2008. «Siamo nel G8 dello sport» ha commentato con soddisfazione il presidente del Coni, Giovanni Petrucci, ricordando allo stesso tempo però la “macchia” di Alex Schwazer squalificato per doping, «un’ombra – ha detto Petrucci – sulla nostra spedizione che non dimenticherò mai». Nella classifica finale gli Usa si confermano la nazione regina dell’Olimpiade. La più medagliata in assoluto. A Londra gli atleti statunitensi hanno vinto 104 medaglie in tutto di cui 46 d’oro. Secondo posto per la Cina che ha chiuso con 87 medaglie di cui 38 d’oro.
La cerimonia di chiusura pur fra giochi di luce, musica e colori è stata molto meno rigida rispetto a quella inaugurale dello scorso 27 luglio. La città britannica, dopo sedici giorni di gare, ha ufficialmente passato il testimone a Rio de Janeiro, la città brasiliana che nel 2016 ospiterà la 31esima edizione delle Olimpiadi. Sotto lo sguardo attento del principe Harry e del presidente del Cio Jacques Rogge, l’atto finale dei Giochi londinesi ha coinvolto gli 80mila dello stadio olimpico a suon di musica. Assente la Regina, che ha comunque mandato un messaggio agli atleti. Presente il sindaco di Londra Boris Johnson che ha passato la bandiera al sindaco di Rio Edoardo paes. Meno nutrita, ovviamente, la sfilata rispetto alla cerimonia di inaugurazione: molti sono già tornati a casa e a godersi l’ultimo giorno dei 30esimi Giochi dell’era moderna sono solo una parte degli atleti. Entrano all’Olympic Stadium in ordine sparso, preceduti dalla sfilata delle bandiere guidata come sempre da quella della Grecia, la culla delle Olimpiadi. Ai Paesi è stata data facoltà di cambiare il portabandiera rispetto alla cerimonia inaugurale: il 27 luglio l’alfiere azzurro era stato Valentina Vezzali, stavolta tocca a Daniele Molmenti, oro nella canoa slalom K1. Tra i momenti da ricordare, in questa ultima serata di Londra 2012, c’è senza dubbio la premiazione della maratona maschile, la gara olimpica per eccellenza. Jacques Rogge ha premiato il kenyano Wilson Kipsang Kiprotich con il bronzo, il kenyano Abel Kirui con l’argento e l’ugandese Stephen Kiprotich con l’oro. E’ lui l’ultimo atleta premiato ai Giochi 2012, ed è quello ugandese l’ultimo inno a essere eseguito all’Olympic Stadium. Commovente anche l’ovazione tributata ai 70mila volontari che hanno reso possibili le Olimpiadi londinesi. L’ultima ora è stata dedicata alla musica britannica: inizio con Bohemian Rhapsody dei Queen e Imagine di John Lennon. Si va avanti con uno scatenato George Michael, sullo schermo scorrono alcune immagini e spezzoni di brani di David Bowie. Il pubblico è in delirio. Nell’arco di una mezz’ora scarsa scarica di adrenalina con Annie Lennox, Take That, Muse, Fatboy Slim, Bryan May e Roger Taylor dei Queen, My Generation degli Who, una riedizione di “Wish you were here” dei Pink Floyd e l’irruzione con taxi colorati delle Spice Girls, che mandano in visibilio lo stadio. Con i pezzi dei Beatles, naturalmente, pronti a emergere in qualsiasi momento, e una scenografia costruita sull’Union Jack, la bandiera britannica. In mezzo tutti incantati ad ammirare la bellezza di Naomi Campbell e Kate Moss. Poi è davvero finita. Londra 2012 è già storia, il futuro è Rio 2016.

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