Home
Tu sei qui: Home » Archivio » Londra 2012 / Bronzo alla Forciniti, Montano out, delusione tuffi

Londra 2012 / Bronzo alla Forciniti, Montano out, delusione tuffi

Londra 2012 / Bronzo alla Forciniti, Montano out, delusione tuffi

La prima medaglia di giornata per l’Italia arriva dal Judo, dove l’azzurra Rosalba Forciniti ha vinto il bronzo nella categoria 52 kg donne. L’italiana, eliminata in semifinale dalla nordcoreana Kum Ae An, ha comunque partecipato alla poule per ottenere il terzo posto, e si è imposta nella finale per il bronzo sulla lussemburghese Marie Muller per verdetto dei giudici. Quella di Rosalba Forciniti è la prima medaglia italiana nel judo. La ventiseienne cosentina nella semifinale per l’accesso all’oro era stata sconfitta per ippon dalla nordcoreana An Kum Ae. L’azzurra, però, non si dà per vinta e nel match conclusivo sfodera tutta la grinta, dando vita ad un combattimento vivace, che però si conclude in parità, rendendo necessario il golden Score, dove allo scadere riesce quasi ad atterrare l’avversaria ma fuori tempo rendendo quindi nullo il punteggio. La prestazione però viene premiata ‘alle bandierine’ dai giudici, che alzano la bandierina blu della Forciniti che conquista così il bronzo, cominciando a saltare per la gioia e mostrando poi una maglietta con scritto ‘Le buone ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze vanno…a Londra!’. La judoka poi ha gridato ‘I love you Papi, Papi’, rivolgendosi al padre Domenico in tribuna. E poi ha spiegato: «Dedico questo bronzo a mio padre Domenico, lui sa il perchè. Ed è a lui che lo regalerò». «Non so se questa medaglia mi cambierà la vita, ma questa potrebbe essere la mia prima e ultima Olimpiade, l’ho già detto mi piacerebbe fare altro e vorrei provare a fare carriera con i Carabinieri».
Delusione Montano. Aldo Montano non ce l’ha fatta. Ha perso il derby con Diego Occhiuzzi agli ottavi di finale del torneo di sciabola a Londra 2012. Il guascone è deluso, amareggiato, sconfitto. Aldo Montano aveva creduto al sogno olimpico e nemmeno lo strappo muscolare all’adduttore della coscia sinistra rimediato a fine maggio lo aveva fatto desistere. C’è stato bisogno di uno scontro ‘fratricida’ – come spesso accade ai colori azzurri nella scherma – perche’ il 34nne livornese olimpionico ad Atene 2004 abdicasse dal possibile bis. Il figlio d’arte sulla pedana olimpica non conosce mezze misure: o la va – come accadde 8 anni fa – o la spacca, come capitato oggi e anche a Pechino. Il destino con Aldo Montano è sempre stato dolce o crudele. La mezza misura per lui un concetto spesso incomprensibile. Che la giornata sarebbe stata comunque ‘particolare’ per il portacolori delle Fiamme azzurre lo si era capito fin dal mattino. Sarà stata la preoccupazione per l’infortunio muscolare patito il 26 maggio durante i Tricolori di Bologna (guarda caso a buttarlo fuori allora come oggi il napoletano Occhiuzzi), la lontananza della pedana per tante settimane che in una disciplina come questa e’ determinante, cosi’ Aldo Montano ha rischiato di andare subito fuori: 15-9 alla fine al bielorusso Valery Pryiemka ma dopo un’incredibile rimonta e con un parziale di 9-1 negli assalti finali. Dopo la rimonta, il derby. Quindi la sconfitta. Resta la desolazione: «Il rammarico c’è, inutile negarlo – ammette – Prima ho avuto paura di attaccare, ero molto preoccupato degli affondo di Diego, e ho avevo una difesa troppo debole per un torneo del genere. Purtroppo ho sbagliato a lasciare andare Diego all’inizio, con una difesa insufficiente e senza attaccare in maniera incisiva. Quando mi sono messo a lavorare a centro pedana e cominciato ad attaccare ho recuperato, ma ho avuto una partenza ad handicap». Il futuro immediato ora si chiama sciabola a squadre: «Ora devo mettercela tutta ed essere più deciso nella gara a squadre, dove spero di andare meglio. Oggi e domani non ci voglio pensare, poi mi dedicherò alla prossima gara che ci può dare soddisfazioni». Insomma il rimpianto c’è ma le condizioni fisiche non eccellenti non lo portano alla disperazione: «Non riponevo in questa Olimpiade il massimo delle aspettative – ammette il campione del mondo in carica – Per me era un punto interrogativo. Ho fatto bene a provarci ed è andata meglio di quanto mi aspettassi». L’infortunio è alle spalle, anche se «in certi frangenti, è come se sentissi una puntura di spillo che poi se ne va immediatamente. E poi con la gara e l’adrenalina, si supera facilmente. Dire che sto bene magari è un parolone. Sugli attacchi sento un muscolo che tira, peRò tutto sta all’abituarsi che non è niente». Come anche per questa malinconica sconfitta olimpica.
Quarte Cagnotto e Dallapè. Le lacrime di Tania e Francesca, invece, vanno a ingrossare le acque del Tamigi. Niente da fare per Cagnotto e Dallapè che devono ingoiare un quarto posto nel sincro dal trampolino. Le Olimpiadi, si sa, fanno storia a sè. Non serve vincere in Europa, loro sono imbattute dal 2009, non serve conquistare il secondo posto ai Mondiali (vedi Roma 2009), non serve conquistare un bellissimo bronzo in Coppa del mondo (febbraio 2012). Tutto si azzera, la gara olimpica è diversa dalle altre. I sogni di medaglia per le due azzurre sono tramontati dopo la quarta serie.
Fino a quel momento tutto andava bene, anzi benissimo nonostante i giudici fossero stati un po’ ‘di braccino corto’ con la coppia italiana. Sul doppio salto mortale e mezzo e avanti con un avvitamento le due amiche si sono perse. Tania è andata per la sua rotta, Francesca è schizzata troppo in alto e anche le singole esecuzioni non sono state perfette. I 63,90 punti parziali sono stati un duro colpo per le due atlete ma anche per Giorgio Cagnotto e Giuliana Aor che assistevano da bordo vasca. Alla fine la medaglia è rimasta a 2,70 punti, che nei tuffi è un’inezia. La finanziera altoatesina ed il caporalmaggiore trentino avevano iniziato la finale con due pregevoli salti obbligatori, l’ordinario avanti carpiato e l’ordinario rovesciato non ben ‘pagati’ (come si dice nel gergo tuffatorio) dalla giuria. Spettacolare il terzo tuffo, il doppio e mezzo indietro carpiato da 74,70. Con la Cina ormai imprendibile anche se non stellare come in altre occasioni e graziata di qualche mezzo voto, la lotta per argento e bronzo era tra Italia, Stati Uniti e Canada. Forse un po’ tradite dalla tensione, dall’immensità dell’Aquatics Centre, Tania e Francesca sono incappate nell’errore che le ha estromesse da quel tanto sperato podio olimpico. Chiusa la gara con un buon doppio e mezzo ritornato e totalizzato quota 314,10 (uno dei loro punteggi più bassi), Cagnotto e Dallapè hanno ‘sognato’ in uno sbaglio di americane o canesi che però non è arrivato. Con le immense cinesi Wu Minxia ed He Zi a mettersi al collo l’oro (346,20), l’argento veniva conquistato dalle statunitensi Kelci Bryant – Abigail Johnston (321,90) ed il bronzo dalle foglie d’acero Jennifer Abel – Emilie Heymans (316,80). Adesso c’è poco tempo per pensare e piangere. Da venerdì Tania e Francesca saranno impegnate nell’individuale dei tre metri. Per la Cagnotto si tratta della seconda occasione della vita anche se molto più difficile di quella persa oggi pomeriggio. L’albo d’oro azzurro dei tuffi alle Olimpiadi resta fermo a 32 anni fa quando a Mosca, Giorgio Cagnotto conquistò il bronzo dal trampolino.
Nuoto. Si è qualificato per la finale della 4×100 stile libero maschile alle Olimpiadi. Il quartetto formato da Luca Dotto, Andrea Rolla, Michele Santucci e Filippo Magnini si è piazzato terza in batteria ottenendo l’ottavo e ultimo tempo utile (3’15”78).
Una ‘controllata’ Federica Pellegrini accede alla finale dei 400 stile libero. L’azzurra, in vasca nella quarta batteria, ottiene il terzo tempo del suo gruppo dietro alla francese Balmy (terzo tempo assoluto) e la canadese MacLean. Un po’ di brividi per Fede, che raggiunge il risultato solamente con il settimo tempo, e che alle 21.15 partirà dalla corsia 1, completamente opposta alla 8 della rivale britannica Rebecca Adlington. I riflettori, a questo punto, si spostano anche sulla francese Camille Muffat, che accede alla finale con il miglior crono.
«Vediamo cosa succede nella quinta e ultima batteria e, poi, soprattutto, questa sera». Così ha spiegato la campionessa del mondo, dopo la quarta batteria dei 400 sl dei Giochi olimpici. Una prova non certo brillante per la campionessa del mondo in carica della specialità. «La mattina le sensazioni sono strane. Qui tendono tutte a fare gara tirata già dalla prima mattina. Ma, ripeto, vediamo cosa succede questa sera».

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 1291

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto