Teatro Ghirelli? No, meglio Teatro de Berardinis

Teatro Ghirelli? No, meglio Teatro de Berardinis
di Roberto Lombardi
Antonio Ghirelli in una foto giovanile
Leo de Berardinis

Mi è dispiaciuto non poter essere presente alla serata Antonio Ghirelli per l’intitolazione del Teatro Stabile d’innovazione del Parco dell’Irno. Sarebbe stato interessante e istruttivo conoscere le motivazioni che hanno portato la direzione del teatro e della fondazione, se ha avuto peso anch’essa nella scelta, a intitolare il nuovo Teatro salernitano al giornalista Antonio Ghirelli. Un uomo che tutti ricorderanno per la sua giovialità e simpatia, oltre che per la sua vasta professionalità cimentatasi in molti settori del giornalismo: dallo sport, che lo ha visto in prima linea collaboratore di tutti i nostri quotidiani sportivi, alla politica, alla guida dell’ufficio stampa del presidente Pertini, e poi collaboratore di tutti i nostri maggiori quotidiani anche in terza pagina. E poi scrittore, autore di romanzi, di saggi storico-politici, e di libri dedicati alla sua amata Napoli, città dov’era nato. E persino collaboratore per Topolino. Qualcuno avrà notato che non v’è traccia di attività teatrale o parateatrale nel suo curricolo. Chi lo ha conosciuto afferma che non lo amasse il teatro, che questo linguaggio non fosse vicino alla sua sensibilità. Poco male; chi di noi non ha la sua idiosincrasia nei confronti di qualche genere letterario, o di qualche forma d’arte, o anche nei confronti di un genio (non sono pochi quelli che hanno riserve persino nei confronti di Mozart o Leonardo)? E difatti, finché era in vita, nessun direttore di rivista o quotidiano ha pensato di affidargli una rubrica di critica teatrale, né lui si è mai cimentato nella scrittura per la scena e, ribadiamo, anche come spettatore preferiva altri linguaggi espressivi e altre forme di spettacolo. Ma ci ha pensato Salerno a colmare la lacuna. Opera meritoria. E poi, almeno, da oggi sarà più facile chiamare il Teatro Stabile d’Innovazione Sala ex Salid del Parco dell’Irno della Fondazione Salerno Contemporanea: più concisamente Teatro Ghirelli. Un bel guadagno, non vi pare?
Sì, forse si sarebbe potuto pensare, per questa intitolazione, a Leo de Berardinis, uomo di teatro, di teatro contemporaneo, uomo legato alla nostra città per la sua attività drammaturgica e laboratoriale, oltre alla circostanza di essere nato nella nostra provincia, uomo di vis polemica forte, fruttuosa. Leo de Berardinis seppe coniugare linguaggio alto e basso in una commistione capace di incursioni che andavano dalla sceneggiata a Shakespeare, da Totò a Beckett, ciò che ha fatto di lui una delle voci più significative del teatro di ricerca italiano. Sì, Teatro de Berardinis sarebbe suonato teatralissimo; ha tutti i riferimenti esatti: teatro, contemporaneo, Salerno. Un po’ troppo, forse, per via di quel suo vizio di parlar chiaro, di far risuonare la voce come su un palcoscenico: viva e saettante. Ma qui si apre un’altra riflessione. Ci sono città che, pur di vedere legato il proprio nome a quello di qualche importante personaggio dell’arte o della storia, si sono inventati che quel tale, per aver trascorso una notte in una delle stanze di uno dei suoi alberghi, ha indelebilmente annodato il suo destino a quello della città. “Qui Dante, in una notte, scrisse il canto X (ics, non decimo, a mo’ di esempio) del Paradiso”; “Là, Garibaldi si fece curare la gamba ferita, e sempre lì, cento anni dopo, un anonimo scrisse la famosa filastrocca “Garibaldi che comanda fu ferito ad una gamba”, e ancora qui, anni appresso, il grande Bruno Lauzi compose la sua ballata blues sulle parole dell’anonimo”; oppure:“In questa casa, il cognato di uno dei figli illegittimi di Napoleone III, concepì quello che sarebbe diventato poi il primo sindaco di una Giunta di centrosinistra della nostra città”. Ecco, mi sarebbe proprio piaciuto essere presente, ieri, alla serata Antonio Ghirelli per l’intitolazione del Teatro stabile d’Innovazione del Parco dell’Irno.

errelombardi

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