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Luci nella notte sulla Salerno-Milano

Luci nella notte sulla Salerno-Milano
di Silvia Siniscalchi
Alfonso-Gatto

Alfonso Gatto (1909-1976)

Può capitare una sera a Salerno di sentirsi vivi e protagonisti del proprio tempo, così come accadrebbe in un’autentica città europea. Alfonso Gatto lo avrebbe apprezzato, lui che l’immagine di Salerno l’ha fermata in una “rima d’eterno”, tra miraggi cullati dal mare e il rassicurante limbo di un orizzonte chiuso, impenetrabile. Aveva intuito, Gatto, quali rischi si celassero in quella densa, beata quiete e aveva ben chiaro quale fosse il pericolo di una città bella e dormiente. Perciò l’aveva lasciata, voltando con coraggio le spalle al “dolcissimo inverno” salernitano e preferendogli l’inquietudine intellettuale della vivace e attiva Milano. Ma la sua città non ha mai voluto seguirlo ed è rimasta pervicacemente legata al proprio isolamento, oggi come ieri, in un tranquillizzante e tenace conformismo provinciale, nella straordinaria illusione di credersi eccellente senza volgere lo sguardo al di là dei suoi confini consolidati e certi. Eppure in questa città può succedere di sentirsi al passo con il tempo, con i molteplici linguaggi della contemporaneità e delle sue invenzioni in continuo movimento. Accade ogni volta che Salerno dismette gli abiti della signora che va a teatro solo per indossare i tacchi e la pelliccia nuova e concentra l’attenzione sui propri epicentri intellettuali, spesso riuniti tra le antiche mura del centro storico. E così in alcuni miracolosi frammenti di tempo, tra una pièce teatrale, un reading poetico o un concerto, può finalmente capitare di intravvedere qualche spiraglio di luce che venga ad animare lo sviluppo culturale della città. E chi la scorsa settimana, sfidando la pioggia persistente, si fosse avventurato a piedi tra le stradine che conducono alla chiesa sconsacrata di S. Apollonia, si sarebbe così ritrovato immerso in uno straordinario clima di parole, musica e suoni concertati da Franco G. Forte, uno dei più importanti conoscitori e promotori della transavanguardia artistica, poetica e letteraria del nostro tempo. La sua rassegna “etico/estetico”, organizzata da giovani autori e intellettuali della Fondazione culturale che porta appunto il nome di Gatto, ha trasportato Salerno in un clima profondamente intriso di contemporaneità e sincretismi culturali. Un’esperienza profonda, fatta di preghiere laiche, umorismi metropolitani, suoni, movimenti e atmosfere pulviscolari, spirali di forma e di suono che parlano in ogni istante dell’aritmia dissonante e senza più centro del nostro tempo, che del soggetto unico conserva solo l’apparenza. Una contemporaneità alla quale il pubblico salernitano non è ancora del tutto abituato e di cui, tra curiosità e incertezza, ha intravisto solo i bagliori, così come i prigionieri nella caverna del celebre mito di Platone.

Informazioni sull'Autore

Ricercatore Università degli Studi di Salerno

Numero di voci : 111

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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