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L’Unesco “rifiuta” i Gigli di Nola, il sindaco si appella alla confusione

L’Unesco “rifiuta” i Gigli di Nola, il sindaco si appella alla confusione

I gigli abbandonati a giugno per strada dopo la rissa

Il presidente della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco, Giovanni Puglisi, intende chiedere il ritiro della candidatura della Festa dei Gigli di Nola dalle liste del patrimonio dell’Unesco, dopo “le note vicende delle denunce di infiltrazioni della camorra”. Ad annunciarlo è stato lo stesso Puglisi che ha riferito: «Sul patrimonio immateriale, noi nella lista provvisoria di proposte dell’Unesco italiana abbiamo dieci siti. Tra questi dieci siti, abbiamo in corso di riconoscimento il sito delle cosiddette “feste a spalla”, quelle delle grandi macchine sorrette a spalla. Separato da questo c’è il sito della Festa dei Gigli di Nola. Ma dopo quello che è accaduto a Nola – ha sottolineato Puglisi – con la vicenda della camorra legata ai Gigli, io intendo al prossimo consiglio direttivo dell’Unesco italiana portare la proposta di ritirare la candidatura dei Gigli di Nola, perché l’episodio della camorra che incide su queste cose è inaccettabile», ha concluso.
Dopo questa bomba, in molti si sono precipitati a evidenziare la “confusione” tra la festa dei Gigli di Nola e la festa di Barra, dove a fine settembre fu sequestrato il giglio dell’Insuperabile per presunte infiltrazioni. Ma ora la domanda è d’obbligo: la “paranza” Insuperabile di Barra, sequestrata perché era legata alla camorra locale, per storia e tradizione non è invitata ogni anno a “cullare” a spalla uno dei gigli nolani? E visto che la “paranza” barrese viene a Nola ogni anno, perché la camorra avrebbe dovuto fermarsi ai confini geografici del quartiere napoletano? E non c’entra niente, in tutta questa vicenda, la rissa scoppiata a giugno, proprio durante la Festa dei Gigli di Nola tra paranze che causò l’interruzione dei festeggiamenti, decine di feriti ed uno spettacolo non proprio da patrimonio Unesco?
Intanto, si registra la reazione del sindaco di Nola alle esternazioni di Giovanni Puglisi: «Stiamo già preparando una missiva da inviare all’Unesco Italia. Nella lettera puntualizziamo la nostra posizione ed escludiamo categoricamente che la festa nolana subisca infiltrazioni della camorra». «Siamo arrabbiati – aggiunge il sindaco di Nola-. E’ un fulmine a ciel sereno, ed una accusa immotivata. Basti dire che la Procura di Nola ha sempre escluso l’ingerenza della camorra nella nostra festa. Nola non è una città di camorra e i gigli nolani non sono della camorra». Biancardi non nega comunque che questa dichiarazione della più alta carica rappresentativa dell’Unesco nel nostro Paese debba «indurre una riflessione sulla presenza delle paranze e sulla necessità che vi siano solo paranze nolane» ma, aggiunge «ogni aspetto di questa vicenda verrà chiarito in questa comunicazione ufficiale». Chissà, adesso, cosa farà o dirà il Vescovo di Nola, Monsignor Beniamino Depalma che tanto si scagliò a giugno contro chi (a cominciare da Don Aniello Manganiello) aveva denunciato pubblicamente l’influenza della camorra sulla festa chiedendone una profonda revisione e lanciando anche una petizione popolare per fermare la festa.

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