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La sindrome meteoropatica e il concreto rischio di infarto

La sindrome meteoropatica e il concreto rischio di infarto

Presentiamo la decima e ultima puntata del libro di Corrado Caso dedicato alle meteoropatie.

A proposito dei rischi per la salute più gravi il dott. Caso ci spiega come prevenire e come curare le malattie provocate dai mutamenti climatici.

Se ti è piaciuto il libro di Corrado Caso, scaricalo gratuitamente in PDF: download.

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VARIAZIONI ATMOSFERICHE E INFARTO MIOCARDICO ACUTO (I.M.A.)

 

La sindrome meteoropatica sembra concentrare la sua azione “sul sistema nervoso e sull’apparato cardiovascolare”.
Le variazioni, intense e rapide, di temperatura sia in senso omologo che opposto, di umidità e pressione atmosferica sono, nei soggetti meteorolabili o con patologie vascolari preesistenti,come afferma Rosahn e Nicolaev, fattori complementari di rischio. Recenti ricerche hanno messo in evidenza, statisticamente, una maggiore incidenza di episodi di embolia polmonare e cardio-cerebrovascolare, due, tre giorni prima di un evento climatico che comporti una rapida variazione della pressione atmosferica di almeno 10mm.H.
Sono le forti perturbazioni ritenute responsabili di favorire le rotture di aneurismi [17] subaracnoidei e di fenomeni trombo-emorragici.
Un evento catastrofico temporalmente vicino a noi: l’Uragano Katrina ha provocato, sui residenti della città di New Orleans uno stress fisico, emotivo e sociale che ha determinato una significativa incidenza di infarto miocardico acuto.
La maggiore aggregabilità delle piastrine che si verifica prima e nel corso di importanti e repentine variazioni climatiche, produce un incremento dell’attività del cuore con alterazioni del ritmo: extrasistolie18, tachicardie ventricolari e una maggior richiesta di ossigeno da parte del muscolo cardiaco a causa dell’aumento del lavoro del cuore.
L’innalzamento della pressione arteriosa sistemica e intracardiaca che si instaura, può provocare in pazienti sofferenti un’insufficienza miocardica acuta.
In una ricerca, effettuata nella città di Helsinki, è stato riscontrata una più bassa incidenza di infarti del miocardio e una evoluzione più favorevole durante il periodo estivo caratterizzato da tempo caldo, secco e clima stabile. Diversamente da una recrudescenza a fine autunno – inizio inverno con una maggiore incidenza di episodi fatali a causa del tempo freddo, umido e della bassa pressione atmosferica.

TERAPIA

“L’esposizione al Sole è, eminentemente, necessaria alle persone che hanno bisogno di rimettersi in salute e carne…”
dal messaggio di Oribase a Erodoto

In mancanza di specifiche ed efficaci terapie per prevenire e contenere i sintomi causati dalla meteoropatia, è opportuno rifarsi a norme e comportamenti di carattere generale. Una adeguata igiene deve tenere in debita considerazione gli ambienti domestici e lavorativi evitando un loro eccessivo riscaldamento o raffreddamento. Se temperatura e umidità raggiungono valori superiori alla norma, è prudente non indossare indumenti a fibra acrilica o nylon per non accumulare energia elettrostatica che potrebbe danneggiare il sistema neurovegetativo e la regolazione della temperatura corporea. Importante, altresì, è non affaticarsi in concomitanza di eventi climatici importanti ed evitare qualsiasi forma di stress aggiuntivo che possa influenzare, negativamente, la capacità di adattamento dell’organismo.
Ai soggetti meteorolabili è consigliato vivere a contatto con la natura anche d’inverno e svolgere un’attività fisica costante, un’alimentazione ricca di cibi freschi, vitamine e sali minerali, pappa reale, propoli, ginseng associati, eventualmente, a sedativi vegetali come biancospino, camomilla, passiflora, tiglio e valeriana. A quanti, tendenzialmente, sono depressi è utile una graduale esposizione alla luce artificiale. L’influenza della luce è tanto importante da motivare un suo uso terapeutico:

“la lumino-terapia”.

Il metodo consiste in una esposizione per alcune ore al giorno e per alcune settimane alla luce di lampade a tubi fluorescenti, in grado di sprigionare luce su di uno schermo e generare uno spettro sovrapponibile all’ombra di una giornata di sole. L’azione benefica sull’umore esercitata dalla terapia, sembra legata piucché all’irradiazione della pelle, allo stimolo che la luce esercita sulla retina dell’occhio che con meccanismo riflesso, causa a livello cerebrale, una maggiore secrezione di ormoni.
La medicina omeopatica consiglia ai meteoropatici il “succo di Merinda Citrifolia o Noni” per il contenuto in Xeronina, sostanza che avrebbe la capacità di attivare il sistema endocrino e immunitario dell’organismo.
All’armamentario terapeutico, ricco ma non risolutivo, è importante associare, secondo alcuni autori, l’agopuntura.
Quest’ultima tradizionalmente ritenuta scienza dei ciarlatani è stata recentemente rivalutata ricevendo l’attenzione di organizzazioni sanitarie internazionali come l’OMS.
Un team di ricercatori del Charité University Center di Berlino ha, infatti, dimostrato che l’agopuntura
influenza il cervello nel processare le informazioni sensoriali e il pensiero. Agopuntura e reflessoterapia sono comunemente ritenuti presidi
terapeutici in grado di agire sui centri nervosi e provocare un rilascio di endorfine che favoriscono un migliore equilibrio neurovegetativo.
Dal punto di vista farmacoterapico risulta utile, nel controllo della patologia climatica l’uso in casi di depressione psichica dell’Ipericum
perforatum (Erba di San Giovanni). Un ulteriore presidio farmacologico è il “Tartrato di Ergotamina“ che agisce da antagonista della serotonina, ormone mediatore dei fenomeni da stress.
Negli stati di particolare eccitazione e ansietà è utile adoperare psicofarmaci della famiglia delle benzodiazepine.

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[17] Aneurisma: ingrossamento che si forma lungo un’arteria per dilatazione delle sue pareti.
[18] Extrasistole: contrazione cardiaca prematura, indipendente dal normale ritmo cardiaco che insorge in risposta ad un impulso che insorge in area diversa dal nodo seno-atriale sede naturale del battito cardiaco.

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