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L’uomo e le meteoropatie / 5

L’uomo e le meteoropatie / 5

Presentiamo la quinta puntata del libro di Corrado Caso dedicato alle meteroropatie.

Questa settimana al centro della trattazione troviamo alcune considerazioni sulla Bioclimatologia, la scienza che studia i fenomeni climatici e gli effetti biologici che questi esercitano sull’uomo e sull’ambiente.

 

 

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Fattori causali delle meteoropatie

Ippocrate riteneva che in autunno prevalesse la produzione della bile nera, responsabile della malinconia e in estate della bile gialla causa della mania.

“Quando la luna è bianca il tempo è bello, se è rossa significa vento, se è pallida pioggia” (Van Helmont 1577, Paracelsista)

La Bioclimatologia è la scienza che studia i fenomeni climatici e gli effetti biologici che questi esercitano sull’uomo e sull’ambiente.
L’intensità dell’azione meteorologica è in relazione a molteplici fattori: situazioni di ciclicità giornaliera, mensile, stagionale nelle quali la variazione climatica insorge e si sviluppa. Una ciclicità a sua volta condizionata secondo modalità poco conosciute dai ritmi circadiani (venti +/- quattro ore), circatrigentani (ventuno +/- tre giorni) o circannuali (dodici +/- due mesi) regolati dalla posizione astrofisica della Terra nel suo rapporto soprattutto con il Sole e la Luna che come orologi speciali da milioni di anni influenzano e modulano le nostre reazioni biologiche.
Il Pace-Maker che regola i comportamenti dell’uomo con il clima e le sue variazioni è probabilmente situato nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo e nei centri diencefalici preposti al controllo di attività ricorrenti e indispensabili alla vita. I più importanti di questi ritmi sono quelli che regolano l’alternanza sonno-veglia, la fame, la sete e la temperatura del corpo.
La sindrome meteoropatica coinvolge particolarmente il sistema neuro-endocrino favorendo un’abnorme produzione di serotonina che è il principale mediatore chimico della reazione da stress e una minore produzione di endorfine, ormone che regola la soglia individuale di sopportazione del dolore. Si realizza un meccanismo complesso che ha riflessi elettivi sul sistema circolatorio e sull’apparato respiratorio.
Le singole stagioni hanno caratteristiche che influenzano i ritmi biologici e lo stato di salute e benessere degli esseri viventi.
I mesi autunnali, caratterizzati da particolari condizioni di umidità, temperatura e pressione atmosferica e da una graduale riduzione dell’irradiazione luminosa, favoriscono nell’uomo una maggiore vulnerabilità psico-fisica che trova la sua espressione nel “Disturbo Affettivo Stagionale” (D.A.S.).

La Tua luce è gioia, la Tua luce è salute”
Preghiera di propiziazione del popolo della Mesopotamia al Dio Samas

La sindrome è particolarmente frequente nelle popolazioni del Nord-Europa e tra gli Esquimesi e colpisce soprattutto il sesso femminile tra la seconda e terza decade di vita. La sintomatologia è caratterizzata da un’oscillazione dell’umore con depressione che può giungere fino a forme endemiche di suicidio. La sua cadenza stagionale è oggi condizionata da una buona dose di imprevedibilità dovuta alla irregolarità delle stagioni. Una variante minore della D.A.S. è “la Sindrome Anergica Stagionale” contraddistinta da un aumentato bisogno di sonno equiparabile, per molti autori, alla letargia degli animali.

Oltre questi fattori favorenti e caratterizzanti le meteoropatie, la ricerca scientifica non è ancora in grado di stabilire quali siano gli elementi determinanti che agiscono sull’uomo né a definire il ruolo efficiente che spetta a ciascuno di essi. Perché tutto avviene in un contesto dinamico che rende dissimile, dal punto di vista temporo-spaziale, incidenza e interazione tra i singoli fenomeni climatici conosciuti. Ancora oggi non è stato possibile riprodurre, sperimentalmente, i quadri clinici legati alle più comuni meteoropatie mediante la creazione di modelli bioclimatici sperimentali. Una impossibilità da attribuire a fattori causali ancora ignoti presenti nelle perturbazioni atmosferiche. Hollander diede la dimensione della distanza esistente tra sperimentazione, complessità e plasticità dei fattori climatici. Nel 1963 ideò le camere climatizzate nelle quali poter modulare temperatura, pressione atmosferica e umidità. Il tentativo era finalizzato a riprodurre gli effetti sull’uomo di particolari situazioni meteorologiche.
Il risultato fu parziale e portò alla conoscenza che variazioni di singoli parametri atmosferici potevano influenzare alcune malattie. Ad esempio, una progressiva riduzione della temperatura era in grado di determinare una maggiore viscosità del liquido sinoviale con rigidità articolare e l’insorgenza di dolore (Tromp).
La varietà e caratteristica delle espressioni meteoropatiche nell’uomo è un teorema di difficile interpretazione tale da avvalorare il sospetto che come esista un numero non quantificabile di manifestazioni climatiche, altrettanto esista nell’uomo un indefinito numero di meteoropatie. Un ruolo importante nell’insorgenza della patologia, secondo il parere di gran parte degli studiosi, è da ricercarsi in una variazione e forte concentrazione di onde elettromagnetiche. Il nostro pianeta può essere considerato un conduttore di elettricità che l’aria trasporta in base al suo grado di ionizzazione. Un movimento di Ioni (circa 4000 per cm3 di aria) che, a causa dell’inquinamento atmosferico, si sovrappone nelle grandi città a una maggiore concentrazione di base. Gli ioni positivi sono nocivi per la salute e determinano una iperproduzione nell’organismo di glucocorticoidi causa di stati di iperglicemia, di sensazione di malessere generale, cefalea, dispnea e aumento della pressione arteriosa sisto-diastolica.

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