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L’uomo e le meteoropatie 7 / Le nostre difese dal clima

L’uomo e le meteoropatie 7 / Le nostre difese dal clima

Presentiamo la settima puntata del libro di Corrado Caso dedicato alle meteroropatie.

Questa settimana al centro della trattazione troviamo alcune considerazioni sui meccanismi specifici e comportamentali di adattamento con cui il corpo umano cerca di risolvere, in modo momentaneo o definitivo, le possibili conseguenze negative che caratterizzano gli eventi climatici..

 

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ACCLIMATAZIONE
Sindrome generale di adattamento

 

L’organismo umano può essere considerato un sistema aperto, vulnerabile al clima e alle sue variazioni. Esso è in grado di sviluppare, se sollecitato, una serie di abilità fisiche, psichiche e comportamentali che gli permettono di adeguarsi all’ambiente che lo circonda.
Infatti se da un lato è difficile comprendere, fino in fondo, l’azione del clima sull’organismo, altrettanto interessante è l’analisi dei comportamenti di difesa, elaborati dai singoli esseri viventi e dalla collettività, per contenere gli effetti nocivi del clima.
Ci ritroviamo, a livello individuale, a gestire un patrimonio che sollecitato mette in movimento meccanismi specifici e comportamentali di adattamento al fine di risolvere, in modo momentaneo o definitivo, le possibili conseguenze negative che caratterizzano gli eventi climatici.
“Adattamento e Acclimatazione” sono quindi prerogative dell’organismo. Dipendono dal complesso di elementi sociali e culturali che caratterizzano e differenziano gli individui tra loro, dall’abilità del singolo di preservare e difendere il proprio equilibrio biologico attraverso un efficiente meccanismo di utilizzo e coordinamento delle risorse abilitate a mantenere costante e limitate le oscillazioni indotte dal clima (principio dell’omeostasi). Nel 1931, Wilder formulò la legge del “valore iniziale” per definire l’azione che uno stimolo meteorologico esercita sull’uomo. Esso è strettamente correlato alla condizione fisiologica precedente nella quale l’organismo si trova e all’eccitabilità del sistema nervoso. Ad esempio, una esposizione a una sollecitazione termica agevola l’adattamento a una successiva sollecitazione anche se, quest’ultima, è di maggiore intensità della precedente. È comprensibile allora come la ripetizione di stimoli climatici riesca a determinare individualmente un processo di graduale assuefazione e acclimatazione attraverso un complesso di modificazioni, permanenti e plastiche, dell’organismo. Nella società attuale, questa capacità di adattamento ha perso parte della sua efficienza. Siamo meno esposti al clima e alle sue variazioni delle quali mitighiamo gli effetti attraverso eccessi di protezioni, ad esempio, surriscaldando gli ambienti nei quali viviamo, ionizzandoli artificiosamente, adottando modelli alimentari ipercalorici incongrui e di vestiario non sempre modellato su reali esigenze. Infatti se da un lato è difficile comprendere l’azione del clima sull’organismo, altrettanto, interessante è l’analisi dei comportamenti di difesa elaborati dai singoli esseri viventi e dalla collettività per contenerne gli effetti nocivi.

 

IL CLIMA MEDITERRANEO

 

L’Italia ha una configurazione peninsulare ed è al centro del Mare Mediterraneo. Per la sua particolare e complessa orografia si può affermare che ogni località è caratterizzata da un suo clima e che ogni clima regionale e locale è determinato dalla combinazione di più parametri ambientali e meteorologici quali la latitudine, la temperatura media, la posizione geografica, il riferimento alla maggiore o minore distanza dal mare, le maree, la presenza di fiumi e laghi, l’umidità, il grado di insolazione, le correnti tropicali di aria marina caldo-umida o atlantiche freddo-umide, l’altitudine, la vegetazione e copertura del suolo, la ventosità, la nebulosità, il regime pluviometrico etc. Sono caratteristiche che possono variamente combinarsi tra loro dando origine a climi embricati. La barriera Alpina è, quasi per intero, uno scudo protettivo. La barriera Appenninica forma uno spartiacque tra regioni adriatiche e tirreniche. Dall’Europa dell’Est attraversando l’Adriatico provengono i moti di aria fredda e asciutta che sono causa di temperature più basse, di minore piovosità e maggiore ventosità. Dal Tirreno provengono correnti di aria caldo-umida.

 

PRINCIPALI METEOROPATIE E
FATTORI CLIMATICI CHE LE DETERMINANO

 

  • Sindromi dei fronti ciclonici
  • Sindromi del periodo temporalesco
  • Sindromi dei fronti ciclonici
Alcuni studiosi annoverano tra le cause di meteoropatia alcuni venti locali costanti e periodici, spesso, legati ai cambi di stagione (Alisei e Brezze) quali fattori causali che possono agire nell’aggravamento di malattie croniche, infiammatorie e degenerative.

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