Mer. Lug 17th, 2019

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L’uomo e le meteoropatie 7 / Le nostre difese dal clima

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Pioggia, vento e malesseri: continua la trattazione sulle cause delle meteoropatie

Presentiamo la settima puntata del libro di Corrado Caso dedicato alle meteroropatie.

Questa settimana al centro della trattazione troviamo alcune considerazioni sui meccanismi specifici e comportamentali di adattamento con cui il corpo umano cerca di risolvere, in modo momentaneo o definitivo, le possibili conseguenze negative che caratterizzano gli eventi climatici..

 

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ACCLIMATAZIONE
Sindrome generale di adattamento

 

L’organismo umano può essere considerato un sistema aperto, vulnerabile al clima e alle sue variazioni. Esso è in grado di sviluppare, se sollecitato, una serie di abilità fisiche, psichiche e comportamentali che gli permettono di adeguarsi all’ambiente che lo circonda.
Infatti se da un lato è difficile comprendere, fino in fondo, l’azione del clima sull’organismo, altrettanto interessante è l’analisi dei comportamenti di difesa, elaborati dai singoli esseri viventi e dalla collettività, per contenere gli effetti nocivi del clima.
Ci ritroviamo, a livello individuale, a gestire un patrimonio che sollecitato mette in movimento meccanismi specifici e comportamentali di adattamento al fine di risolvere, in modo momentaneo o definitivo, le possibili conseguenze negative che caratterizzano gli eventi climatici.
“Adattamento e Acclimatazione” sono quindi prerogative dell’organismo. Dipendono dal complesso di elementi sociali e culturali che caratterizzano e differenziano gli individui tra loro, dall’abilità del singolo di preservare e difendere il proprio equilibrio biologico attraverso un efficiente meccanismo di utilizzo e coordinamento delle risorse abilitate a mantenere costante e limitate le oscillazioni indotte dal clima (principio dell’omeostasi). Nel 1931, Wilder formulò la legge del “valore iniziale” per definire l’azione che uno stimolo meteorologico esercita sull’uomo. Esso è strettamente correlato alla condizione fisiologica precedente nella quale l’organismo si trova e all’eccitabilità del sistema nervoso. Ad esempio, una esposizione a una sollecitazione termica agevola l’adattamento a una successiva sollecitazione anche se, quest’ultima, è di maggiore intensità della precedente. È comprensibile allora come la ripetizione di stimoli climatici riesca a determinare individualmente un processo di graduale assuefazione e acclimatazione attraverso un complesso di modificazioni, permanenti e plastiche, dell’organismo. Nella società attuale, questa capacità di adattamento ha perso parte della sua efficienza. Siamo meno esposti al clima e alle sue variazioni delle quali mitighiamo gli effetti attraverso eccessi di protezioni, ad esempio, surriscaldando gli ambienti nei quali viviamo, ionizzandoli artificiosamente, adottando modelli alimentari ipercalorici incongrui e di vestiario non sempre modellato su reali esigenze. Infatti se da un lato è difficile comprendere l’azione del clima sull’organismo, altrettanto, interessante è l’analisi dei comportamenti di difesa elaborati dai singoli esseri viventi e dalla collettività per contenerne gli effetti nocivi.

 

IL CLIMA MEDITERRANEO

 

L’Italia ha una configurazione peninsulare ed è al centro del Mare Mediterraneo. Per la sua particolare e complessa orografia si può affermare che ogni località è caratterizzata da un suo clima e che ogni clima regionale e locale è determinato dalla combinazione di più parametri ambientali e meteorologici quali la latitudine, la temperatura media, la posizione geografica, il riferimento alla maggiore o minore distanza dal mare, le maree, la presenza di fiumi e laghi, l’umidità, il grado di insolazione, le correnti tropicali di aria marina caldo-umida o atlantiche freddo-umide, l’altitudine, la vegetazione e copertura del suolo, la ventosità, la nebulosità, il regime pluviometrico etc. Sono caratteristiche che possono variamente combinarsi tra loro dando origine a climi embricati. La barriera Alpina è, quasi per intero, uno scudo protettivo. La barriera Appenninica forma uno spartiacque tra regioni adriatiche e tirreniche. Dall’Europa dell’Est attraversando l’Adriatico provengono i moti di aria fredda e asciutta che sono causa di temperature più basse, di minore piovosità e maggiore ventosità. Dal Tirreno provengono correnti di aria caldo-umida.

 

PRINCIPALI METEOROPATIE E
FATTORI CLIMATICI CHE LE DETERMINANO

 

  • Sindromi dei fronti ciclonici
  • Sindromi del periodo temporalesco
  • Sindromi dei fronti ciclonici
Alcuni studiosi annoverano tra le cause di meteoropatia alcuni venti locali costanti e periodici, spesso, legati ai cambi di stagione (Alisei e Brezze) quali fattori causali che possono agire nell’aggravamento di malattie croniche, infiammatorie e degenerative.

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