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L’uomo e le meteoropatie 9 / Effetti delle piogge

L’uomo e le meteoropatie 9 / Effetti delle piogge

Presentiamo la nona puntata del libro di Corrado Caso dedicato alle meteroropatie.

Questa settimana al centro della trattazione troviamo il nesso tra perturbazioni cicloniche e stati cangianti dell’umore, anche nei bambini.

 

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SINDROME DEI FRONTI CICLONICI

“I cicloni è possibile si verifichino per l’abbassarsi di una nube che viene ad assomigliare a una colonna per la spinta continua dei venti…”

Epicuro, “Lettere sulla fisica e sul cielo e sulla felicità”

Con il termine “Fronte ciclonico”: il climatologo norvegese Bjerknes definì lo spostamento di grandi masse di aria fredda, secca e scarsamente ionizzata proveniente dalle regioni polari e masse fortemente ionizzate provenienti dalle regioni tropicali.
In questa brusca rottura dell’equilibrio atmosferico e di grandi movimenti di aria che si sovrappongono, si genera un fronte ciclonico di forti perturbazioni. Il fenomeno è preceduto da un significativo aumento della concentrazione ionica nell’atmosfera che determina, negli organismi interessati, una variazione dei tempi di coagulazione del sangue con aumento della attività fibrinolitica[15], diminuizione del volume plasmatico e crisi di instabilità e incoordinata modalità di risposta agli stimoli esterni “atassia vegetativa” [16].
Il fronte caldo è causa di irrequietezza notturna, stati di eccitazione, riduzione della pressione arteriosa e della glicemia.

Il fronte freddo favorisce un aumento della pressione arteriosa, della glicemia e del potassio. La brusca variazione della pressione atmosferica, della umidità e conduzione elettrica sono causa di un violento stress psico-fisico sull’organismo.

Se i fronti si susseguono, come accade in primavera e autunno, lo stress meteorologico subentrante è interpolato da brevi pause di remissione fino ad attenuarsi, nei suoi effetti, per un meccanismo di acclimatazione da parte del soggetto meteoropatico.

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SINDROME DEI PERIODI TEMPORALESCHI

Il numero dei temporali che si verificano ogni anno sul nostro pianeta è di circa sedici milioni, ai quali è necessario associare un migliaio di Tornado e un centinaio di Cicloni.

Si distinguono sotto il profilo meteorologico:

  • Piogge cicloniche: caratterizzate da scambi di aria provocate su vasta scala dal movimento verso Est di aree depressionali.
  • Piogge convettive: conseguenza di un innalzamento dell’aria calda più leggera che allontanandosi dal suolo si raffredda e si condensa in nubi provocando abbondanti piogge;
  • Piogge orografiche: caratterizzate da un meccanismo analogo alle piogge convettive con la differenza che, l’innalzamento, avviene lungo ostacoli orografici (montagne).

In meteorologia, la pioggia si misura in millimetri. Tenendo conto che 10 mm equivalgono a 10 litri di acqua caduti su un m2 di terreno, si definiscono:

  • Piogge deboli fino a 2 mm/h;
  • Piogge moderate tra 2 e 6 mm/h;
  • Piogge forti oltre i 6 mm/h;
  • Rovescio oltre i 10 mm/h;
  • Nubifragio oltre i 30 mm/h;

Negli organismi viventi la sindrome correlata al periodo temporalesco è caratterizzata da modificazioni dell’umore, depressione neuropsichica, fotofobia, insonnia, cefalea, febbre, vampate di calore e aumento della sudorazione.
Si assiste a una maggiore ritenzione idrica da parte dell’organismo soprattutto agli arti inferiori e una facile stancabilità e dolorabilità muscolare e osteo-articolare dovuta, anche in questo caso, a una tendenza all’ipoglicemia.
Un aumento dell’ematocrito per una maggiore concentrazione della frazione corpuscolata del sangue è la causa della incidenza di eventi cardiovascolari.

Cirri, Cirrocumuli, Cirrostrati

I sintomi abitualmente scompaiono o si attenuano con l’instaurarsi della perturbazione. Una ricerca, condotta dall’equipe del Dr. Mark Connelly del Children’s Mercy Hospital and Clinics di Kansas City-Missuri, su un campione di 25 bambini e adolescenti, sofferenti di emicrania e mal di testa cronico, ha rilevato un aumento di intensità e frequenza dei sintomi nel 59% dei soggetti esaminati nei giorni di pioggia rispetto ad una percentuale del 21% nei giorni di sole.
Uno studio successivo condotto su 7000 pazienti adulti anch’essi affetti da emicrania e altre forme di mal di testa cronico, ha dimostrato che le crisi aumentavano nei giorni molto umidi e caldi nei quali la pressione atmosferica diminuiva.

[15] Fibrina: (lisi della…) dissoluzione della proteina responsabile della coagulazione del sangue.
[16] Atassia: mancanza di coordinamento muscolare.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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