Mer. Giu 19th, 2019

I Confronti

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L’Usa ha rimosso la Guerra Fredda e gareggia a Londra con fair play

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I giochi olimpici non sono mai solo sport o alta performance atletica. Hanno sempre un risvolto sociale, umanitario e persino religioso. Queste Olimpiadi cadono per i musulmani in pieno Ramadan (Eid al –Fitr) e dunque le performance di tanti atleti che osservano questa pratica religiosa saranno sicuramente alterate - il Ramadan prevede il digiuno per i Musulmani dall’alba al tramonto - ma lo spirito olimpico è ben ancorato a esaltare il vincitore. Primeggiare in una competizione olimpica dà gloria e lauti guadagni al vincitore ma pone anche la nazione per la quale gareggia sotto i riflettori dei media mondiali. Negli anni della Guerra Fredda le Olimpiadi erano un momento agonistico per misurare la rivalità tra le due superpotenze (Usa e Urss). Il mondo politico era diviso in blocchi ed anche gli sportivi mondiali si dividevano tra fans degli Usa o fans dei sovietici. Finita la Guerra Fredda e caduto il muro di Berlino, i giochi olimpici vedono un mondo frammentato confrontarsi in varie discipline. Le tensioni agonistiche non sono più le tensioni politiche di un tempo oppure quando lo sono assumono toni soft.

Giugno 2004, Heidi Hetzer con Benoit Vervier davanti ai resti del muro di Berlino durante il percorso della torcia olimpica per le olimpiadi di Atene. Berlino, Germania. (TODD WARSHAW/AFP/Getty Images)

di Vincenzo Pascale (da N.Y.)

Giugno 2004, Heidi Hetzer con Benoit Vervier davanti ai resti del muro di Berlino durante il percorso della torcia olimpica per le olimpiadi di Atene. Berlino, Germania. (TODD WARSHAW/AFP/Getty Images)
I giochi olimpici non sono mai solo sport o alta performance atletica. Hanno sempre un risvolto sociale, umanitario e persino religioso. Queste Olimpiadi cadono per i musulmani in pieno Ramadan (Eid al –Fitr) e dunque le performance di tanti atleti che osservano questa pratica religiosa saranno sicuramente alterate – il Ramadan prevede il digiuno per i Musulmani dall’alba al tramonto – ma lo spirito olimpico è ben ancorato a esaltare il vincitore. Primeggiare in una competizione olimpica dà gloria e lauti guadagni al vincitore ma pone anche la nazione per la quale gareggia sotto i riflettori dei media mondiali. Negli anni della Guerra Fredda le Olimpiadi erano un momento agonistico per misurare la rivalità tra le due superpotenze (Usa e Urss). Il mondo politico era diviso in blocchi ed anche gli sportivi mondiali si dividevano tra fans degli Usa o fans dei sovietici. Finita la Guerra Fredda e caduto il muro di Berlino, i giochi olimpici vedono un mondo frammentato confrontarsi in varie discipline. Le tensioni agonistiche non sono più le tensioni politiche di un tempo oppure quando lo sono assumono toni soft.
Gli Stati Uniti continuano a fare incetta di oro senza con enfasi dover dimostrare la loro superiorità sportiva ed ideologica al mondo intero. La Cina segue a ruota, anzi in questi primi giorni di gare olimpiche precede nel medagliere gli Stati Uniti, con l’Italia ottimamente piazzata. Sappiamo che Cina e Stati Uniti competono, tacitamente per la leadership sportiva mondiale, non senza un pizzico di rivalità politica. Nel frattempo gli scambi commerciali e finanziari tra Stati Uniti e Cina sono solidissimi e continuano a crescere. Dunque meglio osservare un delicato e diplomatico fair play politico riversando sui campi di gara e nelle vasche olimpiche l’agonismo sportivo. L’una e l’altra non intendono affatto arrivare seconde nel medagliere olimpico, ma la gara agonistica non ha più il tono della battaglia ideological. Il mondo è unificato: comunismo e capitalismo fanno affairi in comune e se esiste qualche diversità di opinione meglio vedersela su un campo di gara. Per poi tornare amici come prima.

 

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