Ven. Lug 19th, 2019

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L’uso regolare dell’aspirina previene il cancro al fegato

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Lo dimostrerebbe uno studio americano condotto per 12 anni su 300mila volontari

L’uso di aspirina potrebbe ridurre le possibilità di ammalarsi di tumore al fegato. Lo evidenzia uno studio americano, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute. La ricerca – che è stata condotta su oltre 300mila persone seguite per 12 anni – ha evidenziato che tra i consumatori abituali di aspirina, il tumore del fegato ha inciso in maniera inferiore del 41% rispetto a coloro che non usavano l’acido acetilsalicilico. Il tasso di mortalità tra chi prendeva aspirina ogni giorno e soffriva di malattie epatiche croniche, inoltre, è risultato inferiore al 46%. Nessun beneficio, invece, tra i volontari che utilizzavano altri farmaci antinfiammatori non steroidei.
Da notare che già in passato sono stati condotti alcuni test su chi assumeva abitualmente cardioaspirina per prevenzione dei disturbi cardiovascolari ed è stato studiato che dosi quotidiane di questo medicinale riducono a lungo termine il rischio di morte per cancro e, in particolare, di tumore colonrettale.
La notizia, diffusa nei giorni scorsi, farebbe consigliare l’assunzione a tappetto di aspirina a tutta la popolazione a scopo di prevenzione. Ma non è proprio così.
«Non c’è ancora un’indicazione a utilizzarli che si possa definire standard – precisa Filippo De Braud, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica alla Fondazione Irccs Istituto Nazionale Tumori di Milano, al Corriere della Sera -. Anche perché questi farmaci devono essere assunti con regolarità a dosi non scevre da effetti collaterali (come emorragie, gastriti, trombosi) che alla fine “pesano” nel conto dei pro e contro quando si prescrive una cura, visto che si tratta di somministrarli a persone sane, anche se a rischio di sviluppare il cancro».
«L’aspirina – ha spiegato l’esperto – è un potente antinfiammatorio e come tale può essere considerato un buon agente nella chemioprevenzione di quelle patologie che si associano a uno stato infiammatorio cronico. Infatti, uno dei meccanismi di formazione del cancro potrebbe essere lo stimolo proliferativo dovuto all’infiammazione su cui poi può inserirsi l’azione di un cancerogeno o un qualche errore del Dna che agevoli la trasformazione neoplastica delle cellule».

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