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Ripresa 2 / Maccauro: interventi di medio-grandi dimensioni

Ripresa 2 / Maccauro: interventi di medio-grandi dimensioni

foto Massimo Pica

«Revisione della spesa e riordino degli enti locali sono le due direttrici di questo incontro – ha esordito nella sua relazione il presidente di Confindustria Salerno, Mauro Maccauro (nella foto con il presidente Squinzi)– sono gli snodi da cui deve riavviarsi lo sviluppo del Paese. Nella loro corretta attuazione si pongono le basi per la ripresa delle nostre imprese… La revisione della spesa è stata ed è certamente una innovazione rispetto al passato perché tende a ridurre la pressione fiscale attraverso tagli, in linea con le raccomandazioni delle istituzioni internazionali. Ma siamo solo all’inizio e occorre continuare con fermezza e decisione su questa strada».
Maccauro nel corso del suo intervento si è concentrato sui temi di stretta attualità, quali quelli della spending review e del riordino degli enti locali e su quanto queste novità vadano a incidere nella vita pratica di quanti fanno impresa, con particolare riferimento alla realtà campana e salernitana.
«Si continua a non guardare alla crescita – ha spiegato a un certo punto Maccauro, evidenziando alcune difficoltà attuali – quasi come se il Paese non ne avesse urgenza». Il presidente ha poi sottolineato quanto potesse essere, invece, più utile intervenire sulle regole di funzionamento delle Pubbliche Amministrazioni e sui meccanismi che originano la spesa pubblica e le sue inefficienze per capire i motivi per cui lo Stato spesso spende male. È stato, poi, fatto riferimento ai tagli agli enti pubblici che colpiscono indistintamente tutti gli enti che rischiano, però, come ha detto testualmente Maccauro di «ridurre l’efficienza di quelle parti di pubbliche amministrazioni che svolgono bene i compiti loro assegnati. Le maggiori riduzioni di spesa sono imposte agli enti territoriali: 5,8 miliardi a regime nel 2015 più 2,1 miliardi sulla sanità. Va sottolineato che questi tagli vanno ad aggiungersi a 13 miliardi, a regime, del 2014 già effettuati con le manovre 2011. Si tratta di decurtazioni che andranno a toccare inevitabilmente anche i servizi essenziali alle persone e che, di certo, finiranno per trasformarsi in aumenti della pressione fiscale locale e quindi in imposte che verranno di fatto scaricate su cittadini e imprese. Per questa ragione, cogliamo l’occasione per manifestare la nostra vicinanza e la nostra comprensione verso tutti quei sindaci che, non senza disagio e con pochissimo denaro in cassa, oggi svolgono l’esercizio delle proprie funzioni»-
«Intanto – ha poi proseguito Maccauro – una quota del gap che fa viaggiare l’Italia a due velocità potrebbe essere recuperata con il corretto utilizzo dei tre miliardi di fondi strutturali europei che il ministro Barca ha deciso di riprogrammare e rispetto ai quali il presidente Squinzi ha avanzato una proposta di impiego che condividiamo pienamente e che è bene ripetere: un buon utilizzo sarebbe quello teso a sostenere gli investimenti di medio-grandi dimensioni, anche per accompagnare la soluzione di crisi industriali complesse».
L’attenzione di Maccauro si è poi spostata sulla questione dei fondi Paser: «Tutte le aziende che hanno anticipato risorse per avviare i propri investimenti si sono sentite letteralmente prese in giro da chi assicurava loro che la situazione si sarebbe sbloccata e risolta. Alcune di queste aziende hanno abbandonato la nostra regione per investire altrove; altre rischiano la chiusura a causa della scarsa liquidità cui l’anticipo delle risorse le ha costrette. Stesso discorso per la famosa misura 3.17 riguardante la ricerca e l’innovazione… Gli imprenditori mai hanno smesso di dimostrare la fiducia e il proprio spirito di collaborazione nei confronti della Regione ma adesso plausibilmente esigono in cambio rispetto e chiarezza».
Maccauro ha fatto più volte cenno alla disparità di trattamento tra capoluogo e altre province, anche in riferimento ai trasporti e alla sanità.
«Se Salerno tiene al suo sviluppo – ha detto Maccauro – non ha scelta: dovrà costruirsi la possibilità di assumere un ruolo di centralità regionale complementare a quello di Napoli»; un’affermazione che giunge perché per il presidente di Confindustria Salerno «la stagione della sterile contrapposizione è oramai superata dai cambiamenti amministrativi in atto e non possiamo più permetterci alcun passo falso».
«Da Salerno – ha concluso Maccauro – può partire l’esempio di un’alleanza territoriale tra i vari soggetti della rappresentanza sociale, economica, istituzionale per provare a mettere in campo un modello di sviluppo sostenibile inclusivo e solidale… L’idea è che dobbiamo ripartire, con coraggio ed entusiasmo, nonostante le difficoltà, perché se è vero che i “se” e i “ma” sono il marchio dei falliti, nella vita le sfide vere si vincono proprio “nonostante”».

(b. r.)

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