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Mamma, il buon senso innanzitutto!

Mamma, il buon senso innanzitutto!
di Nicoletta Tancredi

DottPaolaMi sto lavando le mani, mentre sento Paola e Camilla parlare concitatamente nel corridoio.
Paola ha in mano una bambola… È la figlia di Camilla.
“Dove si è fatta male, signora?” – chiede.
“Qui!” – risponde “mamma Camilla”, in una strana pronuncia da ciuccio.
“Ah il braccio!” – fa Paola, in versione dottoressa. Lei sì che sa usare i termini giusti!
“Allora andiamo – continua Paola – dobbiamo curarla subito”.
E corrono verso il soggiorno. In velocità da emergenza codice rosso…
Dopo poco le raggiungo, dovendo abbassare le tapparelle, visto che sarebbe ora di andare a dormire.
Le guardo, fingendo distrazione: distesa sul divano c’è la bambola che, nonostante il dolore al braccio, appare sorridente e rosa in volto, i capelli arancioni perfettamente ordinati in due trecce.
Paola le sta di fronte, praticamente addosso. Al collo ha il fonendoscopio, una siringa in una mano…
Sarà che ieri è finita davvero al pronto soccorso per una caduta, ma interpreta molto bene la parte.
Visita con una sola mano!
Camilla, un po’ preoccupata, si tiene leggermente distante, aggrottando le sopracciglia, e pronuncia parole, molte parole, che non si capiscono bene.
Ma evidentemente Paola comprende tutto e, infatti, risponde:
“Ora le diamo il sciroppo e starà meglio!”
Ora io di solito non intervengo quando stanno giocando.
bimba6Il gioco è un momento tutto loro.
Ma la lingua italiana è la loro lingua madre e, in quanto madre, la loro, sento di dover intervenire.
“Paola, si dice «lo» sciroppo!” – dico dolcemente, quasi sottovoce.
“Ma no, mamma” – risponde Paola, pronta e decisa.
“Paola, ma che dici?” – ribatto allora seria.
“Dico «il» sciroppo!”
“Ah no, Paola, davanti ad “s” impura l’articolo è «lo» – alzo la voce, categorica e meccanica, nella speranza che qualche regoletta detta a una bambina di quattro anni, dunque dalla mente presumibilmente elastica, sia assorbita e le serva per il futuro.
“Ma mamma io le ho dato «il» sciroppo!”
“Paola, è «lo» sciroppo, «lo» sciroppo (rimarcando) come lo studio è «lo» studio non «il»studio, lo scoglio è «lo» scoglio non «il» scoglio, lo studente è «lo» studente non «il» studente”.
E continuerei ancora, se non fosse che Paola mi interrompe bruscamente, dicendomi, più categorica di me:
“Ma mamma io le ho dato «il» sciroppo: adesso non posso darle anche «lo» sciroppo!”

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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