Mani pulite bis / La questione settentrionale

Mani pulite bis / La questione settentrionale
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

Io rubo, tu rubi, egli ruba …; insomma a farla breve e stando alle cronache di questi ultimi decenni, questo sembra essere stato il verbo più coniugato dalla nostra classe dirigente d’ogni ordine e grado. Dagli anni di “Mani pulite” , non si è fatti nessun passo in avanti; anzi, se possibile, la situazione è peggiorata parecchio. Si ruba dappertutto, oggi, soprattutto al Nord; da Siena, a Milano, a Venezia, a Torino, è tutto un magna magna. La cosa è così estesa e diffusa che potrebbe rappresentare una vera e propria nuova “questione”, ovvero “ la questione settentrionale”. Dopo aver studiato sui libri di storia post-unitari per ore e ore la cosiddetta “Questione Meridionale”, vera e propria croce e delizia di studenti di varie generazioni, tocca stavolta ai “polentoni” finire rubricati sotto questo infelice paradigma.  Pare, dalle inchieste di varie procure, che ovunque ci sia un appalto pubblico ci sono imprese pronte a corrompere, tangentisti e mediatori (novelli parassiti) pronti a far da efficacissima cinghia di trasmissione, e schiere di politici, tristi figuri di tempi bui, che proprio non riescono a non intascare bustarelle. Proprio non ce la fanno, è più forte della loro buona educazione e dei tanti catechismi che certamente hanno ricevuto e frequentato in gioventù. Tutta gente già facoltosa, alla quale non manca nulla, eppure tutti contagiati da questo irrefrenabile impulso a rubare. E lo fanno pur sapendo che, tra un’intercettazione e l’altra, non è difficile restare impigliati nella rete ed esser presi; ma tant’è, se nella vita non metti un brivido d’azzardo, che vita è. Pare sia diventato un gioco, un terribile gioco dove sono definitivamente saltati i freni inibitori e i vincoli di una moralità pubblica ormai sempre più inesistente. Detto questo, qualcuno sui “media” si è chiesto, ma chi ruba di più, noi meridionali o i settentrionali? Non cadremo in questa provocazione, solo permettetemi una piccola riflessione sull’argomento. I nostri produttivi connazionali del Nord hanno avuto vita facile in questi ultimi decenni a spernacchiarci come fannulloni e buoni a nulla. Ci hanno descritti come pigri, incapaci di creare imprese e vero lavoro, interessati a tessere trame delinquenziali per sbarcare il lunario, ad esser collusi con mafie e camorre d’ogni tipo, e, per di più, ad avallare una classe dirigente incapace ed efficiente solo nel favorire “gli amici degli amici”. Ora, sembra arrivato il loro momento; quasi a significare che la latitudine in questo non ha alcun effetto e significa ben poco. Semplicemente, carissimi connazionali, vorrei ricordarvi che si ruba dove scorre maggiormente il denaro e che l’anagrafe non c’entra, gli italiani, dalle Alpi alla Sicilia, sono, sotto questo profilo, perfettamente identici. Alla prossima inchiesta…

redazioneIconfronti

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