Manzi, il passo della poesia nell’esistenza quotidiana

Manzi, il passo della poesia nell’esistenza quotidiana
di Ester Andreola

Quattro mesi fa, il 3 aprile, intorno alle undici del mattino, si spegneva Carmine Manzi, poeta e scrittore, dopo una vita dedicata all’arte e alla formazione artistico-culturale delle giovani genereazioni. Ester Andreola, preside e umanista, ricorda di Manzi l’identificazione piena tra l’attività poetica e la vita quotidiana e ne pubblica una poesia inedita, che riportiamo alla fine del pezzo.
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Chi ha avuto la fortuna di conoscere Carmine Manzi e di aver potuto condividere momenti di incontro e riflessione con lui, sa bene che nessun tempo potrà cambiare il dono inestimabile ricevuto, né il forte legame affettivo.
Ma non voglio parlare del poeta ( molti e meglio di me lo hanno fatto e continueranno ), voglio parlare dell’uomo che ha fatto della poesia sangue del suo corpo e della sua anima e del poeta che ha attraversato le diverse linee energetiche e temporali per cogliere con l’occhio interiore suoni, colori e vibrazioni essenziali e profonde della realtà riuscendo a tradurle in PAROLA. La PAROLA, quella alta, quella che nasce dal profondo ed esprime senso e verità.
Il suo essere uomo–poeta rivoluzionario si lega, allora, alla sua costante opposizione al tecnicismo ed al formalismo, perché Egli guarda e vede oltre gli orpelli e le costruzioni mentali e si rivolge alla bellezza che sa cogliere e coglie nella vita, nonostante i dolori, le sconfitte e le delusioni.
Amando, Egli apre al tutto che ci rende vivi e traduce questo amore in versi che danno anima al suo sentire e ne affermano la consapevolezza.
Per questo io l’ho riconosciuto Maestro e continuo a pensarlo presente, ricordando che ha agito “nella poesia della vita” con passo forte e al tempo stesso leggero, come sanno fare pochi ed ha fortemente spinto il suo essere per rendere coerenti pensieri, parole e azioni, contraddicendo un sistema che vede, invece, i più, separare l’idea espressa dall’essere nella vita.
Egli è stato ed è uomo- poeta proprio per la sua costante ricerca del vero, della verità interiore che ci rende liberi e che appare presenza impalpabile. se non si vibra sulla stessa onda.
È per questo che nel nostro dire le parole hanno rappresentato lo strumento, ma non l’essenza della comunicazione e le sue poesie il riflesso non solo del suo ma anche del mio mondo interiore.
Dolci, delicate, struggenti, nostalgiche, appassionate, solari, le sue poesie.
Qualunque fosse il Suo intento, Egli ha saputo sublimare la realtà inserendola in una visione di elevazione del quotidiano, offrendo al suo lettore uno sguardo altro, alla corrente interpretazione della vita.
Viene, per questo, naturale pensare che Carmine Manzi è presente coi suoi scritti, ma soprattutto con la POESIA che lo identifica e che lancia orizzonti di possibilità a chi ancora si dibatte e fa domande sul senso stesso dell’esistere nel mondo.
Perché la poesia è dono, acqua incontaminata ricca di tutte le nostre memorie.
Bere alla Fonte, alla nostra natura incontaminata, è, quindi. necessario per un nuovo futuro dell’umanità.
E le poesie di Carmine Manzi sono scintille di luce disponibili ad essere colte; spetta a ciascuno di noi approfondirle, assorbirle, reinterpretarle per farne strumento consapevole di crescita personale.
Per questo apro uno dei cassetti della libreria e tiro fuori una busta da lettera, tra le altre che conservo gelosamente. Una a caso, perché nulla è a caso e la riporto interamente così come è stata scritta.
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Dove è sempre primavera
di Carmine Manzi

Ti voglio parlare ma non qui
dove urla tra le foglie il vento
ed il cielo oscuro è da tempesta.
Ho paura dell’inverno
E mi fanno tanta pena
gli alberi infreddoliti e spogli,
i giardini abbandonati
le nuvole che si rincorrono nell’aria.
Ed i ruscelli ricolmi d’acque amare
sono stanchi ed addormentati.

Ti voglio parlare ma non qui
dove tutto è silenzio
e dove tutto è spento
i passeri scendono a cercare in terra
qualche chicco rimasto tra le morte foglie.
Se corri a farmi compagnia
ci fermeremo tutt’e due
in un posto che conosco soltanto io
dove è sempre primavera
anche quando non c’è il sole.
L’ho costruito questo nido da solo
piano piano, giorno dopo giorno
ma ci è voluta intera tutta la mia vita
perché non è facile fare un mondo di sogno
dove è azzurro sempre il cielo
e ci sono fiori e viole per sentieri,
la luna che prende il posto
e risplende non appena tramonta il sole.

Vieni, perché ti voglio parlare,
ti dirò le cose che non t’ho mai detto
tutto quello che tu ancora non sai
ma vieni presto, non farmi aspettare.

redazioneIconfronti

Un pensiero su “Manzi, il passo della poesia nell’esistenza quotidiana

  1. Ho avuto il piacere, in questi ultimi anni, di leggere le poesie di Carmine Manzi in più di un’occasione e non posso che concordare con la bella testiminianza di Ester: Manzi è stato un maestro autentico della Parola. Una poesia, la sua, apparentemente semplice; in realtà, i suoi versi riproducevano il ritmo lento ma necessario delle cose autentiche. Un mondo lontano recuperato attraverso una luce e un candore fuori dal tempo opaco delll’oggi; sentimenti di un galant’uomo che mal si conciliavano, ormai, con un mondo sempre più cinico e indifferente. Come interprete e lettore ho affrontato centinaia di poeti, Manzi è sempre riuscito a colpirmi profondamente.
    Pasquale De Cristofaro

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