Mara ed Edmondo, super-sfida nelle retrovie berlusconiane

Mara ed Edmondo, super-sfida nelle retrovie berlusconiane
Il corsivista

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È davvero un peccato che in quel che resta della democrazia dell’alternanza, ormai assediata a livello nazionale dalla incombente realtà terzo polista e anti-sistema del grillismo (oltre la quarta gamba di un montismo un po’ vanesio e ultra elitario), Salerno offra soltanto ceneri e stracci a futura memoria del berlusconismo. Una politica strutturata su due valori sostanzialmente impolitici – l’assenza permanente dai luoghi e dalla gente di Mara Carfagna, icona sospesa a mezz’aria nel cielo vuoto delle testimonianze costruite e perciò inutili, e l’aggressività bieca di Edmondo Cirielli, a capo di una falange d’occupazione di enti, società e consorzi – non poteva sortire risultato meno desolante.
Senza le idee, in campo restano muscoli e artigli da arena, le parole cedono alle urla, i gesti alle baruffe. Se Berlusconi voleva dar vita all’antitesi perfetta di quell’improbabile, celebrato moderatismo italico (“improbabile”, ovviamente, perché affidato alle sue pericolose cure) non poteva individuare simboli più adeguati di quelli del confronto bellico salernitano: una “Venere” programmata a tavolino, come un computer, per un’attività politica che dovrebbe scaturire invece perlomeno da attitudini specifiche e inclinazioni naturali (e forse da qualche vissuto spontaneo) e un carabiniere chiuso nella corazza d’ordinanza, impermeabile al sentire altrui, torvo, incline a sfide pugnaci per aggiudicarsi poltrone. Si dà il caso che queste ultime non abbiano pagato. L’insofferenza civica era d’altra parte già evidente, ancorché sommersa, quando furono varate, qualche anno fa, le manovre d’accerchiamento cirielliano: i duemila voti conquistati dai Fratelli d’Italia dell’ufficiale-deputato a Salerno città, in queste ultime assatanate elezioni, in costanza di controllo dell’Asl, dell’ospedale, dell’aeroporto e di altre decine di enti nei quali è polverizzato l’apparente potere della post-modernità salernitana, la dicono tutta su quanto poco valga una politica intesa con tali schematiche (ed arcaiche) modalità. Ovviamente, la signora Carfagna non poteva stare a guardare e, come “giustamente” accade tra capitribù confinanti, ha liquidato il collega con la identica moneta con la quale è stata duramente ripagata nel corso degli ultimi anni. Ritiro dei consiglieri del Pdl alla Provincia e nei grandi comuni, dove i Fratelli d’Italia hanno sindaci e vantavano maggioranze. La manovra della parlamentare non fa una grinza, nella logica – però – di una dialettica rude e spietata. Purtroppo per lei, la crisi ha caricato di verità e di puntigli fondamentalisti, anche e soprattutto nel nostro Mezzogiorno, l’insofferenza e le richieste voraci dei cittadini. Ci si domanda da più parti se abbia ancora senso mutuare dalle società di confine le modalità del confronto politico. Troppe differenze non si notano: si occupa, si scalza, si subentra, si domina. Non si dialoga mai. Sono tutte metafore di potere, quelle sottese tra l’occupazione e il dominio, che travestono l’eliminazione fisica dell’avversario-compagno o del collega-nemico. La civiltà sommersa, soprattutto nei territori ad alta densità criminale, fa così, si comporta cioè allo stesso modo ed è davvero indegno che tutto ciò accada in politica. Se è intollerabile, infatti, che la sinistra viva male la contemporaneità per una questione liberale non sufficientemente affrontata, tale gap è paradossale che riguardi la destra che di storia e vissuti liberali dovrebbe intendersi un po’ di più. Carfagna e Cirielli potrebbero essere, come certamente saranno, incidenti della storia, ma occorre che il popolo moderato si ribelli ed assuma senza indugio la guida di un movimento teso al recupero della credibilità politica del loro territorio. La cultura liberale ha bisogno di testimoni ed interpreti credibili e intellettualmente autonomi, soprattutto nella terra di Giovanni Amendola e di Salvatore Valitutti, che vorrebbero un po’ di pace nelle loro libere memorie violate.

redazioneIconfronti

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