Maratona di Palermo, 46enne muore di infarto a metà gara

Maratona di Palermo, 46enne muore di infarto a metà gara

Un podista di 46 anni è morto ieri, stroncato da un infarto, sul percorso della Maratona internazionale di Palermo. Vincenzo Mutoli, barbiere del quartiere Oreto, pettorina numero 1033, si è accasciato a metà percorso ed è morto nel corso della maratona nel centro cittadino. L’uomo correva da un paio di anni per un’associazione sportiva dilettantistica. Mutoli è stato portato d’urgenza all’Ospedale Villa Sofia dove è arrivato privo di vita. La gara non è stata sospesa, ma è stato deciso di sospendere le premiazioni.
La Procura ha aperto un’inchiesta sull’episodio e le indagini saranno delegate alla polizia giudiziaria. L’obiettivo è capire se il servizio di soccorso era stato predisposto adeguatamente e nel rispetto delle norme.
Polemiche sull’episodio tra Comune, 118 e organizzatori della gara per un black-out nella comunicazione dello svolgimento della manifestazione.
Gaetano Marchese, direttore della centrale operativa «Sues 118» che controlla Palermo e Trapani avrebbe affermato di non essere stato avvisato della manifestazione. Gli organizzatori avevano delegato strutture sanitarie private. Il procuratore aggiunto Maurizio Scalia ha aperto quindi un fascicolo d’indagine.
“È una vicenda gravissima, senza voler fare polemica con nessuno, però sta di fatto che da nessun ente, compreso il Comune, abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale del piano traffico legato alla manifestazione. Sull’ambulanza dell’organizzazione non c’era il medico e siamo stati chiamati per rianimare l’atleta che era ancora vivo ed era stato trasportato alla postazione medica al Giardino Inglese. Abbiamo impiegato sette minuti in strada, perché siamo stati bloccati dalle forze dell’ordine e dagli organizzatori sul percorso di gara, quando bastava la metà del tempo”, ha detto Gaetano Marchese, responsabile della centrale del 118. “Il medico dell’organizzazione – dicono dallo staff della Maratona – al Giardino Inglese è intervenuto subito col defibrillatore. Poi Mutoli è stato seguito dal rianimatore del 118”.
“Il Comune non ha alcuna responsabilità nell’organizzazione della manifestazione – ribatte il sindaco Leoluca Orlando, che ha preso parte alla gara con la pettorina numero 18 – e per quanto mi è stato riferito lungo il percorso erano stati installati decine di defibrillatori, affidati a personale esperto e qualificato”. “L’intervento dell’ambulanza del 118, così come testimoniano i dati della centrale operativa che ha sede all’Ospedale Civico, è stato tempestivo e assolutamente in linea con gli standard della normativa vigente”, dice il commissario straordinario dell’Arnas Civico, Carmelo Pullara, secondo il quale “con molta probabilità la concitazione conseguente al decesso dell’uomo ha determinato una non puntuale e chiara  rappresentazione dei fatti che, ripercorsi con serenità, non lasciano intravedere alcuna responsabilità”.
Intanto dal Coni e dai medici della Federazione sportiva italiana arriva uno spunto di riflessione: “È opportuno un maggior rigore sugli aspetti sanitari per chi ha superato i 35 anni”.

Barruggi

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