Marco ai bordi dell’antiletteratura

Marco ai bordi dell’antiletteratura

Dopodomani, mercoledì 6 aprile, presso la Sala Pasolini di Salerno, ore 18,30, presentazione dell’antologia poetica “LA PASSIONE PRIMA DEL GELO. POESIE 1985-2008” di Marco Amendolara (Edizioni La Vita Felice, Milano): ne parlano Alfonso Amendola, Gemma Criscuoli, Andrea Manzi e Stefano Pignataro. Saluti di premessa dell’assessore Ermanno Guerra e del vice presidente dell’Associazione “Marco Amendolara” Olga Chieffi. Letture di Antonella Valitutti.
In omaggio a Marco Amendolara, e per gentile concessione di Alfonso Amendola, pubblichiamo un prezioso scritto inedito della poetessa e filosofa Rubina Giorgi, redatto in occasione dell’inaugurazione del fondo libraio “Marco Amendolara” il 7 giugno 2013, negli spazi del Centro di Documentazione Politiche del Lavoro e del Mezzogiorno”, ex Convento San Lorenzo via De’ Renzi di Salerno. All’incontro presieduto dalla scrittrice Barbara Alberti, Rubina Giorgi volle partecipare con questa lettera dedicata all’amico poeta, mai pubblicata prima d’ora.

di Rubina Giorgi
La copertina dell'antologia
La copertina dell’antologia

Leggo, o meglio cerco, nelle pagine di Marco. Quelle su poeti e letterati del Novecento – come Montale, Buzzati, o Zavattini, o Morante, o Pasolini, Testori, Masini e molti altri amicalmente curati – mostrano spesso il suo migrare dal centro o cuore universalmente riconosciuto di un’opera d’artista ad aspetti laterali, spesso anche nascosti, come quando si tratti di uno scrittore che sia anche disegnatore o pittore. Un segno della predilezione di Marco per la scoperta di indizi, della cifra riposta che introduce a tutte le dimensioni di un autore. Chi guarda solo al centro non scopre una poliedrica figura visitata – dice Marco – da più Muse.

E però, se avesse con noi atteso un poco, anche lui avrebbe assistito alla dissoluzione del centro, dei centri. Cosa dire per esempio degli autori citati sopra, del posto che spetta loro ad oggi nella nostra attenzione (intendo un’attenzione non fredda, non rigida ma affettuosa, curiosa come è stata quella di Marco)? Ora tutto forse diviene lateralità, produzione ancorché ottima precaria. Chi sa cosa direbbe Marco della mia impressione che quegli autori stiano come in bilico, indecisi, in collocazioni quasi dantesche oscillanti tra il Limbo dei poeti o “spiriti magni” e la “valletta amena” del Purgatorio abitata anch’essa da qualche poeta, nella quale appunto agli spiriti “loco certo non è posto” (VII v.40). Condanna ben nota a una vagatio e capriccio delle sorti…, che confina tuttavia con una facies positiva.

Il poeta Marco Amendolara
Il poeta Marco Amendolara

Un’ansietà può nascerne a tutta prima, negli autori stessi come nei loro critici e fruitori, ma poi la perdita di centro può svelarsi scoperta di una ricca creativa lateralità: è forse il passaggio che Marco stesso asseconderebbe o ha già assecondato. Fatto è che si riduce o ricopre lo splendore (o luccichìo) umano del centro o dei centri e cresce, in correlazione, la gamma emotiva e cognitiva dei lati e degli angoli e degli spigoli e pieghe – pungenti, ferenti o insieme dolci. Forse i nomi degli autori saranno soppiantati dai nomi delle emozioni e di nuove passioni. L’eccentrico – dice Marco – è chi viaggia oltre il suo nome (Maniaddosso, 12). D’altronde i lati demarcano il limitare tra un interno e un esterno, guardano verso due parti. Invitano a varcare confini. Se un artista è poeta e anche pittore sarà potenzialmente capace di teatro o pure di musica. Se un filosofo è mistico sarà pure capace di poesia. L’uomo composito della lateralità prima o poi attrarrà irresistibilmente l’uomo intero: l’uomo dei primordi di scienza e conoscenza, di timore e stupore. Marco, in tutti i suoi scritti ma in quelli più riflessivi con più evidenza, ha cercato, ha posto i suoi occhi e le sue mani su nuovi desiderabili timori e stupori di sensibilità e d’intelletto. Con un pudore fasciato d‘ironia e di sfuggente dandismo.
E ciò che sfugge elegge, come si voleva, e continuerà a eleggere la lateralità, che al limite può sfiorare l’antiletteratura.
Un esempio?
“Se sarai stato cosciente di una scrittura antiletteraria, che scommetta su stelle, respiri, fuochi, alibi, sarai già salvo, come narratore” (Taverne e fantasmi, 9).
Un altro esempio ironico:
“Intuizione è la sapienza di tutti gli esseri viventi, chiamata intuizione per nobilitarla e segnare un punto a favore della stirpe dell’homo sapiens sapiens” (Vascelli…16).

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La biografia del poeta

Marco Amendolara
Marco Amendolara

Marco Amendolara nasce a Salerno nel 1968. Poeta, saggista, traduttore (da Lucrezio, Catullo, Virgilio, Orazio, Tibullo, Properzio, Ovidio, Persio, Lucano, Stazio, Ausonio, Apuleio). Laureato in Lettere moderne e in filosofia, ha svolto un’intensa attività pubblicistica, collaborando a vari periodici e quotidiani, tra i quali «Il giornale d’Italia», «Il Mattino», «Caffè Michelangiolo», «L’area di Broca». Ha pubblicato i saggi La musa meccanica (Pellicanolibri, Roma, 1984; nuova edizione ivi, 1994); Indagine su Oscar Wilde (Ripostes, Salerno 1994); Taverne e fantasmi (Edizioni dell’Oleandro, Roma, 1996); Apparizioni a mezzogiorno (Tesauro e la Fabbrica Felice, Cetara 2001); Tinture disumane (Tesauro e la Fabbrica Felice, Cetara 2001); Doppio magma. Arte e scrittura in Soffici, Savinio, De Pisis, Cremona (Tesauro e la Fabbrica Felice, Cetara 2002); Parole variopinte (Tesauro e la Fabbrica Felice, Cetara 2004); La tentazione poliedrica (postumo, Edizioni L’Arca Felice, Salerno 2010); le raccolte di prose e aforismi Mani addosso (Marocchino blu, Lucca 2001) e Vascelli, tatuaggi, selve e saette (Marocchino blu, Lucca 2002); i libri di poesia Rimmel (edizioni Extravagantes, Ravello 1986), Seymour (Altri Termini, Napoli 1989), Stelle e devianze (La Fabbrica Felice, Cetara 1993), Epigrammi (Nuova Frontiera, Salerno 2006), La passione prima del gelo (auto-antologia di poesie e traduzioni, Ripostes e Marocchino blu, Salerno-Lucca 2007), L’amore alle porte (Plectica e Bishop, Salerno-Giffoni Sei Casali, 2007). Il libro Catulliane e altre versioni (Tesauro e La Fabbrica Felice, Cetara 2002) raccoglie il suo lavoro di traduttore della poesia latina. Ha curato, inoltre, volumi su Lewis Carroll, Contessa Lara, Remigio Zena, Giovanni Camerana, Georges Simenon. Muore di sua volontà a Salerno, il 16 luglio 2008, a 39 anni.

redazioneIconfronti

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