Mar. Lug 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Maria, la promessa mantenuta nella speranza dell’attesa

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L'Immacolata, splendido esempio di una madre che rinvigorisce giorno per giorno la sua fede
di Luigi Rossi

Salvezza: è un bisogno che diventa ogni giorno più evidente ed impellente, davanti a tante situazioni che ci fanno sperimentare una umanità umiliata, violenta perché violata, affamata e, quindi, ribelle. Ma, se Dio è buono e il creato armonioso, perché allora il male. Dopo tante esperienze e tanto patire dobbiamo riconoscere che esso esiste nel cuore dell’uomo. La Bibbia attribuisce questa radice negativa al desiderio di mettersi al posto di Dio, sensazione che oggi è possibile avvertire e che può dare le vertigini per i grandi progressi tecnici, al punto da non farci accettare più limiti.

Intanto, noi, piccole anime di confine, viviamo una condizione d’incertezza; tanti dubbi inducono a ricercare antidoti alla disperazione, ricerca che può dare esiti positivi se c’impegniamo a guardare oltre il contingente. Allora certamente riusciremo a vedere e cogliere il sottile filo di luce che passa oltre la porta che delimita la nostra esistenza ed impedisce di vedere nel giardino dell’Eden. In questo pellegrinaggio, artisti e profeti sono i compagni migliori perché custodi ed annunciatori della bellezza nel mondo. È l’esperienza che possiamo fare l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, apprendendo che dimensione essenziale della nostra fede non è il rapporto che intercorre tra intelletto e verità, ma il legame vitale e coinvolgente che si può cogliere tra persone. Infatti, nella vita di Maria noi non riscontriamo l’impegno per una costante riflessione teologica, ma la discreta e continua adesione del suo cuore alla volontà di Dio.

Cristo ci ha liberati dalla radice maligna del male, ma spetta a noi approfittarne e Maria è stata preventivamente salvata perché la premura di Dio per questa liberazione aveva intenzione di darcene una caparra, presentandoci, in Lei, il primo frutto della redenzione; così, quella dell’Immacolata è la festa della generosità di Dio e, per noi, della possibilità di salvezza. Anche Maria ha vissuto il suo avvento: aprendosi a Gesù che viene, dicendo sì a Dio e abbandonandosi al suo volere. In Lei l’Avvento, tempo di speranza, diventa salvezza realizzata. Nel vivere la sua fede come relazione tra persone, ha fatto combaciare la sua vita con quella di Dio, realizzando il rapporto più umano, ma anche il più sublime, di cui è capace un individuo, quello tra mamma e bambino.

Maria, splendido esempio di come una madre in attesa contempla il mondo interiore, ha rinvigorito la sua fede imparando a rivolgersi a Dio chiamandolo, per prima nella storia, Figlio: Lei, figlia del suo Figlio. E così, attraverso Maria, anche noi possiamo chiamare Gesù Figlio di Dio, per cui Ella diventa madre di fede per l’umanità. L’8 dicembre, allora, è una solennità che ci coinvolge personalmente, perché, attraverso Maria, Dio conferma il suo sguardo amorevole sulla povera storia umana, aiutandoci a distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile.

Anche noi godiamo del saluto a Maria nella domesticità di Nazareth. Ella è piena di grazie perché il Signore è con Lei, con una presenza costante, compagnia che conferisce vigore, forza che rende vincitori generando la vita, perché consente di far innestare la natura umana nella santità di Dio. Perciò non poteva che essere Immacolata fin dal primo momento: il Signore è stato sempre con Lei in una comunione di vita senza ombra di peccato, mai soggetta a separazione, mai precipitata nella distanza di un abbandono. Dio ha scelto, così, di preparare nella comunione di vita la persona che doveva essere la Madre di Gesù in uno straordinario contesto di avvincente semplicità, di umiltà regale, di doviziosa povertà, di autenticità di vita testimoniata e condivisa con la gente del villaggio in un continuo primato del dono.

È il dono di Gesù: unica speranza in ogni cammino e dimensione storica, possibile grazie al dono di Maria, l’Immacolata. Così, nel realismo di una storia di peccati, cominciata con i nostri progenitori ed intensificatasi per la pretesa dei discendenti di continuare a definire autonomamente dove si trova il vero, il bene, l’utile e il dilettevole in una progressiva e drammatica autoreferenzialità che distorce i rapporti e rovina l’esperienza dell’amore, Dio non abbandona l’umanità al suo destino, ma vi entra grazie alla maternità della donna che schiaccia il capo al nemico dell’uomo, sconfiggendo ogni malvagità per divenire parte integrante del progetto salvifico; perciò Maria, madre della fiducia, è anche continua speranza per il mondo.

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