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Matrone come Cutolo, arrestato nelle campagne del Sele

Matrone come Cutolo, arrestato nelle campagne del Sele

Sono passati 33 anni da quando in un casolare in località Bosco, tra i campi di Albanella in provincia di Salerno, il 15 maggio del 1979 i carabinieri, anche allora quasi cento, arrestarono Raffaele Cutolo, indiscusso e temuto capo della Nuova Camorra Organizzata, il quale, in quel rudere di grezza costruzione trasformato in un autentico bunker, aveva trovato adeguato rifugio da latitante. Dopo tanto tempo, Francesco Matrone (foto), boss inserito tra i 9 latitanti più pericolosi del Paese si nascondeva proprio in quelle stesse campagne, la zona del Sele, tra il Comune di Battipaglia e Montecorvino Rovella. Questa mattina, infatti, i Carabinieri del comando provinciale di Salerno hanno arrestato il superlatitante, colpito da due ergastoli per duplice omicidio.  Occhiali da vista, t-shirt bianca, cappellino di colore verde, pantaloni tipo militare di colore grigio, aspetto trasandato, Matrone è stato arrestato questa mattina: 65 anni, originario di Scafati (Salerno) e ricercato dal 2007 per omicidio e altri reati, ha due ergastoli sulle spalle. E’ stato bloccato dai carabinieri del Ros e dai colleghi del comando provinciale di Salerno in una casa rurale di Acerno (Salerno), località dei monti Picentini tra Battipaglia e Montecorvino Rovella. L’abitazione era immersa nella vegetazione. Assieme a lui in casa in quel momento c’era la moglie. Il blitz dei carabinieri è stato fulmineo, ed ha sorpreso il latitante che non ha avuto neanche il tempo di pensare ad una reazione, lasciandosi così ammanettare. Per l’arresto sono stati impiegati oltre cento carabinieri ancora impegnati in zona per risalire a quanti hanno coperto la latitanza. Di Matrone, soprannominato “la belva”, si erano perse le tracce nel 2007, quando i giudici del tribunale di Nocera Inferiore chiesero il suo arresto per l’omicidio di Salvatore Squillante, avvenuto il 23 marzo del 1980 a Sarno in un agguato di camorra. La condanna all’ergastolo fu confermata dalla Corte d’appello del tribunale di Salerno nel 2009, ma Matrone, ritenuto il mandante di quella atroce esecuzione, aveva già preso il largo. Già in quegli anni il suo nome figurava nell’elenco dei trenta ricercati più pericolosi. Ancora sono in corso numerose perquisizioni nell’area compresa tra i comuni di Battipaglia e Montecorvino Rovella, che proseguiranno nel pomeriggio e quasi certamente anche nella notte. Da quanto si è appreso alla cattura hanno partecipato circa cento carabinieri – anche 33 anni fa per la cattura di Cutolo nelle stesse campagne ci fu un tale dispiegamento di forze – coadiuvati da un elicottero del 7 nucleo di Pontecagnano e da unità cinofile. I particolari della cattura saranno illustrati soltanto domani mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede del comando provinciale di Salerno alla quale prenderanno parte il procuratore della Repubblica Franco Roberti che ha coordinato le attività investigative, i comandanti della Legione Carabinieri Campania, generale Carmine Adinolfi, del Ros, il generale Mario Parente, e del comando provinciale di Salerno, il colonnello Fabrizio Parrulli. Al momento c’è stretto riserbo sui possibili sviluppi che, non è escluso, potrebbero portare ad altri provvedimenti restrittivi. Il generale Adinolfi non appena appresa la notizia dell’importante operazione si è recato a Salerno nella caserma del Comando provinciale per esprimere il suo più vivo compiacimento.
Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha inviato un messaggio al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per congratularsi della brillante operazione, che ha portato alla cattura del superlatitante Francesco Matrone. «E’ un’operazione di grande importanza – ha sottolineato il ministro Cancellieri in una nota – perchè rappresenta un’altra affermazione dello Stato contro la camorra, grazie ad un successo investigativo di alto livello conseguito con il prezioso lavoro delle Forze dell’ordine e della Magistratura».

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