Mazza e panella

Mazza e panella
di Nicoletta Tancredi

CIUCCIO-1I bambini non si picchiano!
Con loro basta parlare. L’ho sempre pensata così. Da ragazza e da mamma.
E col tempo me ne sono convinta sempre di più.
Ho letto e straletto Montessori e i suoi studi sulla mente del bambino.
Ho visto e stravisto puntate di “Sos Tata”.
Ho pensato, ponderato, ragionato ed esaminato tutte le strategie possibili da attuare per disinnescare l’arma dei fanciulli: il capriccio.
E sono ben felice del mio operato, quando i risultati sono uno strabiliante successo. Quando vedi, ad esempio, che le bambine, dapprima urlanti e strepitanti, d’un tratto, come d’incanto, con poche ed efficaci parole, si placano, tornando ad essere le dolcezze di sempre.
Detto questo, un buffettone quando ci vuole, ci vuole!
Una botta sul culetto. Lasciata lì, poco più incisiva di una carezza. Di tanto in tanto, non sempre. Emblematica! A futura memoria. Imperitura memoria.
Che vuoi che sia rispetto alle generazioni cresciute col battipanni? Che poi mica sono venute su tanto male?
Qui parliamo di un semplice colpetto sulla natica, destra o sinistra non fa differenza.
Come sigillo del patto di non belligeranza tra genitore e figlio.
In altre parole del patto “io, genitore, comando e tu, figlio, mi obbedisci!”
E così è stato per Camilla oggi.
Giornata in cui si è giocata l’intera stagione balneare, per un capriccio, durato oltre un’ora.
Un pianto ininterrotto.
Dalle docce alla cabina, contorcendosi a terra, sempre piangendo, mentre la rivestivo, fino alla sala dello stabilimento, sempre in lacrime, senza mai abbassare l’intensità dell’urlo, e così fino a casa, attraversando la strada, facendosi trascinare, come se a portarla per mano non fossi io, la mamma, ma una ladra di bambini.
O che so la strega di Hansel e Gretel, la matrigna di Cenerentola, il terribile Mangiafuoco.
E così Camilla si è meritata una bella botta sul culetto. Non sarebbe d’accordo Montessori né tata Lucia e neppure Mary Poppins.
Ma io sì.
Anche se ora un dubbio ce l’ho.
A crisi superata, di sera, sul divano, guardando la tv, ho chiesto a Camilla:
– Camilla, oggi hai fatto i capricci?
– Sì!
– E mamma ti ha dato le botte?
– Sì!
– E dove?
E ha sollevato la gamba, toccandosi la natica destra.
– E mamma ha fatto bene?
– Sì!
Fantastico! La bambina è fortemente consapevole della giustizia del provvedimento preso nei suoi confronti.
– Perché tu facevi la monella? – chiedo con tono tenero, volendo estorcerle confessione piena.
– Sì tanto monella – abbassando lo sguardo in segno di mortificazione.
– Ora hai imparato – le sussurro soddisfatta.
– Sì!
– E farai più i capricci? – chiedo retorica.
– Sì – mi fa lei, sorridendo dietro al ciuccio.
A capo chino.

Piccole ed (in)confutabili verità di Mummybook

Damocle

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