Mazzarri a ruota libera: non ho sbagliato, deciderò se restare

Due nottate ed un giorno di relax trascorso con pochi, fidatissimi amici non erano riusciti a fargli sbollire la rabbia, la delusione, l’amarezza. Il resto lo ha fatto stamani la lettura dei giornali, che non gli risparmiano critiche per la gestione della partita di Torino e per la questione dell’anno sabbatico che a molti non è andata giù. A questo punto il guerriero Mazzarri (foto) ha preso il sopravvento dentro di lui ed il tecnico ha deciso di intervenire in diretta su Radio Marte, l’emittente di riferimento della Società. L’esordio è bruciante: «Voglio che i tifosi sentano quel che penso direttamente da me, senza intermediazioni che modificano il senso di quello che dico». A seguire, venti minuti di diretta tutti d’un fiato nei quali Mazzarri difende a raffica se stesso, le sue scelte, i suoi giocatori e parla del futuro. Il primo punto da chiarire è proprio il ventilato anno sabbatico. «Quest’estate – dice Mazzarri – ho fatto una scelta: per la prima volta, dopo 12 anni, voglio andare in scadenza contrattuale. E’ una valutazione mia e per una serie di motivi voglio fare così. Darò l’anima più di sempre fino alla fine dell’anno e alla fine vedrò cosa mi sentirò di fare». «Ho fatto questa scelta in tempi non sospetti – aggiunge il tecnico – e non c’entrano i risultati. Mi è stato chiesto: che farà a fine anno? Ho risposto: potrei stare anche fermo, ma ora non so lo neanche io. Quando lo ha detto Guardiola non c’è stata nessuna polemica, nessuna malevola interpretazione…». «Stamattina – continua Mazzarri – ho letto che addirittura per stanchezza non mi sarei presentato all’allenamento di ieri. I tifosi hanno diritto di sapere. Dopo la gara di Torino con il mio staff si è deciso di dare un giorno libero a tutti. Però alcuni giocatori esclusi nella partita con la Juve hanno chiesto di allenarsi. Ho detto: ok, bravi. E si sono allenati. Qualcuno, come Hamsik è perfino andato a far loro compagnia. E’ stata una cosa bellissima. Tutto qua. Nessuna polemica, nessuna assenza, nessuna dietrologia». Mazzarri torna con vigore anche sulla partita. «Per valutare la gara persa a Torino guardiamo i numeri: il Napoli nel primo tempo ha avuto il possesso palla per il 52 per cento e nella ripresa per il 56. Questo significa che, sul piano del gioco, ha comandato la partita sul campo della squadra più forte d’Italia e d’Europa. Questi dati sono confortanti e mi soddisfano del tutto». Poi respinge a muso duro le critiche che gli sono piovute addosso per non aver effettuato cambi. «Un allenatore – dice – si basa sulla logica e su quello che vede in quel momento. Fino al gol della Juventus avevamo noi in mano le redini del gioco ed aspettavamo l’episodio giusto per vincere la gara. Cambiare qualcosa poteva essere solo un rischio per noi». Infine chiarisce che la sua idea di turnover in Europa League rimane valida e ne spiega i motivi. «Abbiamo due giocatori per ogni ruolo. Se in Coppa non faccio giocare Fernandez, Mesto, Dossena, Donadel, Dzmaili, Aronica, Vargas come potrò fare per sapere se sono pronti a subentrare in campionato? Oppure dobbiamo avere una rosa di 22 giocatori per farne marcire la metà in tribuna? Quanto ad Insigne, che tutti vogliono sempre in campo, faccio notare che è quello ha partecipato a tutte le partite di campionato ed ha giocato sempre in Europa League».

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