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Mazzarri dopo Pechino voleva mollare tutto

Mazzarri dopo Pechino voleva mollare tutto

Nessuna lezione di sportività da chi reclama «30 scudetti anche se le regole e le sentenze gliene attribuiscono 28». Ha atteso una settimana esatta. Ma non ha dimenticato e nella conferenza stampa che precede l’amichevole di domani al San Paolo contro l’Olympiacos, Walter Mazzarri (foto) ha detto la sua verità sulla Supercoppa di Pechino, rispondendo punto su punto alle accuse che sono state mosse al suo Napoli. «In Cina siamo stati cornuti e mazziati», ha esordito Mazzarri che ha confessato di aver pensato «anche alle dimissioni» nel dopogara cinese. E’ un Walter Mazzarri deciso a togliersi più di un sassolino dalle scarpe quello che in conferenza stampa torna sulla partita di Pechino persa contro la Juventus. «Non abbiamo partecipato alla premiazione per mettere in evidenza ciò che abbiamo subito in campo e per porre attenzione su quella partita. Siamo indignati, ho pensato anche di dimettermi. Mi sono arrivati messaggi da persone autorevoli che mi dicevano di dire al presidente di ritirare la squadra». Ai dirigenti della Juventus «dico di stare zitti – ha aggiunto – perchè i danneggiati siamo solo noi». Il tecnico azzurro non ha gradito neanche le parole pronunciate negli ultimi giorni dalla sponda bianconera, a cominciare da Carrera che aveva parlato di “caccia all’uomo” da parte dei giocatori azzurri, fino a John Elkann che aveva accusato il Napoli di scarso spirito olimpico. «Ma da che pulpito arriva la predica. Avrei voluto vedere se i nostri avversari avessero subito i nostri torti se adesso parlerebbero in questo modo. E’ stata una direzione di gara iniqua per applicazioni delle regole. Ma la nostra protesta non è contro la Juve, ma contro chi dovrebbe essere super partes. Pensate che a Ferragosto ho incontrato degli juventini che mi hanno chiesto scusa e mi hanno detto: ‘mister non ci è piaciuto vincerla così la Coppa’. Questo mi ha dato più forza per lottare affinché non si verifichino più queste cose e che qualcosa possa cambiare». Secondo Mazzarri tutta la gestione della partita, da parte degli arbitri, è stata contro il suo Napoli: «Gli arbitri ci hanno predicato tolleranza zero e noi in campo siamo stati corretti. Ma cosa dobbiamo dire quando Behrami subisce un rigore più netto di quello della Juve, quando ci ammoniscono mezza difesa con la partita iniziata da poco e che alla fine un guardalinee fa espellere Pandev che era lontano da lui 20 metri. Ma ci sono tanti episodi che potrei citare perchè la partita l’ho rivista attentamente. E anche alla luce di ciò dico che non presentarsi alla premiazione è stata la cosa migliore anche per far sì che non ci fossero strascichi di polemiche in campo. Sono stati usati due pesi e due misure. I direttori di gara devono stare più attenti, in una gara i giocatori sono tutti uguali ed invece l’arbitraggio è stato iniquo nei confronti del Napoli». L’allenatore del Napoli spiega che il suo obiettivo «è far sì che ciò che è accaduto a Pechino venga posto all’attenzione di tutti per guardare al futuro nel modo più giusto. Se sono qui a parlare è perché sono più carico di prima e voglio vincere nel modo giusto. Intanto, viste le squalifiche (Pandev, Zuniga, Dossena e lo stesso Mazzarri, ndr), da Pechino usciamo cornuti e mazziati. Oltre al danno della partita abbiamo subito la beffa del referto arbitrale. Ma non mi piango addosso, anzi guardo avanti con più forza perchè abbiamo una squadra che può fare un campionato importante. A Palermo metterò in campo uomini che sapranno essere all’altezza. Mi è piaciuto cosa ha detto Hamsik ieri, abbiamo una rosa ampia e ce la giocheremo per vincere». E allora meglio pensare alla sfida contro i rosanero che domenica 26 aprirà il campionato del Napoli. «Ho già in mente una possibile formazione e molto che giocheranno domani con l’Olympiacos partiranno titolari a Palermo. In attacco potrebbero esserci Insigne e Cavani che non hanno mai giocato insieme, ma questo non mi preoccupa perchè Lorenzo ha fatto tutto il precampionato benissimo con noi ed ha appreso i meccanismi. Cavani – continua Mazzarri – lo conosciamo, gli basta un allenamento per essere a posto. Abbiamo fatto tutta la preparazione per poter essere al top alla prima giornata e sono fiducioso per il futuro. Guardo avanti con più forza e fiducia di prima…». E per questo fosse per lui si terrebbe stretto Walter Gargano, mentre non sembra opporsi al prestito di Vargas. Walter Mazzarri ha parlato anche delle voci di mercato a cominciare dalla possibile partenza di Gargano: «Se sta bene per me gioca, come sempre – ha detto Mazzarri – per tutto il resto dovete chiedere alla società. Io con lui ho un buon rapporto, sto iniziando il quarto anno con lui e l’ho fatto giocare tantissimo». Ieri c’è stato poi lo sfogo di Vargas («se non gioco voglio andare in prestito», ha detto il cileno) e in più il Napoli sembra vicinissimo all’acquisto del difensore brasiliano Bruno Uvini, altro giovane da formare. «Non è che io non sposo la linea verde – spiega Mazzarri – ma bisogna essere chiari. E’ difficile vincere coi ragazzini che devi far crescere. Noi l’abbiamo anche fatto perchè Cavani quando è arrivato da noi era un giovane bravo e qui si è consacrato. Ma con i giovani Lavezzi e Hamsik nei primi anni il Napoli è arrivato al massimo all’ottavo posto. Io faccio giudicare il campo, giovani o vecchi non me ne frega nulla. Chi ha fatto meglio sarà più titolare degli altri. Uvini? Non arriva qui».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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