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Medicina a Salerno, Andria: «Intervenga subito il Presidente della Regione»

Medicina a Salerno, Andria: «Intervenga subito il Presidente della Regione»
Registriamo in questa rubrica le voci e le attività dei nostri contatti senza alcuna mediazione, verificando soltanto la veridicità delle informazioni trasmesseci. Qualche nostro eventuale intervento avrà il solo scopo di garantire una maggiore chiarezza del messaggio.

«Sono tra quanti hanno concorso all’istituzione della Facoltà di Medicina presso l’Università degli Studi di Salerno. Ne ho poi seguito il cammino e dall’inizio di quest’anno mi sono adoperato, anche intervenendo presso i Ministeri competenti della Salute e dell’Economia, nel tentativo di favorire una definitiva e condivisa stesura del Protocollo Regione-Università (finalizzato alla trasformazione del “S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” in Azienda Ospedaliera Universitaria), onde ottenerne poi l’auspicata approvazione in sede centrale.
L’ho fatto silenziosamente e senza clamori, preoccupandomi di tenere costantemente informato il Rettore Prof. Raimondo Pasquino.
Nei giorni scorsi, pur sentendomi pienamente coinvolto nella vicenda in ragione del mio passato ruolo istituzionale di Presidente della Provincia e di quello attuale di parlamentare, ho evitato di intervenire pubblicamente o attraverso la stampa, limitandomi ad attivarmi informalmente e riservatamente, appena appresa, già sabato 13 ottobre, la notizia della sospensione dei corsi della Facoltà di Medicina nelle aule dell’Azienda Ospedaliera di Salerno. Confidavo infatti che ragionevolmente venisse revocata con tempestività una decisione così incredibile e tanto lesiva della tutela della popolazione studentesca ed in primo luogo dei suoi diritti, più complessivamente del buon nome di Salerno, della sua Università, della sua Facoltà di Medicina, della sua Azienda Ospedaliera.
Così non è stato, almeno fino ad oggi, e ciò è francamente inaccettabile. Qualunque rilievo di carattere tecnico o formale non può che trovare composizione nella sede competente e nel confronto tra i differenti attori istituzionali. L’unica cosa che non può e non deve accadere è proprio quella che si è verificata a seguito del provvedimento del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera.
A questo punto è indispensabile riportare la situazione alla normalità. Mi parrebbe assolutamente urgente ed improrogabile, qualora non sia stata già intrapresa, un’iniziativa del Presidente della Regione. Del resto i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere e delle ASL vengono nominati dalla Regione e dunque è doverosa un’assunzione di responsabilità diretta ed immediata del Presidente Caldoro, affinchè venga immediatamente e completamente ripristinata l’attività didattica e gli studenti e i docenti della Facoltà di Medicina ritrovino adeguate condizioni di serenità nel loro lavoro e certezza del loro futuro».

Alfonso Andria

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