Medicina a Salerno diventa un caso nazionale di caos istituzionale

Medicina a Salerno diventa un caso nazionale di caos istituzionale
Foto: telecolore.it

Un braccio di ferro politico e burocratico rischia di penalizzare i futuri medici. È quello che sta accadendo alla Facoltà di Medicina dell’Università di Salerno, dove l’attività didattica era stata sospesa dal manager dell’Ospedale Elvira Lenzi sul presupposto del mancato perfezionamento dell’intesa Regione-Università, con conseguente mancato rinnovo dei contratti a 57 docenti.
Dopo la pronuncia della Prima Sezione del Tar di Salerno che riapre le aule della Facoltà di Medicina presso l’Ospedale di Salerno, gli studenti organizzano una nuova assemblea. L’appuntamento è in programma per domani, alle ore 12, nella Sala Scozia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno dove si svolgerà un’assemblea di studenti di Medicina. All’incontro parteciperà anche il rettore dell’Università di Salerno, Raimondo Pasquino. Prima dell’assemblea, la radio di Ateneo trasmetterà uno speciale sulla Facoltà di Medicina – a cui prenderanno parte studenti, docenti, medici, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni – in diretta dall’Azienda Ospedaliera dell’Università di Salerno.
Della Facoltà di Medicina a Salerno si è discusso anche ieri a Napoli, in un vertice in Regione a cui hanno partecipato il manager Lenzi, il rettore Pasquino e l’assessore Trombetti. Al termine dell’incontro tutte le parti hanno provveduto a diramare comunicati stampa rassicuranti per il futuro della vicenda, nell’interesse dei futuri medici del territorio.
Intanto, il coordinamento delle associazioni studentesche e i rappresentanti degli studenti dell’Università di Salerno esprimono piena solidarietà agli studenti della Facoltà di Medicina che in questi giorni si stanno battendo per la difesa del loro Diritto allo Studio, del loro avvenire e del futuro della Facoltà di Medicina a Salerno.
«Ha vinto il diritto degli studenti a frequentare le lezioni con immediatezza e continuità, e si è affermato il principio del pieno diritto degli studenti alla pratica ospedaliera» – il coordinamento delle associazioni ha commentato così la sentenza del Tar, ricordando poi che «in merito alla costituzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, il Protocollo per il riconoscimento dell’Azienda, ex legge 517/99, non ha ancora trovato conclusione per ingiustificati silenzi regionali e ministeriali».
«Mettere in discussione il rapporto tra Università ed Ospedale – scrive il presidente del Consiglio degli studenti, Alfredo Galdieri – significa solo far degradare la questione su un piano di scontro, danneggiando gli studenti, le famiglie e la comunità intera… Il Presidente della Regione, commissario per la sanità, dovrebbe attivarsi responsabilmente finalizzando la sua azione alla piena agibilità degli ambienti ospedalieri per le attività di tirocinio e di post laurea dei nostri colleghi studenti. È da evidenziare, infine, che l’Università non grava e non graverà sulle risorse dell’Ospedale, in quanto le risorse finanziare per l’integrazione della Facoltà di Medicina sono ricavate da un fondo specifico della Regione Campania e non dal bilancio ordinario dell’Azienda Ospedaliera.» – conclude Galdieri.

I precedenti articoli sull’argomento:
Il Tar riapre Medicina, “schiaffo” alla Lenzi
Studenti e docenti uniti per riaprire Medicina a Salerno

Barruggi

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