Meduse, attenti a quei piccoli ‘paradisi’ urticanti

Meduse, attenti a quei piccoli ‘paradisi’ urticanti
di Corrado Caso *
Corrado Caso, medico e umanista
Corrado Caso, medico e umanista

La medusa è un acquerello di mille colori. Il suo fascino riflette la grande bellezza del creato. Il movimento verticale sembra in sintonia con un cuore che batte. Una bellezza ingannevole e immortale perché come nel mito della Medusa dai capelli di serpente, nascondono tentacoli lunghi e velenosi che provocano dolore.
In caso di avvistamento è prudente uscire dal mare perché non esistono certezze. Il loro movimento è imprevedibile e la presenza è mimetizzata perché sono acqua di acqua. La grande proliferazione delle meduse è la conseguenza del riscaldamento dei mari e della pesca eccessiva che ha alterato l’equilibrio e il numero di specie di pesci loro antagonisti. Numerose in superficie si inabissano sui fondali da dove alcune specie al termine del ciclo della vita risalgono dopo aver osservato un rituale sconosciuto scritto sul rotolo di una legge inversa, capace di modificare la linearità del tempo diventando meduse immortali. Si adagiano sulle correnti e viaggiano verso la conoscenza di altri oceani. I tentacoli sono fili evanescenti, apparentemente senza forza o consistenza. Raggiungono i 10 metri e sono disseminati di cnidocisti piccoli organelli cellulari saturi di cattiveria. Il veleno è una pozione urticante che produce sulla parte del corpo colpita linee e segni di arrossamento che farebbero felici i cultori del tatuaggio. È una miscela di tre proteine che ha un effetto paralizzante, infiammatorio e per le quali non esistono ancora oggi antidoti efficaci. Dolore violento, improvviso, intenso che brucia e dal quale il malcapitato tende di riflesso a difendersi cercando di allontanare la causa dell’aggressione, strofinando con le mani per lenirne la sensazione e inconsapevole producendo un ulteriore danno con la rottura di altre cnidocisti. Allora, in caso di contatto nervi saldi e azioni concrete se possibile. È necessario interrompere il bagno, lavare la parte colpita con abbondante acqua di mare per diluire il veleno e non con acqua dolce e fredda che favorirebbe la rottura delle cisti. Non toccare eventuali salvagente o tavole da surf adoperate sulle quali potrebbero annidarsi tentacoli dormienti…. Evitare l’uso di pinzette, fazzoletti, pietre o sabbia calda e, soprattutto, di portare inavvertitamente le mani contaminate agli occhi e sulle mucose. Il veleno delle meduse è termolabile ma occorrono per disattivarlo temperature molto alte sui 40-50gradi.
È importante allontanare delicatamente dalla pelle i filamenti residui usando a piatto una tessera di plastica rigida o strumento similare o un coltello non dal lato della lama e mettendo a riposo i muscoli della parte colpita perché il loro movimento favorisce la diffusione in circolo del veleno.
È, a questo punto, necessario sfatare alcuni luoghi comuni. Non serve l’ammoniaca o in mancanza l’urina, non l’alcol o aceto ed è inutile l’uso del cortisone topico o di antistaminici perché la loro efficacia è lenta, tardiva e inizia quando l’azione del veleno si è naturalmente esaurita. In commercio è reperibile l’unico prodotto farmacologico efficace in caso di contatto con le meduse e di puntura di zanzare. È un gel astringente al cloruro di ammonio, che può essere applicato più volte al giorno. Oltre gli effetti locali è prudente valutare gli effetti generali che possono insorgere nel contatto con il veleno. Una sorveglianza attenta perché per fortuna in rari casi possono insorgere reazioni cutanee diffuse, difficoltà respiratorie, sudorazione pallore, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, confusione e all’estremo uno schock anafilattico con pericolo per la vita.
Superato il momento critico niente ritornerà nell’immediato come prima perché l’area colpita diventa molto sensibile ai raggi del sole e va protetta evitando l’esposizione e spalmando pomate antisolari per un tempo da due settimane a un mese diversamente la pelle si in scurisce con un grave danno estetico e d’immagine e non sareste eletti Miss lido o Mister Rodolfo Valentino 2015.

* Spec. Idroclimatologia medica e clinica termale

redazioneIconfronti

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