Mega spese Inail per il sito web, altro che spending review

Foto: panorama.it

Venticinquemila euro di spese per i lavori di ammodernamento del sito web dell’Inail. In tempi di spending review, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro indice un appalto triennale che fa già discutere per le cifre stellari.
La gara è stata indetta lo scorso 2 agosto dalla Consip, società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, centrale unica degli acquisti delle pubbliche amministrazioni.
Nell’annunciare il bando di gara, l’Istituto ha tenuto a precisare che il bando punta a un risparmio di 4milioni di euro.
I servizi da affidare con il bando di gara sono due: l’affidamento di servizi di sviluppo software, gestione dei siti web, e l’affidamento di servizi di publishing redazionale, rispettivamente con un importo massimo non superabile di 20.113.000 euro e 4.666.200 euro.
La questione è stata sollevata qualche giorno fa anche da un’interrogazione alla Camera da parte di Marco Rondini della Lega Nord che ha chiesto come mai l’Inail «risarcisce la morte di giovani operai deceduti sul lavoro con 1900 euro e poi spreca risorse pubbliche e denaro dei contribuenti per stravaganti gare d’appalto».
La notizia del bando di gara dell’Inail suona come una beffa anche per tutti i familiari delle vittime del lavoro che non ricevono neanche 2mila euro di risarcimento (definito rimborso una tantum spese funerarie) perché una legge di quasi cinquanta anni fa (TU del 30 giugno 1965) prevede che abbiano diritto a un minimo di risarcimento, in caso di infortuni mortali, solo coniugi, figli e, se assenti, gli ascendenti viventi a carico del defunto. In pratica, non hanno diritto alla rendita i genitori delle vittime del lavoro che non risulta ricevessero contributi al mantenimento dalle vittime stesse.

(b.r.)

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