Meo: “L’Ilva di Taranto è dietro ogni angolo, ma possiamo evitarla”

Meo: “L’Ilva di Taranto è dietro ogni angolo, ma possiamo evitarla”
di Barbara Ruggiero

Diritto dell’ambiente è rispetto del territorio che ci circonda, basandosi sulle leggi dello Stato italiano. Oggi in Italia, specie nel Mezzogiorno, sono ancora pochi quelli che decidono di specializzarsi, studiare e approfondire al meglio le tematiche che riguardano la legge e l’ambiente che ci circonda.
Da cinque anni a Salerno si svolge un corso di perfezionamento in Diritto per l’Ambiente per l’Avvocatura, organizzato da Greenpeace Italia e da Giuristi per l’Ambiente, in collaborazione con il Gruppo Locale di Salerno, con il patrocinio del Comune di Salerno e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno.
Sulla tre giorni di formazione e sulle tematiche di diritto dell’ambiente, abbiamo sentito l’avvocato Gianpiero Meo (foto), membro del Consiglio Direttivo di Greenpeace Italia Onlus, tra gli organizzatori dell’iniziativa.
Avvocato Meo, il corso giunge quest’anno alla quinta edizione: un traguardo importante.
Sì, stiamo organizzando già una edizione speciale che si svolgerà tra febbraio e marzo: vorremmo organizzare una manifestazione dal titolo “un lustro per l’ambiente”, qualcosa che giochi sulle parole per testimoniare che da cinque anni organizziamo questo corso che sensibilizza alle tematiche ambientali. Il codice che parla di diritto dell’ambiente è il doppio del codice civile e del codice penale; riguarda indistintamente tutte le materie. Nulla sfugge al diritto dell’ambiente!
L’impressione, dall’esterno, è che siano ancora pochi gli avvocati specializzati in diritto dell’ambiente e le persone che, in generale, si interessano a queste tematiche così importanti. Conferma questa sensazione?
Pensate che da quando è diventato obbligatorio l’aggiornamento per l’avvocatura – e sono cinque anni – si sono fatti tantissimi corsi di tutte le materie in Italia. Quelli in diritto dell’ambiente sono stati pochissimi. E noi, lo dico con una punta d’orgoglio, siamo tra questi: siamo una piccola chicca salernitana. Un corso di aggiornamento di questo tipo ha rilevanza notevole, e non solo per gli avvocati. Possiamo dire con soddisfazione che la risposta è molto qualificata: riceviamo risposte e riconoscimenti di alto livello rispetto a quanto possa sembrare limitata un’iniziativa che si svolge nella città di Salerno.
Perché non c’è ancora il giusto interesse per le tematiche ambientali?
Il guaio è che da noi si parla di ambiente solo quando dobbiamo andare a mare e si scopre che l’acqua è sporca. Il discorso relativo alla nostra mentalità è molto semplice, ma userò una metafora per renderlo al meglio. Io sono membro del consiglio direttivo di Greenpeace Italia e ricordo che negli anni Novanta, Greenpeace news pubblicò in copertina l’immagine delle lampade fluorescenti, quelle a risparmio energetico. Parliamo di venti anni fa. In Italia da quando si usano queste lampadine? Due/tre anni. Bene: ci sono voluti venti anni per far capire una cosa.
Insomma, siamo in ritardo sui temi che riguardano l’ambiente…
Anche il Ministero dell’Ambiente in Italia è una istituzione relativamente recente. Diciamo che, negli anni, c’è stata poca sensibilità: nel nostro Paese abbiamo poche risorse e sono naturali. Per esempio, a Pozzuoli abbiamo un unico caso di bradisismo e non si è mai pensato di sfruttare l’energia biotermica… Pensate che l’Enel adesso sta riconvertendo le centrali a carbone, dopo il “no” al nucleare; sono impianti cento volte più inquinanti del petrolio. Allora la compagnia ha citato noi di Greenpeace in giudizio perché l’abbiamo definita “killer del clima” e si va avanti a denunce… C’è anche un filmato in rete con Alessandro Haber e altri attori, girato da Mimmo Calopresti, che denuncia i danni causati al Paese dal carbone impiegato da Enel nella produzione di energia elettrica. (il video è visibile a questo link: http://www.youtube.com/watch?v=f3gVhLjI9UA, ndr).
Dal programma del Corso di formazione, tra i tanti eventi e incontri previsti, spiccano temi di attualità. Giovedì 6 dicembre, per esempio, è in programma una relazione sul tema del caso Taranto, chiaramente riferito a quanto sta accadendo all’Ilva.
Di questa idea avevamo parlato tempo fa con Michelangelo Russo, magistrato di Cassazione nonché ex consigliere giuridico dell’allora ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Allora non era ancora scoppiata la bomba dell’Ilva, la storia degli arresti… Insomma, nel momento in cui abbiamo ideato questo dibattito, l’Ilva di Taranto non era ancora un caso nazionale. E noi di Greenpeace abbiamo sempre considerato quella realtà, così come oggi parliamo anche della difficile situazione a Porto Marghera e a Taranto. L’attenzione deve essere vigile sugli immensi colossi che forniscono lavoro ma che, proprio per la loro dedizione al guadagno, sacrificano interessi a discapito anche della normativa sull’ambiente e sulla salute.
Come si può migliorare? Qual è la strada per sensibilizzare tutti alle tematiche ambientali?
Alle grandi industrie occorre far capire che il rispetto della normativa vigente produce effetti positivi anche per loro. La logica esclusiva del profitto a basso costo non paga affatto alla lunga.
Cosa c’è nel futuro dell’ambiente e del diritto all’ambiente secondo lei?
Altan 15 anni realizzò un calendario per Greenpeace. Ricordo che c’era il disegno di un padre con una bambina che si trovavano di fronte a un ambiente devastato. Il padre spiegava alla figlia: “Qui una volta c’era un prato, questo era il mare…”, insomma, le illustrava come era il mondo prima. “Sono orgogliosa di te, papà” – rispondeva la figlia. Quella vignetta provocava una risposta amara. E da questo occorre ripartire: non possiamo essere sordi, non possiamo far finta di nulla non riutilizzando le materie; non possiamo distruggere l’ambiente.
Le azioni concrete quali possono essere?
Ognuno di noi, nel suo piccolo può fare qualcosa: possono essere anche azioni banali. Anche solo cominciando a diminuire la dose di detersivo nella lavastoviglie o nella lavatrice e anche solo aiutando Greenpeace nelle sue battaglie.

Il programma completo dell’evento è disponibile qui.

b.ruggiero@iconfronti.it

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