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Mettiamo al centro il pensiero di Dio

Mettiamo al centro il pensiero di Dio
di Michele Santangelo

XVIUno dei fenomeni più appariscenti dei nostri giorni, connessi con la vita religiosa è l’accorrere di vere e proprie folle di persone nei luoghi dove in qualche modo si parla di Dio e di tutto quanto connesso con l’esperienza religiosa in genere: santuari, luoghi dove si dice che sia apparsa la Madonna, i posti dove si recano i pontefici della chiesa cattolica, specialmente quelli degli ultimi decenni, a cominciare da Giovanni XXIII, il primo che quasi timidamente cominciò ad uscire fuori dalle mura vaticane per andare lui incontro ai fedeli, fino all’attuale papa Francesco che dall’inizio del suo pontificato richiama milioni di pellegrini in piazza S. Pietro, dove giungono da ogni parte del mondo per andare a vederlo da vicino, magari con la speranza di poterlo toccare, sia pure con un dito, sfiorare il lembo del suo bianco vestito – e molti testimoniano del grande senso di pace, di tranquillità, di emozione e soddisfazione interiore, nel sentirsi vicini destinatari del suo largo e schietto sorriso, oltre che delle sue semplici parole, che giungono dritte al cuore perché parlano di misericordia, di perdono, di amore.  Succede, così, spesso, oggi in proporzioni di gran lunga maggiori, quello che, stando a quello che ci riferisce il vangelo di questa XVI domenica del tempo ordinario, succedeva ai tempi di Gesù, quando Egli, per poter rimanere un po’ in disparte con i suoi discepoli, era costretto a cercare luoghi in disparte, magari partendo sulla barca. Ma le folle intuivano e li precedevano a piedi là dove presumevano che essi sarebbero sbarcati. E Gesù, lungi dall’infastidirsi essendo risultato vano il suo tentativo: “…vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise ad insegnare loro molte cose”. È questa un’osservazione capace di smuore i cuori più duri perché per Gesù vedere è amare. Col suo sguardo egli va ad attingere quello che è oltre le apparenze, il senso di stanchezza, di smarrimento, il correre di tanti dietro falsi idoli e quindi senza un approdo sicuro, e si commuove. Non è la reazione di narcisistico autocompiacimento di certi imbonitori che nel vedersi circondati da molte persone, rivolgono ancora di più l’attenzione su stessi, pensando in cuor loro di essere legittimati a continuare a vendere a quelli che li circondano solo fumo, sempre al limite dell’inganno, della falsità, del raggiro. È un Gesù, quello del vangelo di oggi, che in qualche modo ci rassicura, ci incoraggia a scegliere sempre il bene, nonostante le delusioni, la mancanza di un premio immediato per le nostre fatiche. Finché c’è ancora chi si commuove per l’uomo, questo mondo può continuare a sperare e quando anche noi avremo imparato la compassione, avremo ritrovato la capacità di commuoverci, veramente non saremo più soli, il mondo si sarà innestato nella nostra anima. Noi tutti oggi siamo il mondo di internet, della comunicazione globale,  dove un semplice click ci da la sensazione di tenerlo a portata di mano, il mondo, e invece ci rendiamo conto che gli siamo estranei e il senso di solitudine si rinnova. Fortunati noi, se in tutto questo anche a noi giunge l’invito di Gesù ai suoi apostoli che si erano riuniti intorno a lui per riferirgli “tutto quello che avevano fatto e insegnato”: “Venite in disparte e riposatevi un po’”, per ritrovare Dio, per imparare il cuore di Dio. In questo atteggiamento di distacco dalle corse quotidiane, perfino quelle imposteci dal nostro lavoro, ritroveremo l’unità prima di tutto con le persone che ci sono più vicine, come la famiglia. Tante persone anche quando tornano a casa continuano con la loro mente a correre dietro a quello che hanno fatto per tutto il giorno, facendo diventare la famiglia forse un elemento di disturbo, anziché un luogo di libertà, protezione, vicinanza e incontro. E questo non fa bene all’anima. Con il pensiero di Dio al centro, il senso di unione e di unità sarà più forte e corroborante.

 

 

 

 

 

 

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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