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Minima moralia e riflessioni benigne…

Minima moralia e riflessioni benigne…
di Luigi Zampoli

imageStrano Paese è quello in cui il “bene” e il “male” praticati raggiungono le massime vette.
È l’impressione che si ricava guardando la performance del magnifico affabulatore catodico Roberto Benigni, dopo giorni di cronache incessanti su Mafia Capitale, arresti, inchieste, intercettazioni. Oltre dieci milioni di spettatori, numeri da record, rapiti dalla potente parola che descrive le alte virtù scolpite nei dieci comandamenti.
Ci spinge il bisogno impellente di una carezza, di un incoraggiamento a vivere secondo usi e costumi dimenticati, in questi tempi di scandali che si succedono, tumultuosi, all’insegna della corruzione, dell’avidità, e di tante altre abiezioni.
Non riusciamo a essere virtuosi nei comportamenti quotidiani, eppure desideriamo che qualcuno ci parli del bene, del vivere all’insegna della rettitudine; il suono della buona morale è sempre suadente e consolatorio anche se, poi, troppo spesso non lascia alcuna traccia.
Il corrotto, il corruttore, il furbo, l’approfittatore, lo speculatore, il fariseo e tanti altri personaggi della tragicommedia all’italiana si saranno spellati le mani davanti al coinvolgente spettacolo di Benigni, sospirando “Ha proprio ragione.”, “Abbiamo dimenticato il valore dei comandamenti..”, ecc.…. e forse noi stessi ci siamo interrogati su quanto ci si addica l’antico adagio del “predicare bene e razzolare male” che il destino dei popoli ha impresso nel DNA della gens italica.
Ascolti Benigni e pensi “Ed io? Come sono messo con questo o quel comandamento?”, è una prova di esame di coscienza collettiva, quella cui ci ha indotto l’ex comico, ora vate, toscano; siamo un paese cattolico, ma assai poco cristiano, aleggia una morale ecumenica su tutti noi che s’infrange e si disperde nei mille rivoli dei singoli comportamenti, dove l’etica individuale cede il passo alle meschinità di circostanza, o meglio, di convenienza.
Parole virtuose e storie criminali, e noi lì, davanti a una televisione, sballottati da un estremo all’altro: noi non siamo Benigni, né il “mondo di mezzo”….ogni giorno, nella nostra vita, almeno un comandamento è messo a dura a prova. Non ci resta che affidarci alla luce fioca, ma pur sempre accesa, della coscienza.

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