Miracolo dei “chiancarelli boys” contro il promessometro deluchiano

Miracolo dei “chiancarelli boys” contro il promessometro deluchiano

Stazione marittima e Palazzetto dello Sport? Avvio opera nel 2005, previsione fine lavori 2008, ritardo quattro anni. Quattro anni di ritardo anche per Cittadella giudiziaria e Lungoirno. Metropolitana leggera: avvio opera nel ’99, chiusura lavori prevista nel 2002, ritardo dieci anni. E poi una lunga sfilza di incompiute, annunciate e mai avviate: convento di San Francesco, Palazzo san Massimo, Palazzo Fruscione, Acquedotto medievale, ripascimento degli arenili, riqualificazione del Lungomare. Senza dimenticare il Crescent, opera per adesso bloccata. Ecco il ‘promessometro’ del sindaco De Luca, ultima idea nata in casa ‘chiancarella’, gruppo spontaneo nato nel novembre scorso grazie al tam tam mediatico e oggi affiatata combriccola di quasi 6mila simpatizzanti, apartitica – assicurano – ma in strenua opposizione al sindaco De Luca. Il 16 giugno sarà una data importante per i chiancarelli boys (a proposito, per chi non lo sapesse, è stato il sindaco stesso a suggerire il nome, definendo i suoi oppositori, in una invettiva tv, anche cafoni, volgari e un po’ plebei, “figli delle chiancarelle” insomma) che si preparano alla “Notte chianca” per festeggiare la messa in rete del loro sito Internet figlidellchiancarelle.org (foto) e, appunto, il promessometro. E così, dopo il Salernopoli, il Salernombola, il Salerno in Fiera, arriva un nuovo strumento a disposizione dei “figli delle chiancarelle”, questa volta meno goliardico (i precedenti erano giochi di spirito sulle ‘incompiute’) ma ancora più dettagliato. Checché se ne dica, questo movimento spontaneo di giovani salernitani (molti residenti, moltissimi emigranti) riesce sempre a far notizia, prima con la battaglia sul Crescent e i ‘buoni ordinari pullanghelle’ per finanziare il ricorso al Consiglio di Stato (ma attenzione, il gruppo non è da confondersi con il No Crescent), poi con la battaglia al logo di Vignelli, infine con le critiche agli sprechi per Luci d’Artista e il Capodanno. E allora ci chiediamo: chissà se il sindaco De Luca starà rimpiangendo il suo ‘assist’ a questo gruppo di giovanotti “rivoluzionari”. Se non avesse suggerito loro la spregiativa definizione “figli delle chianchiarelle” forse avrebbe qualche (acerrimo) avversario in meno. E guai a chiamarli nostalgici. I chiancarella boys cercano di non dimenticare il passato aspettando la nuova Salerno, ripudiando cementificazioni selvagge e clientele. A costo di sentirsi chiamare cafoni e un po’ plebei. Ma questo lo hanno messo in conto. Arrivederci al prossimo round.
(c.l.b.)

redazioneIconfronti

2 pensieri su “Miracolo dei “chiancarelli boys” contro il promessometro deluchiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *