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Mobilitiamoci per sostituire gli amministratori disonesti

Mobilitiamoci per sostituire gli amministratori disonesti
di Aniello Manganiello

Concordo con l’analisi della Feneal Uil e del suo segretario regionale Luigi Ciancio, formulata dopo l’annullamento dell’appalto di Pontecagnano: il rischio di infiltrazioni camorristiche nelle istituzioni, soprattutto in base a procedure d’appalto non particolarmente rigorose, evidenzia la non impermeabilità della nostra classe dirigente, in particolare degli amministratori locali. Ha ragione Ciancio quando parla di problema culturale. Gli amministratori, infatti, per ogni appalto, “potrebbero inviare comunicazione alla Dia per un preventivo esame e non lo fanno. Ma soprattutto non dovrebbero abbandonare i cantieri al loro destino, una volta partito l’appalto. Purtroppo, invece, di norma accade proprio questo”. Siamo cioè alla pratica amministrativa ispirata solo formalmente ai principi etici, ma di fatto funzionale a mantenere rapporti anche con il sommerso della vita economica e finanziaria, quel sommerso che consente alla politica disonesta di ottenere ingenti finanziamenti occulti. Ha ragione la Feneal che, in seguito all’annullamento dell’appalto per la costruzione dell’Auditorium di Pontecagnano, recupera la recente analisi del procuratore della Repubblica Franco Roberti, per il quale se a Salerno la camorra non spara è soltanto perché nel territorio si fanno più affari che altrove. L’apparente calma che si nota nel comprensorio non mi ha mai tranquillizzato, perché ritengo che le grandi opere realizzate nel Salernitano e soprattutto nel Capoluogo, in assenza di controlli rigorosi, abbiano attratto interessi criminali notevoli. Non poche imprese provenienti da aree calde della Campania si sono insediate a Salerno e non certo per piccoli appalti. Condivido, quindi, la proposta di Luigi Ciancio di dare vita ad una grande mobilitazione che crei nell’opinione pubblica la convinzione di dover cambiare la nostra classe dirigente, che nella maggior parte dei casi evidenzia lacune e limiti a dir poco imbarazzanti. Mi auguro che le tradizioni civili e autenticamente riformiste del popolo salernitano sappiano dare una concreta risposta alla richiesta, in parte ancora inespressa, di libertà e di democrazia.

Viaggio nel Sud 1 / Camorra e  politica? Una sola cosa

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