Moige contro Facebook, in memoria di Carolina

Moige contro Facebook, in memoria di Carolina
di Luigi Zampoli
Carolina
Carolina, giovane suicida di Romentino

Il mondo dei giovani sembra avere un nuovo insidioso nemico, uno strumento di larghissima diffusione, ormai diventato un modo di vivere, un’abitudine che da sana può diventare insana e foriera di drammi e tragedie.
È innegabile come i social network siano diventati la cassa di risonanza della personalità degli individui, ma quando gli individui in questione sono persone ancora in fase di formazione, come gli adolescenti, ecco che i rischi sono in agguato.
Strumenti come facebook hanno ridefinito il concetto stesso d’amicizia, rendendola fruibile in tempi ridottissimi e per questo deformandola, ad uso e consumo anche di fenomeni come il bullismo che sono stati travasati dalla realtà al mondo dei rapporti virtuali.
Tutto questo trova tragica conferma negli ultimi fatti di cronaca che hanno visto una serie di suicidi di adolescenti, irrimediabilmente turbati non solo da violenze subite, ma anche e soprattutto dalla loro pubblicazione, in forma di frasi e video, sui social network.
È la storia di Carolina, studentessa di Romentino, piccolo centro nei pressi di Novara, che aveva deciso di smetterla con la vita gettandosi lo scorso gennaio dal balcone del terzo piano della propria abitazione; ora si è capito che soffriva di un malessere “totale”, come spesso accade alla sua età, perché presa in giro, molestata e, quindi, messa alla berlina in un video pubblicato su facebook. Uccisa da un bullismo che ha il volto di ragazzini insospettabili e si ciba di molestie, insulti e minacce, che non raggiungono il loro scopo e non danno soddisfazione a chi le “perpetra”, se non adeguatamente “esaltate” sui social network.
L’associazione Moige, movimento italiano genitori, ha avviato un’azione legale nei confronti della Corporation di Mark Zuckerberg, accusandolo d’omesso controllo nei confronti della diffusione di materiale idoneo a comprimere violentemente la sfera psicologica di minori e adolescenti.
Difficile stabilire una netta linea di confine, sempre valida, tra la libera espressione sulla rete e il rispetto delle libertà individuali e della persona, ma il problema di un utilizzo aberrante dei siti dei social network non può essere rimosso.
Se le strade della violenza diventano virtuali e si diramano nel web è doveroso porre un serio argine ed obbligare gli sviluppatori delle comunità on line ad una accurata attività di controllo, al fine di tutelare i soggetti più esposti ed indifesi.

redazioneIconfronti

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