Ven. Ago 23rd, 2019

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Monti combattuto: candidarsi o aspettare a dopo le elezioni

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Crescono le indiscrezioni sul ruolo futuro del Professore

Lista o programma per coalizione, ecco le due ipotesi di Monti. Silvio Berlusconi e Angelino Alfano insistono perché Mario Monti sia il “federatore dei moderati”. Il premier non scioglie invece le sue riserve rispetto alle modalità del proprio impegno politico nel corso della campagna elettorale. Il primo appuntamento nel quale Monti potrebbe dare l’annuncio ufficiale sulle sue intenzioni resta la tradizionale conferenza stampa del presidente del Consiglio di fine anno prevista per il prossimo 21 dicembre. Le ipotesi sulle mosse del premier sono tuttavia varie. Dopo lo scioglimento delle Camere, che potrebbe avvenire entro questa settimana, Monti convocherebbe una conferenza stampa non legata al suo ruolo istituzionale. In quella sede ci sarebbe l’annuncio ufficiale sul proprio impegno politico. Sono due le alternative su cui Monti starebbe lavorando: o il via libera a una lista che fa riferimento al suo nome o la presentazione di un programma di governo che spetterebbe a partiti e liste sottoscrivere formando un’alleanza nella campagna elettorale che sia il preludio della prossima maggioranza. La prima ipotesi è quella più accreditata, mentre la seconda non dispiacerebbe soprattutto al Pd che potrebbe rilanciare la candidatura di Monti alla presidenza della Repubblica senza mettere in discussione quella di Pier Luigi Bersani, previo accordo con il nuovo polo di centro, per Palazzo Chigi. Ieri, in mattinata, c’è stato un incontro al Quirinale tra il presidente Giorgio Napolitano e Monti. All’ordine del giorno gli ultimi impegni di governo prima dello scioglimento delle Camere. Al termine del colloquio, Napolitano e Monti sono andati al Senato per assistere al tradizionale concerto di Natale nell’Aula di Palazzo Madama. Alla fine del concerto, Napolitano ha risposto alla domanda dei cronisti sull’esito del colloquio al Quirinale: «Se ha fatto chiarezza lo deve dire lui e lo dirà lui». Intanto crescono le indiscrezioni sul ruolo futuro di Monti. Ieri, nella trasmissione tv “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, il ministro Andrea Riccardi, tra i più attivi nel tessere i rapporti per la nascita di un nuovo polo di centro, si è espresso così sulle intenzioni del premier: «Credo che Monti resterà un riferimento morale e politico per un grande rassemblement di uomini e donne che voglio cambiare Italia». Poi aggiunge: «So che Monti parlerà al paese e farà un discorso argomentato. Non decide sulla base delle pressioni, una battuta qua e una là. Le sue sono decisioni argomentate. Avremo dunque un discorso di Monti, argomentato, in cui spiegherà i motivi della sua scelta». Berlusconi, ospite di “Domenica live” su Canale 5, nel pomeriggio insiste nella sua mano tesa verso il premier: «Siamo in attesa di una risposta dal presidente Monti. Se darà una risposta positiva che produrrà il ricongiungimento di Casini, Montezemolo, La Destra e chi sta con noi, sarà il nostro candidato. Io resto il presidente del più importate partito del centrodestra e farei la mia campagna elettorale per il Pdl». Il Cavaliere parla del suo programma: «L’Imu va assolutamente abolita perché è una patrimoniale sulla prima casa. Sulla politica fiscale vogliamo cambiare orientamento della politica del governo dei tecnici che hanno preso alla lettera le indicazioni dell’Europa. La ricetta della Germania è qualcosa che se applicato ad una economia in sviluppo ha risultati ma su una economia già in crisi porta alla recessione. Questa è la motivazione per la quale non abbiamo dato il nostro voto positivo all’esecutivo anche se non abbiamo fatto mancare la fiducia». Berlusconi ha inviato anche un messaggio al convegno di ieri di “Italia Popolare” (la corrente filo Monti del Pdl) in cui si legge tra l’altro: «L’Italia dei moderati è maggioranza nel paese. Nell’attuale contesto, se lo riterrà, il professor Mario Monti potrà essere il federatore di quest’area. Egli condivide i miei, i vostri, i nostri stessi ideali: quelli della grande famiglia dei Popolari europei. Se Monti accettasse l’invito che più volte gli ho rivolto, da ultima a Bruxelles di fronte alla platea del Ppe, non sprecheremo certo un’occasione storica». Stessa mano tesa da parte di Alfano, segretario del Pdl, che è intervenuto nel convegno di Italia Popolare: «Ci sono circostanze che la storia offre che possono essere irripetibili. Ci sono due strade per vincere: unire i moderati con la guida di Mario Monti o, se il presidente Monti non si riterrà pronto a cogliere questa occasione che la storia gli consegna, saremo noi capaci di ricostruire l’area dei moderati per vincere». Da un altro convegno del Pdl promosso da Giorgia Meloni e Guido Crosetto arriva un differente approccio alla campagna elettorale molto critico nei confronti del governo Monti: «Vogliamo un luogo giusto dove batterci per le nostre idee e per il rinnovamento del paese. Se quel luogo è il Pdl, ci batteremo con lui ma lo vogliamo sapere subito. Altrimenti siamo pronti a costruire altro con chiunque vorrà starci». Precisa polemicamente l’ex ministro Meloni: «Vogliamo un centrodestra in cui Scajola e le sue case, chi è accusato di mafia e chi ruba migliaia di euro non si autosospenda, ma venga cacciato». Il Pd osserva con distacco gli appelli di Berlusconi e Alfano a Monti che sarebbero destinati a non produrre effetti. Per il segretario Bersani, che oggi a Roma incontra Abu Mazen, presidente dell’Autorità nazionale palestinese, nell’ambito dei suoi contatti internazionali da candidato premier, il problema si porrebbe qualora una eventuale lista Monti fosse davvero varata. In quel caso, il Pd dovrebbe sciogliere le sue riserve sulle alleanze ed esprimersi definitivamente sulla possibilità di un replay di Monti a Palazzo Chigi.

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