Monti e Berlusconi alla guerra del “piffero”

Monti e Berlusconi alla guerra del “piffero”

Ancora scintille tra Silvio Berlusconi e Mario Monti. Dopo l’intervento all’inaugurazione di Porta Susa, a Torino, ospite di “Porta a Porta” il Professore torna ad attaccare il governo che lo ha preceduto. E si scaglia soprattutto contro le promesse fatte dal Cavaliere: «Ricordano il Pifferaio di Hamlin che incanta i topini…. Che gli italiani possano credere a certe parole pronunciate da quella bocca mi fa venire in mente il pifferaio magico che porta i topini ad annegare». E ancora: «Berlusconi è uno che ha già illuso gli italiani tre volte. La prima vota mi sono fatto illudere anch’io, nel ‘94. I sacrifici chiesti agli italiani possono essere dissipati in tre mesi se arriva un nuovo illusionista o un vecchio illusionista ringalluzzito». Il professore indica il Cav come «principale responsabile dell’alto livello delle tasse oggi, perché chi ha governato per otto degli ultimi undici anni deve pure avere qualche responsabilità». Monti riconosce il “disagio” di famiglie e imprese, ora è il momento di «cambiare il rapporto tra politica e cittadini» e replica a Pierluigi Bersani sulla gestione dei conti pubblici: «Non c’è polvere sotto il tappeto». Il senatore a vita assicura che la scelta di una manovra correttiva in primavera «dipenderà da chi governerà». «Tutti gli accertamenti dell’Ue – spiega Monti – sono nel senso che il disavanzo strutturale nel 2013 sarà zero . Abbiamo avuto per l’Italia e questo governo il plauso dell’Ue. Siamo quelli in ordine». Berlusconi replica: «Io pifferaio magico? Anche lui ha fatto illudere noi, è un bluff, ci siamo caduti anche noi. Pensi che ho dato il benestare alla sua nomina di senatore a vita, per cui non aveva nessun merito…». Lo ha detto il leader del Pdl, intervenendo a “Lo Spoglio” su Skytg24, replicando così alle accuse mossegli dal premier uscente, Mario Monti, in merito alle promesse sul fisco fatte negli anni scorsi dallo stesso Berlusconi. «Probabilmente – aggiunge – Monti vuole tassarmi pure il piffero…».Berlusconi in mattinata è tornato sul nodo dei candidati indagati in lista, a cominciare dal caso Cosentino: «I singoli casi saranno analizzati, ma vogliamo candidature non criticabili». E poi ha rivelato alla tv fiorentina Italia 7 di essere stato «invitato dalle autorità a non fare discorsi in piazza perchè potrebbe rischiare la vita». «C’è una forte preoccupazione da parte di certe autorità -insiste il Cavaliere – al punto che mi hanno pregato di non fare discorsi nelle piazze. Ci fu un tentativo di uccidermi e adesso con l’odio che circola a piene mani, mi è stata espresso questa preoccupazione da coloro che hanno la responsabilità della mia scorta». A proposito del successore di Giorgio Napolitano al Colle, Berlusconi si sbilancia un po’ di più dei giorni scorsi, lasciando intendere che il suo candidato potrebbe essere Gianni Letta: «Ho in mente un nome per il Quirinale molto stimato anche dalla sinistra». Il Cav mantiene la consegna sul silenzio, invece, sui candidati in lista, confermando che, allo stato, non è stato ancora deciso nulla in proposito: «Tra qualche giorno arriveranno i nomi, ma non ci saranno i nomi che circolano e che leggo sui giornali. Sugli indagati non abbiamo ancora preso nessuna decisione. Vogliamo presentare liste esenti da critiche. Chi ha una condanna definitiva – ribadisce – non avrà assolutamente una candidatura. Per chi invece è sotto processo, verrà creata una commissione che analizzerà i singoli casi, anche perché questa giustizia attacca ed elimina avversari politici, e noi invece siamo sempre stati giustizialisti». Dopo il boom di scolti da Santoro l’ex premier crede nella rimonta: «Sul fatto che possiamo vincere io ci credo e ci ho sempre creduto. Dopo Santoro, la sinistra ha cominciato davvero a preoccuparsi e il ricordo del ’94 è ancora vivo. Il sondaggio che aspettiamo oggi penso che veda ridursi di qualche punto il distacco. La speranza che abbiamo è di vincere in tutto il Paese, non vediamo difficoltà a prevalere sulla sinistra e su i suoi alleati». «Lo abbiamo fatto – continua il Cav – l’altra volta e questo è quello che si deve fare. Solo io sono quello che riesce a unire le forze del Nord e del Sud, perché il Pdl è l’unico che può unificare i moderati diversamente da Fini e Casini che cercano di usare i voti per fare vincere la sinistra per avere qualche posto di strapuntino. Gli italiani mi voteranno, perché ho sempre mantenuto gli impegni presi». Non la pensa così Monti, che decide di cambiare strategia elettorale, attaccando a testa bassa l’uomo di Arcore: «La situazione grave in cui versa l’Italia è colpa dei governi che hanno guidato il Paese negli ultimi 10 anni. Che gli italiani possano credere a certe parole pronunciate da quella bocca – avverte – mi fa venire in mente il pifferaio magico che porta i topini ad annegare». Il Professore considera poi “verosimile” che Bersani diventi premier: «E’ una convinzione legittima, e non inverosimile secondo i sondaggi. Ma ognuno di noi è qui per presentare una proposta agli italiani, e la mia è diversa da tutte le altre, perché mira a cambiare il rapporto tra la politica e i cittadini». Bersani si fa sentire, con una intervista al Washington Post. Il leader del Pd apre a Monti: «Siamo aperti alla collaborazione. Non uno scambio di favori, ma la firma di un patto per le riforme e la ricostruzione del paese». Poi assicura: «I mercati non hanno nulla da temere, a patto di accettare la fine dei monopoli e posizioni dominanti. Capisco quanto strano possa sembrare di vedere la sinistra italiana aprire i mercati. Ma questo – aggiunge il candidato premier del centrosinistra – deriva dal fatto che in Italia, la destra non ha una tradizione di libero mercato, tende a dare più potere allo Stato ed è più fortemente influenzato dalle lobby professionali».
Anche l’ex pm Antonio Ingroia, leader del partito arancione, si dice pronto a collaborare: «Sono disponibile al confronto con Monti e Berlusconi, non con Dambruoso. Sono pronto al confronto con gli altri candidati premier Monti e Berlusconi hanno forse paura di un confronto con me?». A stretto giro di posta, però, arriva il no del Pd, per bocca di Enrico Letta, che via twitter gela l’ex magistrato: «Nessun negoziato con Ingroia. Rivoluzione Civile si assuma proprie responsabilità. Nostra coalizione decisa da 3milioni italiani». In serata interviene pure Pier Ferdinando Casini: «Mi sento competitivo verso Pd e alternativo verso Pdl». Il leader dell’Udc non risparmia il Cav: «Mi sento competitivo anche per l’inganno che il Pdl sta mettendo in campo con l’alleanza con la Lega al Nord e al Sud con quelli che dovranno essere le vittime della Lega». Poi lancia una frecciatina a Bersani: «Vendola dice che Berlusconi e Monti sono il passato, al contrario di Letta li mette sullo stesso piano. Credo che il Pd si debba chiarire le idee». Infine, lancia un avvertimento: «Noi le alleanze le possiamo fare in base ai programmi. Noi ci presentiamo con un programma e se sarà condiviso, valuteremo». Altrimenti, aggiunge Casini, «sarebbe un patto di potere. Ci rimproverano di voler bloccare il Senato per un patto di potere e poi – dice riferendosi ancora al Pd – vogliono i nostri voti se non hanno maggioranza».

m.amelia

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