Monti in Finlandia per strappare il sì all’acquisto dei titoli di stato

Monti si è lanciato in quella che appena qualche mese fa sarebbe apparsa come una missione impossibile. Dopo il patto con il premier francese Hollande oggi è in quella Finlandia che appena un mese fa aveva minacciato di porre il veto allo scudo anti-spread. Una linea in parte abbandonata, nel frattempo, anche dalla Germania. La Finlandia a differenza di Italia, Spagna , Francia, Grecia, Portogallo, conti in ordine, con un debito pubblico al 49% del Pil, una
crescita stimata oltre il 2 per cento e rating altissimi delle agenzie internazionali. Per questo recalcitra di fron strate alla prospettiva di dover contribuire al salvataggio dei Paesi dell’Europa meridionale più indebitati.
Ecco perché i finlandesi avevano posto il veto alla decisione dell’ultimo consiglio europeo di consentire all’Esm l’acquisto di titoli di Stato di Paesi sulla carta virtuosi ma in sofferenza per aumenti ingiustificati dello spread.
Non solo. Helsinki era arrivata a paventare la sua uscita dall’euro. La minaccia non poteva comunque avere efficacia perché il consiglio dei governatori dell’Esm può decidere interventi per abbassare gli spread con una maggioranza anche solo dell’85 per cento, calcolata in base ai contributi che ciascuno stato dà al fondo.

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