Lun. Ago 19th, 2019

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Monti non fa sconti: via ai tagli delle Province, poi Regioni e Comuni

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Che fine faranno le Province? «Per le Province c’è un percorso segnato. Entro il 23 ottobre i Cal (i Consigli per le autonomie locali) devono presentare le loro proposte di riordino, le Regioni poi le trasmettono al governo. Se non lo fanno, procede l’esecutivo. Insomma, non si scappa». «Il percorso è segnato e si andrà avanti fino in fondo. L’obiettivo resta il dimezzamento delle Province. Non si tratta di salvare alcuno, si tratta di riscrivere la carta geografica d'Italia ferma da troppi decenni», ha aggiunto. Quanto all'ipotesi di accorpare anche Comuni e Regioni, il premier ha spiegato: «Per rivedere le Regioni, i confini regionali in particolare, bisognava intraprendere un iter diverso con una modifica costituzionale. Per quanto attiene ai Comuni nel decreto spending c’è una novità importantissima: saranno riviste e accorpate le competenze dei municipi sotto i mille abitanti. Poi c'è una novità storica, vengono finalmente istituite le città metropolitane che erano previste da una legge del 1990 e da allora sono rimaste lettera morta. Roma, Milano, Napoli e anche Bari non possono essere considerate solo dentro i loro confini cittadini ma vanno governate tenendo conto dei territori circostanti, di area vasta. Anche questa è una grande riforma che il Paese attendeva e che va a compimento».

Il premier Monti ed il ministri Passera

Il premier Monti ed il ministro Passera

Che fine faranno le Province? «Per le Province c’è un percorso segnato. Entro il 23 ottobre i Cal (i Consigli per le autonomie locali) devono presentare le loro proposte di riordino, le Regioni poi le trasmettono al governo. Se non lo fanno, procede l’esecutivo. Insomma, non si scappa». «Il percorso è segnato e si andrà avanti fino in fondo. L’obiettivo resta il dimezzamento delle Province. Non si tratta di salvare alcuno, si tratta di riscrivere la carta geografica d’Italia ferma da troppi decenni», ha aggiunto. Quanto all’ipotesi di accorpare anche Comuni e Regioni, il premier ha spiegato: «Per rivedere le Regioni, i confini regionali in particolare, bisognava intraprendere un iter diverso con una modifica costituzionale. Per quanto attiene ai Comuni nel decreto spending c’è una novità importantissima: saranno riviste e accorpate le competenze dei municipi sotto i mille abitanti. Poi c’è una novità storica, vengono finalmente istituite le città metropolitane che erano previste da una legge del 1990 e da allora sono rimaste lettera morta. Roma, Milano, Napoli e anche Bari non possono essere considerate solo dentro i loro confini cittadini ma vanno governate tenendo conto dei territori circostanti, di area vasta. Anche questa è una grande riforma che il Paese attendeva e che va a compimento».

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