Mar. Set 17th, 2019

I Confronti

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Monti non si candida ma guiderà i centristi, “sognano” il 25%

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E Berlusconi pronto a dare vita ad una commissione d'inchiesta sul Governo del Professore

Il premier uscente Mario Monti guiderà una formazione politica incardinata sulle varie anime di centro della politica italiana (Udc, Fli, Italia Futura, associazioni di area, vari “ex” di altri partiti). La nuova formazione politica, ha spiegato ancora Monti, «non sarà partito», ma avrà uno statuto che «consentirà un’ordinata convivenza tra forze politiche, associazioni e individui», con «regole di governance molto esigenti» peraltro «già accettate» da tutti i partecipanti al vertice segreto di ieri, che si avvarrà della supervisione di Enrico Bondi, designato dal premier dimissionario a «verificare e valutare su eventuali conflitti di interesse dei candidati». Per la Camera Monti e la sua Agenda sarà il minimo comun denominatore di più liste espresse dalle diverse formazioni centriste affiancate da una Lista civica espressione della società civile e selezionata direttamente dal Professore. Un modo, questo, per sfruttare ancora una volta il richiamo elettorale dello scudocrociato (simbolo Udc), contando sul doppio dei candidati ma anche di maggiore spazio in tv per la campagna elettorale. Al Senato, in campo ci sarà invece una sola lista unitaria che dovrebbe chiamarsi “Agenda Monti per l’Italia”. Vacanza a Venezia per il presidente del consiglio dimissionario, Mario Monti, che ha scelto la cifra della morigeratezza alloggiando in una pensione e tre stelle nei pressi dell’Accademia. Il premier, accompagnato dalla famiglia (moglie, figli e nipoti) ha poi lasciato l’albergo in motoscafo per dirigersi verso San Marco per un’escursione. Monti e i famigliari sono approdati in laguna giovedì pomeriggio, arrivati in treno con la scorta a Santa Lucia hanno poi passeggiato per la città, facendo tappa alla Basilica di San Marco. I veneziani increduli hanno notato la presenza del premier attorniato dalla scorta mentre passeggiava tra San Marco e campo San Fantin vicino alla Fenice. Il presidente del Consiglio, in verità, ha interrotto la vacanza ieri per il vertice a Roma coi centristi (che ha definito le ultime decisione dei gruppi politici che lo sosterranno) ed è poi rientrato in serata a Venezia. Mario Monti si è detto convinto che la situazione del paese è destinata a migliorare a patto che tutti si lavori a questo obiettivo. Ai giornalisti, durante la sua visita a Venezia dopo essere stato con la famiglia sul campanile di San Marco, ha replicato: «Sono convinto che la situazione dell’Italia migliorerà, se tutti lavoriamo a questo scopo». «Spero che il 2013 sia come questa stupenda giornata di Venezia», ha concluso il premier che si è poi recato al Museo Correr per visitare la mostra di Francesco Guardi, vedutista del Settecento.
Gli ex popolari del Pd per sostenere l’Agenda Monti dovrebbero presentare una propria lista che raccolga l’elettorato di area cattolico-democratica e cattolico-liberale. Il logo è stato depositato in queste ore. Il logo reca la scritta “Popolari Democratici per Monti”, circondato da due ellissi, ed è stato predisposto e depositato dai senatori Lucio D’Ubaldo e Benedetto Adragna. Quest’ultimo è assai vicino a Raffaele Bonanni e alla Cisl, per cui si conta molto sull’appoggio del sindacato cattolico. I contatti sono in corso anche con Lorenzo Dellai, il quale ha ricordato ai senatori come 15 anni fa, quando iniziò a Trento la propria avventura politica, egli abbia lanciato una lista che si chiamava proprio Popolari Democratici. «Futuro e Libertà, attraverso le sue donne e i suoi uomini, arricchirà l’agenda Monti con le proprie battaglie di legalità, etica repubblicana e diritti civili». Lo ha dichiarato in una nota il vicecoordinatore di Fli, Fabio Granata, che ha aggiunto: «Siamo orgogliosi di correre alla Camera con Fini in testa e con il nostro simbolo, senza i quali oggi Berlusconi sarebbe il premier uscente e l’Italia devastata: lo tengano bene a mente avversari e alleati».
Intanto l’ex premier Silvio Berlusconi parlando del Governo Moti annuncia: «In quel momento c’è stata una vera e propria congiura e noi, vincendo, instaureremo subito una commissione per esaminare quei fatti». Questa è la risposta data ai giornalisti che alla stazione centrale di Milano gli hanno chiesto se si sia pentito di aver appoggiato Mario Monti.

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