Sab. Lug 20th, 2019

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Monti prepara un’altra stangata e stavolta tocca a partiti e sindacati

Mario Monti

Mario Monti si prepara alla campagna d’autunno. E l’obiettivo è dichiarato: ridurre in maniera netta il debito pubblico trovando allo stesso tempo risorse fresche per rilanciare la crescita. Non basterà certo vendere i presunti gioielli di famiglia, sono pronti nuovi microtributi e risorse provenienti dall’aumento fino all’80% della seconda rata dell’Imu.
Il premier Monti (nella foto) starebbe pensando di affrontare la questione già nel consiglio dei ministri convocato per domani. Si andrà dalle dismissioni di gran parte del patrimonio statale ed alle partecipazioni a nuove misure del terzo decreto sulla spending review, dopo i tagli già varati per Palazzo Chigi e Tesoro e il decreto convertito ieri e promulgato ieri da Giorgio Napolitano. Un provvedimento che già contiene misure per facilitare le dismissioni anche attraverso i fondi costituiti alla Cdp e al Demanio.
Il Governo punta ad un’accelerazione anche perchè scatteranno le regole europee: calo di un ventesimo l’anno per la parte che eccede il 60% nel rapporto con il Pil con sanzioni per chi sfora. Monti ed il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, stanno valutando tra l’altro una proposta avanzata da Giuliano Amato e Franco Bassanini. Si tratta di di interventi con i quali si otterrebbe un calo di 2,5 punti percentuali ogni dodici mesi del debito, e prevede la vendita di immobili; la valorizzazione delle concessioni; la cessione di partecipazioni quotate (come Enel, Eni, Finmeccanica) e non quotate (a partire da Poste italiane); l’imposizione agli enti previdenziali dei professionisti di aumentare la quota di investimenti in titoli di Stato; la tassazione (una tantum del 25% e a regime del 20%) dei capitali illegalmente tenuti in Svizzera; incentivi e disincentivi fiscali per allungare le scadenze e alla riduzione del costo medio del debito. Bocciata invece l’idea di una patrimoniale straordinaria: “depressiva”.
Nella nuova spending review sono invece previsti finanziamenti dei partiti e dei sindacati, una nuova sforbiciata alla spesa e la riattivazione della delega fiscale che ‘giace’ alla Camera: obiettivo tagliare la giungla degli sconti fiscali.

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